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Segni e sintomi del parto prematuro

letto 33048 volte | autore: Gianpiero Polverino, ginecologo (vai al curriculum)

         

Il travaglio prematuro ha luogo quando il travaglio ha inizio prima del completamento della trentasettesima settimana di gravidanza, troppo presto per far nascere un bambino che potrebbe risentirne, sotto il profilo della salute, per tutto il resto della vita. Per ritardare o arrestare il travaglio prematuro è possibile somministrare una serie di farmaci che possono "bloccare" la situazione fino a quando la madre viene ricoverata in ospedale, dove le verranno somministrati altri  farmaci che aiutano a migliorare le condizioni di salute del feto. I segnali d'allarme del travaglio prematuro sono:

  • perdite di liquido o di sangue dalla vagina
  • contrazioni ogni 10 minuti o meno
  • pressione pelvica - la sensazione che il bambino stia spingendo per uscire
  • mal di schiena concentrato nella zona lombare
  • forti crampi addominali, simili a quelli mestruali
  • diarrea

Cosa fare
Avvisare immediatamente il medico o presentarsi in ospedale. La presenza di uno solo dei sintomi descritti sopra è più che sufficiente per cercare aiuto. Il medico potrà suggerire varie alternative:

  • presentarsi allo studio o direttamente in ospedale per un controllo
  • interrompere immediatamente qualsiasi attività e sdraiarsi sul lato sinistro per almeno un'ora
  • bere 2-3 bicchieri d'acqua, evitare caffè, tè, e bibite gassate

Se i sintomi peggiorano o non scompaiono durante 1 ora, presentarsi direttamente in ospedale. Se i sintomi migliorano entro 1 ora, rilassarsi per il resto della giornata.

I farmaci
In questi casi vengono somministrati due tipi di farmaci: il primo aiuta ad arrestare le contrazioni del travaglio, il secondo aiuta la maturazione dei polmoni del feto prima della nascita.

- ridurre o interrompere le contrazioni
Questi farmaci vengono somministrati per via intravenosa, per bocca o per supposta, e come tutte le medicine possono avere effetti collaterali per la madre, per il bambino, o per entrambi. Gli effetti collaterali per il bambino possono manifestarsi nell'utero materno oppure dopo la nascita, e possono essere sgradevoli o anche gravi. La gravità varia in funzione dei soggetti. Prima di scegliere un farmaco tra quelli disponibili, il medico e la donna valutano rischi e benefici e la condizione soggettiva della madre e del bambino:

farmaci:
calcio antagonisti bloccanti i canali
possibili effetti collaterali per la madre:
rossore cutaneo diffuso, mal di testa, stanchezza, nausea, abbassamento della pressione arteriosa
possibili effetti collaterali per il bambino:
nessuno noto

farmaci:
inibitori la sintetasi prostaglandinica
possibili effetti collaterali per la madre:
nausea, tachicardia
possibili effetti collaterali per il bambino:
restrizione del passaggio attraverso il quale il sangue del feto passa da un vaso venoso all'altro (ductus arteriosus), elevata pressione polmonare, riduzione della funzione renale, emorragia cardiaca o cerebrale, ittero, ridotto flusso venoso alla vescica con conseguente rischio di infezione (enterocolite necrotica)

farmaci:
magnesio solfato
possibili effetti collaterali per la madre:
rossore cutaneo diffuso, stanchezza, mal di testa, debolezza muscolare, visione sdoppiata, secchezza delle fauci, formazione di liquido nei polmoni, infarto
possibili effetti collaterali per il bambino:
stanchezza, perdita di tono muscolare, rallentamento del respiro, perdita di minerali

farmaci:
betamimetici
possibili effetti collaterali per la madre:
battito cardiaco irregolare, formazione di liquido nei polmoni, bassa pressione arteriosa, scarsa irrorazione sanguigna, tachicardia, alti livelli di zuccheri nel sangue, alti livelli di insulina nel sangue, bassi livelli di potassio nel sangue, ridotta minzione, variazioni nella funzionalità della ghiandola tiroide, tremori, nervosismo, nausea o vomito, febbre, allucinazioni
possibili effetti collaterali per il bambino:
tachicardia, alti livelli di insulina nel sangue, bassi o alti livelli di zucchero nel sangue, dilatazione del muscolo cardiaco, scarsa irrorazione sanguigna, abbassamento dei livelli di calcio nel sangue, ittero, bassa pressione arteriosa, emorragia cardiaca o cerebrale

Come aiutare il bambino a respirare
Quando una donna inizia il travaglio prematuro, in genere le viene somministrato un tipo di farmaco steroideo chiamato corticosteroide. Questa molecola aiuta la maturazione polmonare del feto per aiutarlo a respirare meglio dopo il parto. Gli steroidi riducono i problemi respiratori dei neonati e contribuiscono a prevenire molte gravi malattie polmonari note con il nome di sindrome da stress respiratorio. Gli steroidi aiutano anche a prevenire nel bambino le emorragie cerebrali e una grave malattia della vescica chiamata enterocolite necrotica. Le molecole steroidee impiegate per questo scopo sono note con il nome di dexametasone e betametasone.
 
Sei a rischio?
Il travaglio e il parto prematuro possono verificarsi in ogni gravidanza, ma più spesso in alcune donne che in altre. I ricercatori hanno identificato alcuni fattori di rischio, ma a oggi non è ancora possibile prevedere quale donna sarà soggetta al parto prematuro. Avere un fattore di rischio non significa infatti che la donna è esposta al travaglio o al parto prematuri. In linea generale, sono tre i gruppi di donne maggiormente esposti al rischio:

  • donne che hanno già avuto un parto prematuro
  • donne incinte di gemelli
  • donne con alcune anomalie uterine o cervicali

I rischi collegati allo stile di vita e all'ambiente
Alcuni studi hanno consentito di identificare che degli specifici fattori collegati allo stile di vita possono aumentare anche di molto i rischi di travaglio prematuro:

  • assistenza medica prenatale tardiva o assente
  • tabagismo
  • uso di acoolici
  • uso di stupefacenti
  • uso di dietilsilbestrolo (DES), un estrogeno di sintesi
  • esposizione alla violenza domestica inclusi gli abusi fisici, sessuali ed emotivi
  • mancanza di sostegno sociale
  • stress
  • orari di lavoro particolarmente lunghi con prolungati periodi trascorsi in piedi

Rischi medici
Alcune condizioni mediche presenti durante la gravidanza possono aumentare le probabilità che una donna sia soggetta a travaglio prematuro:

  • infezioni del tratto urinario, infezioni vaginali, malattie sessualmente trasmesse e infezioni di altra natura
  • diabete
  • ipertensione
  • trombofilia, un disturbo della coagulazione
  • emorragia vaginale
  • alcuni difetti congeniti del feto
  • gravidanza con un solo feto dopo fertilizzazione in vitro (IVF)
  • essere sottopeso prima della gravidanza
  • obesità
  • breve lasso di tempo tra due gravidanze (meno di 6-9 mesi tra la nascita e l'inizio della gravidanza successiva)

I ricercatori hanno individuato anche altri fattori di rischio, per esempio nelle donne afroamericane i soggetti con meno di 17 o con più di 35 anni in condizioni socioeconomiche disagiate corrono più rischi delle altre donne. Il mondo scientifico non è ancora in grado di stabilire come e perché questi fattori aumentano il rischio di avere un travaglio prematuro.

Cosa può fare la donna
Ricordiamo ancora una volta che avere uno o più fattori di rischio non ha valore predittivo circa il travaglio o il parto prematuro; i fattori di rischio indicano semplicemente un rischio accresciuto rispetto alle donne che non hanno fattori di rischio. Tuttavia, ogni donna dovrebbe:

  • conoscere i segni e i sintomi del travaglio prematuro
  • sapere cosa fare e come comportarsi se riconosce anche uno solo dei sintomi
  • prendersi grande cura di stessa e del proprio bambino lungo tutta la gravidanza

Questo è il modo migliore che una donna ha per proteggere se stessa e il suo bambino dai rischi del parto prematuro.

Come ridurre i rischi

  • farsi assistere da un medico per tutta la gravidanza, non appena si sospetta di essere incinte. Sottoporsi ai controlli periodici anche se ci si sente bene, e se la gravidanza è pianificata, sottoporsi a tutti i controlli medici del caso prima di restare incinte
  • smettere di fumare, possibilmente prima che la gravidanza abbia inizio. Se non si riesce a smettere del tutto, limitare il più possibile il consumo di sigarette, ed evitare il fumo passivo
  • non bere alcolici
  • interrompere l'assunzione di farmaci o rimedi a base di erbe e di qualsiasi supplemento non prescritto dal medico curante, al quale andranno riferiti nel dettaglio tutti gli altri farmaci di cui si fa uso
  • controllare e ridurre lo stress, chiedendo aiuto a familiari e amici. Riposarsi e rilassarsi ogni volta che si può
  • se si è intrappolate in una relazione violenta o dolorosa, parlarne con qualcuno.Ricordiamo che le statistiche dimostrano che gli abusi sulle donne aumentano durante la gravidanza. Fare tutto ciò che è possibile per cercare aiuto e protezione per se stesse e per il proprio bambino
  • se si prova dolore o bruciore durante la minzione, si potrebbe avere un'infezione.Rivolgersi immediatamente al proprio medico
  • riconoscere i segni e i sintomi del travaglio prematuro, e intervenire subito.

Dati statistici: OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità

giovedì 13 marzo 2008


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