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La carenza di acido folico e il rischio di preeclampsia

letto 10857 volte | autore: Agata Palumbo, farmacologa (vai al curriculum)

         

L'impiego di acido folico nel periodo periconcezionale da tempo ratificato in linee guida internazionalmente riconosciute e regolarmente applicate alla pratica clinica da Medici di Medicina Generale e da Specialisti Ginecologi.

Ma cos’è l’Acido Folico?
Anche conosciuto come vitamina B9, folato nella forma naturale, è una vitamina idrosolubile essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine, per la riproduzione e la normale crescita delle cellule, in particolare dei globuli rossi (svolge il ruolo di trasportatore di carbonio nella formazione dell’eme, la proteina contenente ferro che si trova nell’emoglobina, contenuta nei globuli rossi stessi).

Dove lo troviamo?
La flora batterica intestinale produce solo una piccolissima quantità di acido folico, la maggior parte deve essere introdotta con la dieta o con una adeguata integrazione.
È contenuto in grande quantità nelle foglie verdi degli ortaggi; l’acido folico è così chiamato poiché folico deriva da fogliame, dove, appunto, si concentra questa vitamina (verdure a foglie verdi: broccoli, spinaci, etc.; ed anche nelle arance, nei legumi, nel fegato e nel lievito di birra). È da ricordare che frutta e verdura vanno consumate preferibilmente crude, poiché la cottura ne distrugge una gran parte.

Chi ne ha bisogno e quanto?
È necessario a tutti e in special modo vi è aumentato fabbisogno di acido folico durante la gravidanza poiché il feto impoverisce facilmente le riserve della madre.
Il fabbisogno giornaliero di acido folico varia a seconda dell’età e del sesso: per gli adulti la quantità raccomandata si attesta sugli 0,2 mg, che raddoppia per le donne in gravidanza (almeno 0,4 mg al giorno).

Come si comporta l’Acido Folico nel organismo?
L’Acido Folico si assorbe bene a livello dell’intestino, a meno che non esista uno stato patologico. Un’eccessiva assunzione della vitamina viene escreta con le urine e le feci. Non è nota alcuna tossicità dovuta alla somministrazione orale di acido folico (1).

Studi
Studi condotti hanno dimostrato che l’acido folico è uno degli elementi nutritivi più spesso insufficienti nelle nostre diete. È, ormai, assodato che l’Acido Folico riveste un ruolo essenziale nella prevenzione delle patologie malformative fetali, soprattutto dei Difetti del Tubo Neurale (DTN).  L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che dal 33 al 50 % delle donne in gravidanza sono carenti di acido folico durante gli ultimi tre mesi di gravidanza. Quasi tutte le interferenze con il metabolismo o i DTN causati dalla mancanza di acido folico nel feto possono portare deformità come palatoschisi, danni cerebrali, spina bifida, rallentamento della crescita e delle capacità di apprendimento del bambino. I bambini mentalmente ritardati sono carenti di acido folico. L’acido folico dovrebbe quindi essere assunto 6 settimane prima del concepimento (questo perché il tubo neurale si comincia a formare tipicamente tra il 17° e 29° giorno di concepimento). Inoltre, una carenza di acido folico può portare anemia megaloblastica sia alla madre che al bambino, emorragie post-partum, e, più recentemente, parto prematuro (2). Le carenze durante o dopo la gravidanza possono aumentare le probabilità di tumore o displasia cervicale.

Studi Recenti: La somministrazione nel Secondo Trimestre di gravidanza potrebbe ridurre il Rischio di Pre-eclampsia
Sono stati pubblicati recentemente i risultati di uno studio (3), condotto presso l’università di Ottawa (Canada), nel quale si conferma la necessità dell’uso di Acido Folico nel secondo trimestre di gravidanza per scongiurare il rischio di pre-eclampsia. La pre-eclampsia è una sindrome che si manifesta in gravidanza con edema, proteinuria e  ipertensione. Questa sindrome colpisce approssimativamente il 5 % della popolazione in gravidanza nel mondo, e può essere causa di mortalità materna e neonatale, inoltre è anche associata al un aumento del rischio di sviluppo di malattie cardiovascolari in entrambi madre e figlio. Questi recenti studi hanno trovato un effetto protettivo dell’Acido Folico contro la pre-eclampsia, probabilmente dovuto al miglioramento delle funzioni endoteliali placentari e sistemiche a loro volta dovuto al diretto o indiretto abbassamento dei livelli di Omocisteina. Quest’ultimo, sostanza altamente tossica,  è un aminoacido che si forma nel nostro organismo a partire da un altro aminoacido essenziale, la metionina, che viene introdotto con l’alimentazione (carne, uova, latte, legumi). Una volta formata l’omocisteina viene trasformata in una sostanza “buona” grazie all’azione di specifici enzimi aiutati da alcune vitamine presenti nel sangue (vitamine, B6, B12, e in particolare acido folico). Se l’introduzione di queste vitamine è insufficiente, l’omocisteina si accumula nel sangue e può provocare danni alle pareti dei vasi modificandone struttura e funzionalità. Nell’adulto la carenza di acido folico si collega con l’aumento dell’omocisteina, che sembra determini aumento fino a 2–3 volte del rischio di cardiopatia ischemica. La dose giornaliera di Acido Folico somministrata in questo studio è stata di almeno 4-5 mg, che poi è la medesima utilizzata per prevenire i Difetti del Tubo Neurale.

(1) Howland-Mycek Basi Farm – Zanichelli (2007)
(2)  “Le Scienze” (04 febbraio 2008)
(3) Am J Obstet Gynecol. 2008;198:45.e1-45.e7.

giovedì 13 marzo 2008


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