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Il parto prematuro: come affrontare il travaglio

letto 39033 volte | autore: Gianpiero Polverino, ginecologo (vai al curriculum)

         

Talvolta, anche se la donna rispetta tutte le indicazioni del medico, il travaglio prematuro non si arresta. Che fare in questo caso? L'assunzione di farmaci (detti tocolitici) può ritardare il parto di 2-7 giorni facendo guadagnare un po' di tempo per trattare la donna con farmaci steroidei, che come detto accelerano la crescita degli organi e dei polmoni del feto e riducono le probabilità di morte del bambino di circa il 30%. Questi farmaci riducono anche le due complicazioni più serie della nascita prematura, la sindrome da stress respiratorio (di circa il 50%), e l'emorragia cerebrale (di circa il 70%). Il tempo così guadagnato rende possibile trattare la madre anche con antibiotici nel caso di infezione, e di trasferirla in un'unità ospedaliera speciale. Alcuni medici raccomandano alle donne a rischio il riposo assoluto, nonostante la ricerca medica abbia evidenziato risultati contraddittori sulla sua efficacia: mentre infatti la diminuzione delle attività più faticose può aiutare una donna incinta a rilassarsi, non ci sono prove che il riposo assoluto sia in grado, da solo, di ridurre la probabilità di parto prematuro. Le raccomandazioni variano da medico a medico, alcuni suggeriscono un riposo totale per più ore al giorni, altri raccomandano di non alzarsi dal letto che per le funzioni vitali indispensabili. Tuttavia, la restrizione delle attività o peggio il riposo totale hanno ovviamente un effetto sulle condizioni fisiche della donna, che presto va incontro a una perdita di tono muscolare e a difficoltà di respirazione al minimo sforzo. Queste donne dovranno sottoporsi a un programma di tonificazione muscolare subito dopo il parto. Inoltre, i lunghi periodi trascorsi a letto aumentano il rischio di embolia, per questo si raccomanda di cambiare spesso posizione e di non restare immobili. Con l'immobilità totale, accade che alcune donne possano sentirsi annoiate, depresse o ansiose, altre si sentono invece isolate dal mondo, e in alcuni casi compaiono chiari segni di frustrazione, rabbia e risentimento.

Le complicazioni del parto prematuro
Tutti conosciamo bambini nati prematuri che sono diventati adulti sani, e questo succede in effetti alla maggior parte dei bambini che in genere si riprendono entro il primo o il secondo anno di vita. Ma alcuni bambini nati troppo presto non sono così fortunati: il loro insufficiente peso alla nascita unito al loro sviluppo incompleto possono dar luogo a problemi di salute che condizionano tutto il resto della vita, costringendo alcuni di loro a lottare ogni giorno per sopravvivere. I neonati più piccoli o più malati muoiono alla nascita o subito dopo, e i bambini nati prima della trentaduesima settimana di gravidanza sono i più a rischio. Ecco le complicazioni più comuni che un bambino nato troppo presto può trovarsi ad affrontare:

- sindrome da stress respiratorio (RDS): ai bambini che soffrono di RDS manca una proteina chiamata surfattante che previene il collasso delle sacche d'aria nei polmoni. Fortunatamente, molti bambini con RDS possono essere trattati con surfattante di sintesi e possono essere aiutati nella respirazione. Questa sindrome riguarda in modo particolare i bambini nati prima della trentaquattresima settimana di gravidanza;

- emorragia intraventricolare (IVH): è il sanguinamento che avviene nel cervello, in genere durante i primi quattro giorni di vita, e che di solito si risolve spontaneamente con poco o nessun danno. Le forme più gravi di emorragia richiedono l'intervento medico e possono danneggiare il cervello provocando ritardo mentale, disabilità nello sviluppo o paralisi cerebrale. L'IVH riguarda circa il 10-25% dei bambini nati prima della trentaquattresima settimana di gestazione;

- enterocolite necrotica (NEC): la NEC è un'infiammazione che danneggia le pareti dell'intestino e può provocare problemi di alimentazione, gonfiore addominale e altre complicazioni più gravi. La NEC viene tratta con farmaci e più raramente con la chirurgia. Il problema riguarda circa il 5% dei bambini e il rischio aumenta con la precocità del parto. Alcuni bambini con NEC muoiono nonostante le cure;

- retinopatia della prematurità (ROP): la ROP è una condizione degli occhi causata dalla crescita anomala dei vasi sanguigni, e può provocare la riduzione della vista e la cecità. In alcuni casi, la ROP migliora spontaneamente, ma in altri viene tratta con il laser o la crioterapia. Riguarda soprattutto i bambini nati prima della trentaduesima settimana di gestazione;

- displasia broncopolmonare (BPD): la BPD è una malattia cronica che si manifesta nei bambini prematuri nati prima che i polmoni si siano sufficientemente sviluppati. I bambini nati con gravi problemi polmonari impiegano settimane o mesi prima di respirare in modo autonomo e per poter essere staccati dal respiratori; sono questi i bambini che possono sviluppare la BPD. Alcuni bambini superano il problema durante i primi due anni di vita, ma in altri la BPD provoca una condizione cronica asma-simile caratterizzata da difficoltà respiratorie. Questa condizione può durare per anni;

- infezioni: i bambini prematuri corrono più rischi di sviluppare un'infezione rispetto ai bambini nati nei tempi corretti. Il loro sistema immunitario è immaturo e non è in grado di combattere le infezioni come la sepsi (un'infezione del sangue), la polmonite e la meningite (un'infezione della membrana che circonda il cervello). Le infezioni vengono trattate con gli antibiotici e farmaci antivirali;

- anemia: i bambini prematuri sono speso anemici, cioè non hanno abbastanza globuli rossi nel sangue. I bambini anemici vengono spesso alimentati con difficoltà e crescono lentamente, ma la patologia può anche aggravare eventuali problemi cardiaci o respiratori. L'anemia viene curata con supplementi a base di ferro che aumentano la produzione dei globuli rossi, e in alcuni casi ricorrendo alle trasfusioni di sangue

- ductus arteriosus patente (PDA): il PDA è un problema cardiaco molto frequente nei bambini prematuri. Un grande vaso sanguigno, il ductus arteriosus, deve chiudersi alla nascita per consentire la normale circolazione del sangue, ma nei bambini con PDA il vaso non si chiude. Il trattamento farmacologico consente a volte di chiudere il passaggio, ma più spesso si ricorre al trattamento chirurgico

- apnea: l'apnea ha luogo quando il bambino smette di respirare per 15-20 secondi o più a lungo, ed è spesso accompagnata da un battito cardiaco lento noto con il nome di bradicardia. Nei bambini prematuri il monitoraggio per l'apnea e la bradicardia è costante, e queste condizioni vengono chiamate "A" e "B". Se un bambino smette di respirare, il monitor suona. In genere si può stimolare il bambino a riprendere la respirazione con un semplice colpetto sulla schiena.

I nati prematuri
La maggior parte delle gravidanze dura 38-42 settimane, e la data del parto è misurabile in 40 settimane dopo il primo giorno dell'ultimo periodo mestruale. Il travaglio prematuro, che avviene prima della trentasettesima settimana di gravidanza, può accadere a qualunque donna e in circa metà dei casi è impossibile stabilire perché avviene. Circa il 12% delle nascite è prematuro, e i bambini nati troppo presto sono esposti a più rischi anche gravi come il ritardo mentale, la paralisi cerebrale, la cecità e la sordità, e a problemi polmonari e gastrici cronici. Il travaglio prematuro può essere talvolta interrotto da una combinazione di trattamento farmacologico e di riposo, e in genere può essere ritardato per il tempo sufficiente per ricoverare la donna in un'unità di cura intensiva neonatale dove sia lei, sia il bambino, possono ricevere le cure adeguate.

- nati prima di 28 settimane di gestazione: è una condizione che riguarda meno dell'1% dei bambini ma è quella in cui le complicazioni sono più gravi. La maggior parte di questi bambini nasce con un peso troppo esiguo (meno di 1.3 kg), e quelli nati prima di 26 settimane pesano a volte anche meno di un chilo. Quasi tutti richiederanno un trattamento con ossigeno, surfattante e l'assistenza medica necessaria alla respirazione. Questi bambini sono troppo immaturi per succhiare, inghiottire e respirare allo stesso tempo, perciò devono venire nutriti per via intravenosa fino a quando sono in grado di sviluppare queste capacità. Spesso non sono in grado di piangere (o non possono essere uditi a causa del tubo del respiratore che hanno inserito nella gola) e dormono quasi tutto il giorno. Questi neonati in miniatura hanno uno scarso tono muscolare e si muovono appena. I bambini nati così presto hanno un aspetto molto diverso dagli altri, la loro pelle è più rugosa e rossastra, e così sottile che è possibile vedere in trasparenza tutte le vene. La loro faccia e il corpicino sono ricoperti da una sottilissima peluria detta lanugo e poiché non hanno avuto il tempo materiale per produrre sufficiente grasso corporeo, appaiono magrissimi. Con ogni probabilità avranno gli occhi chiusi e privi di ciglia. Bambini così piccoli sono più a rischio di tutte le complicazioni che abbiamo elencato, tuttavia la maggior parte dei bimbi nati dopo la ventiseiesima settimana di gestazione sopravvivono per un anno (80% circa a 26 settimane e 87% circa a 27 settimane), anche se spesso devono restare in unità intensiva più a lungo. Sfortunatamente, circa il 20-40% di quelli con il peso più scarso sviluppa gravi e croniche disabilità;
 
- nati tra 28 e 31 settimane di gestazione: questi bambini sono molto simili a quelli nati ancora prima, anche se sono in genere più grandi e hanno maggiori probabilità di sopravvivere, tra il 90 e il 95%. Molti hanno bisogno dell'ossigeno, del surfattante e dell'ssistenza meccanica alla respirazione, ma alcuni possono essere nutriti al seno o artificialmente attraverso un tubicino posto nel naso o nella bocca e che conduce allo stomaco, mentre altri ancora avranno bisogno di essere alimentati per via intravenosa. Tra questi bambini alcuni possono piangere, si muovono un po' di più di quelli più prematuri anche se i loro movimenti sono goffi. I prematuri nati tra la 28.a e la 31.a settimana di gestazione sono a rischio di alcune delle complicazioni sopra descritte, tuttavia quando queste hanno luogo in genere non sono gravi;

- nati tra 32 e 35 settimane di gestazione: la probabilità di sopravvivenza supera il 98%, la maggior parte di questi neonati pesa tra 1.5 e 3 chilogrammi. Alcuni respirano da soli, molti altri hanno bisogno solo dell'ossigeno ma non del respiratore. L'alimentazione è al seno o con il biberon, anche se spesso i bambini nati a meno di 34 settimane di gestazione hanno difficoltà respiratorie e devono essere alimentati artificialmente. I nati dopo 34 settimane hanno poche probabilità di disabilità dovute al parto prematuro, anche se possono restare più lenti degli altri nell'apprendimento e sviluppare problemi comportamentali;

- nati a 36 settimane di gestazione: quasi nessuno dei bambini nati durante la 35.a settimana di gestazione avrà bisogno di particolari cure postatali, e in genere le probabilità di sopravvivenza sono identiche ai bambini nati alla fine naturale della gravidanza. Alcuni possono sviluppare problemi lievi come un leggero ittero o non gravi difficoltà respiratorie, ma in genere si riprendono molto in fretta. Salvo rari casi, l'alimentazione è del tutto normale, al seno o con il biberon. Difficilmente questi bambini svilupperanno serie disabilità in conseguenza della nascita prematura.

Dati statistici: OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità

giovedì 13 marzo 2008


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