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Sessualità e gravidanza, la fine di un tabù

letto 44885 volte | autore: Gianpiero Polverino, ginecologo (vai al curriculum)

         

La maternità e la gestione del desiderio rappresentano un passaggio complesso che mette in gioco il corpo femminile e modifica l'espressione dell'erotismo.

Le ripercussioni del cambiamento d'immagine e di ruolo che comporta la maternità nella donna vanno al di là della gravidanza e del parto, e comportano spesso una riduzione del desiderio sessuale quando non una vera e propria paura del dolore fisico. Masters e Johnson hanno affermato che il desiderio sessuale varia in intensità al momento della gravidanza; durante l'ultimo trimestre la libido si attenuerebbe, e continuerebbe a restare bassa anche dopo il parto e durante l'allattamento. Il parto può effettivamente cambiare in maniera permanente la sessualità di alcune donne, che scoprono come il loro corpo che può dare la vita diventi diverso, rendendole meno interessate al sesso e quasi interamente assorbite dall'esperienza della maternità.
Ma non sempre è così.

Sesso e gravidanza: la fine di un tabù (ma non l'inizio di un nuovo obbligo)
Spesso si considera che i rapporti sessuali alla fine della gravidanza possano provocare il parto prematuro, ma gli studi più recenti smentiscono questa credenza. Al contrario, una sessualità attiva sarebbe prova della normalità della gravidanza, e potrebbe addirittura esercitare un'azione protettiva nei confronti della prematurità del parto. Qualche elemento rassicurante.

L'orgasmo femminile scatena la produzione di ormoni, come l'ossitocina, che possono spingere l'utero a contrarsi. Quanto alle prostaglandine contenute nello sperma, anch'esse producono effetti comparabili. Infine, i rapporti sessuali possono, almeno in teoria, favorire la diffusione di germi all'interno della vagina, con il rischio di infettare anche il feto. Ecco i fattori che spiegano perché i rapporti sessuali completi sono stati per molto tempo vivamente sconsigliati alla fine della gestazione. Ma alcuni medici americani, A.E. Sayle e i suoi colleghi (Obstetrics & Gynecology - American Journal of Obstetrics and Gynecology) volevano sapere se questo pericolo era reale, e hanno cercato di determinare se la vita sessuale delle donne che partoriscono pre-termine è diversa da quella delle donne che partoriscono  "al momento giusto". Per tre anni, questi ricercatori hanno studiato 187 donne che avevano partorito prima della 37.a settimana di gravidanza, e 409 donne che avevano portato a termine la gravidanza. L'indagine, condotta su soggetti che erano in media al settimo mese di gravidanza, riguardava il numero di rapporti sessuali, la posizione utilizzata durante i rapporti, la presenza o meno di orgasmi, e la qualità del desiderio sessuale. I ricercatori hanno completato questa prima serie di informazioni con un secondo questionario, compilato dopo il parto in caso di prematurità. L'esistenza di fattori di rischio di prematurità è stata debitamente presa in conto: precedenti aborti spontanei, nascita di prematuri, decesso del feto in gravidanze precedenti. L'indagine non ha rilevato alcun aspetto sfavorevole della sessualità rispetto al parto prematuro. Le donne che hanno portato a termine la gravidanze erano le più numerose ad aver avuto rapporti sessuali fino alla fine, rispetto a quelle che hanno avuto un parto prematuro. Tuttavia, la gravidanza può porre qualche problema durante i rapporti sessuali. Bisogna tener conto di almeno due fenomeni: il gonfiore dei seni, che può renderli molto sensibili o dolenti, e la presenza del "pancione".

Piccoli consigli per coccole adeguate alla rotondità
La posizione più classica della tradizione sessuale, quella del missionario, diventa velocemente impraticabile. Per non rischiare di far male alla donna, l'uomo eviterà di esserle sopra: la donna sdraiata sulla schiena piega le gambe, l'uomo, allungato sul lato perpendicolare alla donna fa scivolare il bacino sotto di lei e si dispone alla penetrazione, curvando il busto per avvicinarsi e accarezzare il corpo della compagna. In capo a qualche mese alcune donne non possono più restare sdraiate sulla schiena perché il fastidio che provano è eccessivo. Per qualche tempo, i cuscini sotto la testa e le spalle della donna possono essere più che sufficienti a eliminare il problema, ma se questo permane, la donna si sdraierà su un fianco o si metterà in quadrupedia. Sul fianco, la posizione è quella "a cucchiaio", nella quale l'uomo è allungato lungo la schiena della donna, che si accovaccia contro di lui. L'utero appesantito dal bambino non graverà sullo stomaco, e l'uomo sarà libero di accarezzare. Se con il progredire della gravidanza anche questa posizione dovesse risultare impraticabile, la quadrupedia darà sollievo ai dolori di schiena e la posizione più favorevole della vagina dovrebbero rendere questa posizione molto gradevole. In questo caso, le carezze sul clitoride e il controllo dei muscoli pelvici compenseranno l'impossibilità della penetrazione profonda. Innegabilmente, la gravidanza perturba la mobilità fisica della donna, ma sarebbe un peccato non cercare soluzioni adatte provando posizioni diverse, perché il piacere sessuale e l'orgasmo contribuiscono al benessere fisico e psichico della donna, e quindi del bambino che cresce in lei.

I cambiamenti durante la gravidanza
Durante questa fase, le donne alternano stanchezza ed euforia, gioia e momenti di depressione, momenti di desiderio e momenti di perdita della libido. Per gli uomini, le emozioni variano dalla fierezza di aver procreato all'inquietudine riguardo alla nuove responsabilità finanziaria e morale, tra il desiderio di proteggere la compagna incinta e la paura che essa perda la sua giovinezza e la sua attrattiva

La libido di alcune donne cala sensibilmente durante il primo trimestre di gravidanza, per una varietà di ragioni: fattori ormonali, stanchezza, nausea - oppure psicologici, per esempio la credenza arcaica che una madre non debba essere sessualizzata. Questa situazione diventa inevitabilmente un problema di coppia, e non sono rare le coppie che aspettano anche due o tre mesi dopo il parto per riprendere un'attività sessuale normale. In linea generale, si può sostenere che tutte le pratiche sessuali sono prive di rischio durante la gravidanza, anche se esistono alcuni limiti, per esempio le pratiche sessuali violente sono, ovviamente, controindicate. Altre controindicazioni ai rapporti sessuali completi sono:

  • precedenti o minaccia di aborto spontaneo
  • segni di contrazioni uterine premature
  • sanguinamenti vaginali inspiegati
  • perdita di liquido amniotico
  • placenta previa. In questo caso la placenta è impiantata nella zona inferiore dell'utero, o sulla zona che ne copre il collo
  • deficit di competenza del collo dell'utero. In questa malattia, il collo è debole o dilatato prematuramente. Il rischio di aborto spontaneo è perciò aumentato
  • gravidanza multipla

In caso di gravidanza a rischio o patologica, l'attività sessuale dovrà essere sospesa salvo diverso avviso del medico. I rapporti completi sono sconsigliati durante le ultime settimane di gravidanza. In caso di sintomi eccezionali dopo un rapporto sessuale, quali dolore, sanguinamento, perdite o contrazioni, contattare immediatamente il medico.

La donna incinta può sperimentare un conflitto tra i suoi ruoli di compagna e di madre. Non bisogna dimenticare che nella gravidanza la sessualità è influenzata anche da fattori culturali. L'anticipazione della nascita del bambino tende a modificare la struttura familiare, dando vita a sentimenti diversi e contrastanti e a comportamenti che lo sono altrettanto.

Alcune donne temono a torto che l'attività sessuale o l'orgasmo possano provocare contrazioni o minacciare la gravidanza. Il feto è protetto dal mondo esterno da una barriera di muco che sigilla ermeticamente il collo dell'utero, impedendo al pene il contatto diretto. Inoltre, il feto è protetto rispetto alla pressione esercitata dall'esterno dai muscoli dell'utero e dal liquido amniotico, che ammortizza gli shock. In una gravidanza normale, l'attività sessuale non causa aborto spontaneo.

I rapporti sessuali, a meno che non siano violenti, non provocano aborto spontaneo. L'aborto spontaneo che si produce durante i primi mesi di gravidanza è di origine genetica (feto malformato per aberrazione cromosomica) o infettiva.

Dopo il parto
La donna può riprendere l'attività sessuale quando ritiene che essa possa aver luogo senza provocarle fastidio fisico. Le donne sottoposte a episiotomia (incisione chirurgica che viene effettuata per facilitare il parto) dovranno aspettare tre o quattro settimane prima di riprendere progressivamente l'attività sessuale. Alcuni autori suggeriscono di riprendere i contatti sessuali non appena possibile, per consolidare il legame di coppia dopo l'arrivo del bambino.

All'inizio della gravidanza è frequente che il numero dei rapporti sessuali diminuisca, spesso per ragioni di ordine psicologico. Molte donne si sentono inquiete, incerte dell'avvenire, hanno la nausea, vomitano, si sentono stanche. Durante il secondo trimestre di gravidanza, non è raro che la donna sperimenti una resurrezione della libido, dovuta agli aumentati livelli ormonali e alla congestione pelvica. Ma proprio in questo momento, non sono pochi gli uomini che perdono qualsiasi interesse sessuale nella compagna, per paura di far male al bambino o per altre ragioni, dando vita a una vera e propria astinenza nei confronti della donna incinta, ormai completamente investita dall'immagine di madre. Nel terzo trimestre in genere il desiderio erotico femminile tende a scemare, il disagio fisico incombe e la donna anticipa il parto e la nascita del bambino. L'attività sessuale può diventare sgradevole per la donna, che spesso non riesce a restare sdraiata sulla schiena senza provare dolore o nausea.

I timori infondati
L'attività sessuale non è pericolosa per la donna e per il bambino, salvo, come abbiamo detto, nei casi di gravidanze problematiche o a rischio. L'orgasmo può provocare contrazioni uterine, ma la letteratura scientifica conferma che una gravidanza normale non è in alcun modo disturbata dalle leggere contrazioni orgasmiche. L'orgasmo può anch'esso modificarsi durante la gravidanza: alcune donne diventano orgasmiche mentre non lo erano mai state in precedenza, altre multiorgasmiche per la prima volta. Alcune donne rilevano un cambiamento nella qualità dell'orgasmo, che può diventare meno profondo o più rapido, o che non provoca alcun rilassamento. L'orgasmo non può favorire il parto, e non esiste alcun legame dimostrato tra l'orgasmo e le contrazioni uterine del travaglio.

La frequenza dei rapporti è strettamente soggettiva, e riguarda la coppia. Può variare da un mese all'altro, anche se dopo il quarto mese la maggior parte delle donne ritrova il desiderio sessuale. Alcuni medici consigliano alle donne di evitare i rapporti completi durante le prime due settimane di gravidanza perché lo sperma contiene le prostaglandine, sostanze che possono stimolare le contrazioni. È importante mantenere un'attività sessuale durante tutta la gravidanza, un periodo durante il quale la donna e la coppia sono rese più fragili dai profondi cambiamenti in atto. Infine, il contatto sessuale con il partner può dare alla donna un sentimento di sicurezza.

Molte donne evitano i rapporti durante la gravidanza a causa di sintomi come la stanchezza, la nausea, il bisogno frequente di urinare. Gli ormoni, l'aumento di peso e altri fattori giocano anch'essi un ruolo nella diminuzione del desiderio sessuale femminile durante il primo trimestre di gravidanza. Questi sintomi durano in genere da 1 a 4 mesi, dopodiché alcune donne ritrovano il proprio desiderio intatto quando non accresciuto, altre non lo ritroveranno per tutta la durata della gravidanza. Il desiderio diminuisce drasticamente durante l'ultimo trimestre: "pancione", stanchezza costante, mal di schiena, aridità vaginale contribuiscono fortemente. Inoltre, alcune donne si sentono poco attraenti, quando non francamente brutte, e in questo caso evitare il rapporto con il partner diventa un gesto difensivo. Altre donne invece mostrano con fierezza il proprio corpo, ed erotizzano la gravidanza. In rari casi, alcune donne manifestano una vera e propria ripugnanza per la sessualità, un'avversione che può essere provocata da paura consce o inconsce, da sentimenti ed emozioni di varia natura.

Ma anche il desiderio maschile cambia nettamente durante la gravidanza. Alcuni uomini si sentono più vicini alla compagna incinta e amano intensamente i cambiamenti che avvengono nel corpo della partner; altri invece perdono qualsiasi desiderio per paura di far male alla madre o al bambino, o per timore della paternità. Alcuni uomini manifestano una ripugnanza fisica nei confronti della gravidanza che li rende incapaci di erotizzare la partner, e sono respinti dalla sua forma fisica. È in genere una sentimento temporaneo, che non deve venire considerato un rifiuto o una mancanza di sostegno. Per contro, non pochi uomini vivono la gravidanza della donna come una scoperta e come un momento effimero, e approfittano dei cambiamenti fisici come di una novità erotica.

La donna diventa madre: passaggio a rischio
L'esperienza dimostra che il passaggio da donna a mamma si svolge senza particolari problemi nella maggioranza dei casi, tuttavia si osserva una percentuale notevole di rotture coniugali dopo l'arrivo del bambino nella coppia. Si impone anche un'altra constatazione: l'arrivo del bambino raramente salva le coppie in crisi.

La diminuzione del desiderio dopo la nascita, l'alterazione della sessualità, le modifiche nei rapporti sessuali sono fatti frequentemente citati al negativo dalle pazienti. I cambiamenti che arrivano e che tendono talvolta a diventare permanenti fragilizzano la vita di coppia, e la distanza prende le sembianze di un separazione implicita, non detta. Talvolta il bambino è in mezzo al conflitto, e la maternità mette in evidenza la diversità tra la sessualità maschile e femminile. Una consultazione psicologica dimostra facilmente la differenza della domanda nella coppia dopo la maternità.

Lacan, celeberrimo e controverso psicoanalista francese, distingueva il bisogno (fisiologico) dalla domanda sentimentale (amore, tenerezza) dal desiderio (la parte sempre insoddisfatta). L'uomo insisterebbe sul bisogno e la domanda, la donna sulla domanda e il desiderio.

Le donne sanno bene che l'arrivo di un figlio nella coppia rende più precaria la posizione dell'uomo perché modifica i rapporti, le priorità e tutto il quotidiano. Come dichiara una paziente, "mio marito ha capito benissimo, ma non so se mi è stato fedele. Mia madre me lo diceva sempre: 'ti occupi troppo di tuo figlio, guarda che conta anche il padre'".

Molti analisti stanno tentando di studiare il passaggio psicologico da donna a madre e i suoi legami con il rapporto di coppia. La maternità apporta un tale contatto fisico e sensuale con il bambino che molte donne sono soddisfatte sessualmente e psicologicamen e dalla maternità in se stessa: il bambino considerato dalla donna come oggetto erotico in sé diventa così capace di soddisfarla. Anche l'allattamento può essere considerato come un'attività sensuale, e una donna che allatta può avere cali di desiderio per ragioni ormonali e psicologiche.

L'erotizzazione della gravidanza è un fenomeno costante, ma proprio il mantenimento dell'erotizzazione del bambino contribuisce a un certo numero di rotture coniugali, oltre a impedire la ri-sessualizzazione della vita di coppia; in questo caso, la donna rifiuta di credere che sia possibile accedere al desiderio sessuale per una via diversa dalla sublimazione del suo bambino. Il desiderio della madre e il posto del padre si definiscono non di rado attraverso una negoziazione dolorosa. Il posto del padre è indispensabile soprattutto durante l'infanzia del bambino, perché la funzione paterna consiste (anche) nel separare la nuova coppia madre-figlio. Tuttavia, questa rottura può risultare per alcune donne insopportabile al punto da preferirvi la rottura del legame di coppia. In questi casi, qualche anno più tardi sarà il figlio stesso a reclamare, con grande sorpresa della madre, la sua liberazione dallo strangolante amore materno, e inizierà un'autonoma e sana ricerca dell'immagine paterna.

Il comportamento sessuale si distingue dalla vita quotidiana per il suo contenuto emotivo e per il suo fine ultimo: la ricerca del piacere. L'erotizzazione è un processo complesso che ha l'obiettivo di conferire un significato erotico che stimola il desiderio senza violare i tabù della società o dell'ambiente culturale. Si accompagna in genere a una stimolazione del desiderio sessuale attraverso fantasmi e sogni a carattere sessuale. Si tratta di un processo assolutamente comune per ciò che riguarda gli organi sessuale e le zone erogene, mentre altre varianti dell'erotizzazione sono più particolari, per esempio l'erotizzazione del piede femminile o di altre parti del corpo umano. In questo quadro, si distingue la sessualizzazione (inclusione dell'oggetto nell'atto sessuale) dall'erotizzazione. All'erotizzazione contribuiscono scene, gesti, oggetti, parti del corpo, immagini e traumi risalenti all'età infantile. La società incoraggia alcune erotizzazioni, per esempio quella del corpo femminile nudo nei secoli passato o quella attuale dell'immagine maschile nella pubblicità, e lotta contro altre erotizzazioni, per eempio l'erotizzazione dello stupro o della violenza.. L'erotizzazione è infine un processo individuale e collettivo trasmissibile.

Come fare?
Come sempre, la ricetta ha inizio dalla comunicazione, e dalla preparazione della coppia alla novità. In genere, l'arrivo del bambino non pone problemi drammatici, ed è vissuto con un avvenimento felice fin dagli esordi della gravidanza.Tuttavia, qualsiasi discussione può essere utile per consolidare la coppia. La sessualità perturbata durante la gravidanza non deve venire drammatizzata ma vissuta come un momento transitorio, passeggero.

Il ruolo degli uomini riguardo a questi importanti cambiamenti consiste nell'esercitare una certa pazienza, senza tuttavia lasciare sola la donna o lasciare che si abbandoni agli aspetti "metafisici" della sua gravidanza, ricordandole che la gravidanza è il frutto della coppia, non la sua fine. Non si può ignorare, inoltre, che durante tutta la gravidanza il figlio in arrivo è continuamente sognato, "progettato", ricostruito e idealizzato, soprattutto dalla donna.

Le reazioni psicologiche che condizionano la sessualità di coppia dovrebbero mettere in allerta entrambi i partner, e la protezione eccessiva della gravidanza da parte della madre dovrebbe porre apertamente il problema del ruolo e del posto del padre nella coppia. Alcune donne sono infatti così affascinate e interamente assorbite dall'esperienza della gravidanza da preferire la rottura e l'isolamento. Non è infrequente, infine, che durante la gravidanza della compagna gli uomini adottino una sessualità passiva masturbatoria. Nelle coppie nelle quali la donna vive la gravidanza in modo eccessivamente personale (divieto dei rapporti sessuali per paura di far male o di non proteggere sufficientemente il bambino), la sessualità extraconiugale può ovviamente irrompere, sotto forma di infedeltà maschile.

giovedì 13 marzo 2008


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