Home page / Infertilità / I nuovi nemici della Fertilità
Invia questa pagina a un amico
http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=11

Tua email

Email destinatario

Aggiungi un commento

chiudi

I nuovi nemici della Fertilità

letto 7919 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo (vai al curriculum)

         

Plastiche, pesticidi, nitrati… quali sono questi prodotti? Dove si nascondono, e come evitarli? E' ormai documentata l'esistenza di alcune sostanze chimiche che passando attraverso l'alimentazione sregolano il nostro equilibrio ormonale.

In un documento dell'Unione Europea (Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, 12.07.2001) si legge, tra le altre cose, che la UE deve "esprimere preoccupazione per l'aumento di casi di effetti negativi sulla salute umana, come un aumento di casi di cancro al seno e di altri cancri degli organi riproduttivi, di oligospermia, di cancri ai testicoli, che possono essere connessi a sostanze perturbatrici endocrine" e che "si è ormai accertato che numerosi perturbatori endocrini (PE) hanno effetti a dosaggi bassissimi" e che vi è "incertezza sugli effetti di una mistura di PE ed effetti sinergici". Ma qual è il bersaglio ideale di queste sostanze presenti nell'ambiente? Sono soprattutto gli ormoni steroidei, che intervengono nella crescita e nelle funzioni sessuali, con la conseguenza di un aumento dei disturbi della fertilità e delle malformazioni sessuali (oltre alle malattie indicate nel documento citato). Gli scienziati hanno osservato effetti potenti sugli animali vittime di inquinamenti accidentali: rane maschio che si femminilizzano, coccodrilli sterili… Insomma, era quasi impossibile non porsi delle domande sull'impatto di queste sostanze sugli esseri umani. Ed è così che si è scoperto, pare, che il danno si può produrre anche a concentrazioni bassissime di questi inquinanti.

Sono a oggi ancora pochi gli studi che hanno dimostrato gli effetti dei perturbatori endocrini nell'uomo, salvo un unico caso accertato, quello del dietistilbestrolo, una molecola impiegata per prevenire gli aborti spontanei i cui effetti proseguono per molte generazioni. Gli studiosi hanno potuto osservare un aumento dei problemi di infertilità nei lavoratori agricoli a contatto con vari pesticidi, ma in senso generale, anche l'abbassamento diffuso del numero degli spermatozoi negli uomini e il picco di infertilità lascerebbero pensare a un problema ambientale, anzi, soprattutto all'azione nefasta dei perturbatori endocrini. I PE si nascondono quasi ovunque: negli alimenti di origine animale o vegetale, negli imballaggi alimentari, nei prodotti di combustione… Nel 2005 l'Unione Europea ha compilato una lista ufficiale di 66 perturbatori endocrini, e tra i più comuni si distinguono diverse categorie.

La plastica

4-n-nonilfenolo: composti come questo intervengono nella fabbricazione di molti agenti plastici (agenti "anti-invecchiamento") e nei detergenti, ma anche nei pesticidi. Il loro effetto estrogenico è noto nei mammiferi;

bisfenolo-A: rientra nella "top ten" dei prodotti chimici fabbricati, ed è impiegato nelle plastiche e nelle resine. Lo si trova nei rivestimenti interni delle scatole da conserva, in alcuni biberon, nei CD e nei DVD, e perfino in alcune resine impiegate dai dentisti. Oggetto di controversia, ha mostrato nei ratti un effetto deleterio sulla qualità dello sperma e un aumento del rischio di aborto spontaneo;

ftalati: questi composti vengono utilizzati nel PVC (policloruro di vinile), nei giocattoli, le vernici, gli adesivi, le colle, gli inchiostri, alcuni farmaci e cosmetici. Sarebbero tossici per gli embrioni, soprattutto per quelli di sesso maschile, ai quali provocherebbero anomalie genitali;

PCB: policlorobifenili, sono impiegati nelle plastiche o nei trasformatori (piralene). Sono tossici per il sistema immunitario e per l'apparato genitale.

Non tutti gli ftalati sono uguali
Gli ftalati più comunemente presenti nei cosmetici e nei detergenti sarebbero praticamente innocui a eccezione di uno, il di-2-etilesile (DEHP), nocivo per l'apparato riproduttivo maschile perfino allo stato di semplice traccia. La tossicità degli ftalati dipende da alcune caratteristiche chimiche quali la lunghezza della loro catena e l'esistenza di ramificazioni laterali. Più uno ftalato ha un peso molecolare (lunghezza o massa di una molecola) elevato, meno è pericoloso in quanto tende meno a passare attraverso la pelle e il tratto gastrointestinale.
I composti come gli ftalati, il nonilfenolo o il bisfenolo-A sono spesso presenti negli imballaggi plastici alimentari, dai quali passano agli alimenti.

I pesticidi

I loro effetti nocivi sono noti da tempo, e molti sono oggi classificati come "perturbatori endocrini". Alcuni sono proibiti, come il DDT. L'esempio del dibromocloropropano è famoso: questo prodotto destinato a uccidere i vermi è stato impiegato in numerosi campi di banane, e ha provocato una vera e propria esplosione di casi di sterilità. Proibito nei paesi cosiddetti "occidentali", continua a essere usato in Africa o in Sudamerica. Tra le sostanze a rischio si trova anche il clordecone, sospettato dal 1996 di provocare un abbassamento del numero degli spermatozoi e di diminuirne la mobilità. Il vincozolin, destinato a combattere i funghi, provocherebbe invece una perturbazione delle funzioni riproduttive e indurrebbe alterazioni genetiche nei discendenti (osservazione compiuta sui ratti). Citiamo infine l'atrazina, un erbicida molto diffuso, riconosciuto come vero e proprio PE.

I fitoestrogeni

I perturbatori endocrini non sono solo prodotti dall'uomo, anzi ne esistono di "naturali", come i fitoestrogeni, la cui principale fonte nell'alimentazione è rappresentata dai prodotti a base di derivati di soia. Si osservi che gli studi su queste sostanze riguardano soprattutto i loro benefici per la salute, ancora oggi controversi, soprattutto nei confronti di alcune forme di tumori o delle malattie cardiovascolari. Ciò non toglie che alcuni scienziati sono preoccupati della loro eventuale tossicità a dosaggi elevati, soprattutto nei bambini.

Praticamente indistruttutibili…

Alcuni perturbatori endocrini sono raggruppati sotto il termine di "inquinanti organici persistenti". Si tratta di una classe eterogenea in quanto raggruppa elementi di diversa origine: i prodotti industriali come il PCB, i pesticidi organo clorati (DDT), o le diossine. Il loro punto in comune consiste nel rimanere nell'ambiente per molto tempo, e di disturbare seriamente le funzioni ormonali estrogeniche e tiroidee. Attenzione: i ritardanti antincendio impiegati in alcuni tessuti e arredi sono sospettati di rientrare in questa categoria.

Identificare e prevenire: è possibile?

E' possibile controllare le sostanze che vengono prodotte, per evitare i rischi? Oggi è difficile conoscere la tossicità delle 70.000 sostanze prodotte e vendute dall'industria chimica, e se i pesticidi sono ormai inquadrati perché gli studi di tossicità sono obbligatori, che dire degli altri composti? È possibile riconoscere tra loro i più a rischio di essere dei PE? Il problema è che la loro struttura chimica talvolta non ha nulla a che vedere con l'ormone "imitato", e fare una selezione per affinità chimica non ne garantisce l'innocuità. Un altro problema è che talvolta non è il composto a essere tossico, ma i prodotti che derivano dalla sua degradazione nell'organismo, il che rende difficile definire tutte le interazioni possibili, tra sostanze chimiche o con i prodotti naturali. L'Unione Europea ha lanciato la direttiva REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals), una nuova legislazione (sostituisce la precedente Direttiva 91/155/EEC) in materia di prodotti chimici, che impone ai fabbricanti una valutazione tossicologica di qualsiasi prodotto chimico immesso sul mercato. REACH dovrebbe essere adottata in via definitiva nel 2006.

Fonte: Health Care Without Harm, http://www.noharm.org/europe

venerdì 7 marzo 2008


sterilità sterilità femminile sterilità femminile sintomi riproduzione riproduzione assistita sterilita cause fecondazione fecondazione in vitro andrologia sterilita maschile sterilita di coppia icsi forum spermiogramma varicocele oligospermia endometriosi ovaio policistico poliabortivita aborto ripetuto ginecologia
Articles in English 2001-2017 © www.fertilita.org | P.I./C.F: 05470161000 | Note legali | Condizioni di utilizzo | Mappa del sito | Ultimo aggiornamento: 20/02/2013
powered by G.H.T. s.r.l.
Aggiungi a MioYahoo!Aggiungi a iGoogle!Aggiungi a Netvibes