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Il piombo e il suo effetto sulla gravidanza

letto 7594 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro sono presenti più di quattro milioni di composti chimici sui quali è disponibile pochissima informazione, in particolare riguardo ai loro effetti sulla gravidanza. Di alcuni è invece nota la pericolosità. Gli inquinanti ambientali sono più diffusi negli ambienti di lavoro anche se alcuni, presenti nell’aria, nell’acqua, e comunemente impiegati nelle case, non sono privi di conseguenze.

Può capitare che una donna in gravidanza inali questi composti, li ingerisca con il cibo o le bevande, li assorba attraverso la pelle. Per le sostanze più pericolose, per arrecare un vero danno al feto una donna incinta dovrebbe essere esposta a grandi quantità per lunghi periodi, e non a caso alcuni – anche se pochissimi – ambienti di lavoro hanno attuato misure preventive apposite. Ma anche le donne stesse possono proteggere se stesse e i loro bambini dagli inquinanti e dai composti chimici potenzialmente dannosi comunemente impiegati in casa.

L’esposizione al piombo durante la gravidanza: quali sono i rischi?
Il piombo è un metallo presente in natura e per molti anni è stato contenuto nei carburanti, nelle vernici e in altri prodotti usati a casa e al lavoro. Ancora presente nell’ambiente, le sue quantità continuano a diminuire grazie a specifiche azioni in ambito nazionale ed europeo a partire dagli anni ’70-‘80. Il piombo è un minerale pericoloso per chiunque, in particolare per i bambini più piccoli e per quelli non ancora nati. L’esposizione ad alti livelli di piombo durante la gravidanza contribuisce all’aborto spontaneo, al parto prematuro, alla nascita di bambini sottopeso, e aumenta il rischio di ritardi nello sviluppo nei neonati. La tossicità del piombo nei bambini è caratterizzata da problemi comportamentali e di apprendimento, e dall’anemia. L’esposizione prolungata e massiccia è rara nel nostro Paese, tuttavia anche livelli relativamente bassi possono provocare nel bambino lievi problemi cognitivi e comportamentali.

Il piombo è velenoso. Durante la gravidanza, il piombo presente nel sangue materno può passare liberamente al feto. Se una madre è stata esposta al piombo in passato, questo può essersi depositato nelle sue ossa e può essere messo in circolo, insieme al calcio, durante la gravidanza. Negli uomini, anche un livello basso di piombo può modificare in negativo libido e fertilità. Il rischio di esposizione al piombo aumenta se:

  • si vive in un ambiente domestico o professionale nel quale si effettua la riverniciatura delle pareti scrostando, con vari metodi, la precedente vernice, e se quest’ultima è anteriore agli anni ’70; in particolare, la demolizione di muri o soffitti così verniciati introduce nell’ambiente una pericolosa quantità di polvere di piombo. Questo tipo di manutenzione deve essere eseguita esclusivamente da personale specializzato;
  • si pratica un hobby che porta a contatto con il piombo, per esempio il restauro di vecchi mobili;
  • si trascorre del tempo o si puliscono aree che contengono polvere di piombo, per esempio le soffitte, alcuni tipi di veranda, i garage;
  • si indossano abiti o scarpe ricoperti di polvere di piombo;
  • si pulisce o si spolvera un’area ricoperta di polvere di piombo.

Le donne che abitano in case vecchie possono essere esposte a livelli maggiori di piombo a causa della presenza di vernici del vecchio tipo; circa l’80% delle case costruite prima del 1978 è dipinto con vernici a base di piombo, tuttavia, a meno che la vernice non si scrosti, il rischio è limitato. Le donne e i bambini piccoli dovranno invece assentarsi da casa se i muri verniciati con vernice al piombo vengono sottoposti a nuova verniciatura, e non possono rientrare fino a quando il lavoro non è stato completato per evitare di inalare polvere di piombo.

É inoltre possibile che la donna incinta sia esposta occasionalmente a quantità importanti di piombo contenuto nell’acqua potabile se abita una casa con l’impianto idraulico con tubature di piombo o rame, o con presenza di parti in ottone. Quale debole misura precauzionale, si raccomanda di far scorrere l’acqua dai rubinetti per almeno 30 secondi prima di usarla per cucinare o per bere; si osservi inoltre che l’acqua calda contiene più piombo di quella fredda. Molti filtri casalinghi non rimuovono il piombo dall’acqua filtrata, si consiglia perciò di leggere attentamente le caratteristiche del filtro riportate sulla confezione e di sostituirlo con un nuovo filtro agli intervalli di tempo raccomandati dal produttore.

Anche la cristalleria al piombo e alcuni piatti in ceramica possono contenere piombo, si dovrà perciò evitare di usarli con troppa frequenza. Sotto questo profilo, la ceramica commerciale è più sicura di quella artigianale. Altre fonti inaspettate di piombo in una casa possono essere i supporti delle candele profumate, che rilasciano particelle di piombo quando si riscaldano, e le maniglie di alcuni utensili, la cui plastica è a base di polivincloride. Utensili e manufatti artigianali contengono piombo nella vernice o nei prodotti per la finitura superficiale; meglio perciò scegliere di impiegare, almeno durante la gravidanza e l’allattamento, materiali acrilici e vernici ad acqua.

Se nella famiglia qualcuno svolge un lavoro che lo porta a contatto del piombo – per esempio un verniciatore, un imbianchino, un meccanico di officina, un lavoratore di una fabbrica di batterie o di alcuni tipi di costruzioni edili), queste persone dovranno fare la doccia e cambiarsi d’abito prima di lasciare il luogo di lavoro, evitando così di portare a casa il piombo. Anche i loro indumenti dovrebbero, quando possibile, essere lavati fuori dalla casa e in ogni caso devono essere lavati separatamente dal resto della biancheria e degli indumenti della famiglia.

giovedì 13 marzo 2008


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