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Complicazioni della gravidanza: eclampsia, preeclampsia e tossemia gravidica

letto 15745 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

La tossemia gravidica è una complicazione renale che può svilupparsi durante la gravidanza, la preeclampsia è una malattia caratterizzata dall'associazione di un'ipertensione arteriosa, di una proteinuria e di un'assunzione di peso con edema. È più frequente in caso di gravidanza gemellare e di prima gravidanza. L'eclampsia è una crisi convulsiva (fase tonica poi clonica seguita da coma postcritico) che può intervenire alla fine della gravidanza.

La preeclampsia è relativamente frequente (1 ogni 20 gravidanze), la sua causa è ignota. I sintomi fanno parte della definizione della malattia: ipertensione arteriosa, proteinuria (presenza di proteine plasmatiche nelle urine), aumento di peso, edemi. Una tensione arteriosa superiore a 14/9 a riposo conferma una ipertensione arteriosa gravidica. La precocità e l'importanza della ipertensione sono fattori di prognosi sfavorevole, che possono comportare una morte fetale in utero o una ipotrofia fetale. La donna lamenta cefalee dolorose, sonnolenza inabituale, ronzio nelle orecchie, disturbi oculari: diminuzione dell'acuità visiva, talvolta cecità improvvisa che regredisce senza conseguenze, diplopia (visione sdoppiata). La paziente presenta edemi bianchi, molli, indolori a livello delle caviglie e delle gambe, accompagnati spesso a gonfiore delle palpebre. La pressione arteriosa è molto alta.

Le complicazioni
L'eclampsia è la complicazione maggiore della preeclampsia, e fa seguito alla preeclampsia. Si tratta di una crisi convulsiva tipica (fase tonica seguita da fase clonica seguita da coma) che interviene al terzo trimestre della gravidanza, durante il travaglio o dopo il parto, ed è associata a ipertensione arteriosa. La morte del feto è una conseguenza possibile, ma anche la vita della madre è in pericolo. E' quindi necessario predisporre quanto è richiesto per limitare i rischi ed evitare le complicazioni più gravi. Le altre complicanze materne della preeclampsia sono l'ematoma retroplacentare, l'insufficienza renale acuta, l'edema cerebrale, l'emorragia, disturbi della coagulazione. Il feto rischia una sofferenza fetale cronica con ipotrofia, la morte in utero, una sofferenza acuta durante il parto o durante i primi giorni di vita.

Il trattamento
In presenza di ipertensione arteriosa gravidica moderata senza antecedenti:

  • arresto del travaglio
  • riposo completo
  • antiipertensivi
  • sorveglianza stretta: peso, diuresi, pressione arteriosa, proteinuria, uricemia, creatininemia

In presenza di sintomi che evocano una preeclampsia:

  • ricovero immediato
  • riposo completo
  • antiipertensivi
  • sorveglianza stretta: peso, diuresi, pressione arteriosa, proteinuria, uricemia, cratininemia
  • monitoraggio della vitalità fetale: monitoraggio fetale permanente. La decisione di provocare un parto
  • prematuro per via bassa naturale o per cesareo viene talvolta presa in caso di ipertensione arteriosa incontrollabile.

Il trattamento della crisi di eclampsia si effettua in ambito specializzato e prevede l'impiego dei farmaci anticonvulsivanti. Il parto viene stimolato o si ricorre al cesareo. La guarigione è abituale, non c'è rischio di recidiva durante le gravidanze successive, tuttavia sono possibili complicazioni a lungo termine. La prevenzione consiste nella sorveglianza della donna incinta: regolari e periodiche misurazioni della pressione arteriosa, ricerca di una proteinuria, controllo del peso.

giovedì 13 marzo 2008


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