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Le malattie vulvovaginali

letto 66019 volte | autore: Gianpiero Polverino, ginecologo (vai al curriculum)

         

Difficili da definire, le malattie vulvovaginali sono senz’altro più numerose di quelle trattate in questo articolo.

La vulvodinia
Vulvodinia è un termine ampio che significa "dolore vulvare"; la vulvodinia è infatti definita come un disturbo vulvare cronico caratterizzato da sensazione di bruciore, prurito, puntura e irritazione. Poiché il  dolore viene percepito con intensità diverse dalle donne è difficile definirlo, ma può essere costante o periodico, localizzato o diffuso.. Si parla di vulvodinia quando questi sintomi più o meno associati non sono riconducibili  a precise cause microbiologiche o ad altre note e ben inquadrabili patologie. Non si possono inquadrare come vulvodinia specifiche vulvovaginiti, o patologie come lichen e dermatosi note, anche se molti di questi sintomi possono essere presenti . Questa patologia può provocare problemi nella vita delle donne, soprattutto sul piano sessuale: spesso il dolore aumenta durante i rapporti sessuali con la  penetrazione rendendo il sesso non sempre piacevolee e  può spingere le donne affette a evitare i contatti sessuali con le ovvie conseguenze sul rapporto di coppia. D'altro canto, la vulvodinia non è una malattia che aumenta direttamente i rischi di infertilità. Per la vulvodinia non esiste una causa nota. In alcuni casi la malattia è presente da sempre, in altri si sviluppa a seguito di un intervento chirurgico o di un parto, o all'improvviso, senza alcuna ragione apparente. L'inquadramento diagnostico della malattia prevede quindi una preparazione di tipo interdisciplinare con competenze ginecologiche, dermatologiche, neurologiche e psicologiche. La vulvodinia sarebbe il risultato di più fattori che combinati insieme creano un danno alla vulva, temporaneo in alcune donne, cronico e persistente in altre. La condizione può essere migliorata o guarita da una pluralità di trattamenti (antibiotici, antimicotici, anestetici, cortisonici, farmaci omeopatici, lubrificanti, antidepressivi…), salvo nel caso in cui la malattia si cronicizza e non può mai guarire del tutto. Per contro, i trattamenti esistenti possono migliorare molto la condizione delle donne affette e aiutarle sia nel quotidiano, sia nell'avere rapporti sessuali completi e soddisfacenti.

La dispareunia
La dispareunia fa parte della vulvodinia e si riferisce al dolore alla vulva durante la penetrazione. La dispareunia può essere esterna o superficiale e interna o profonda. Le forme esterne possono essere dovute  diverse cause tra cui vulvo-vaginiti, uretriti, imene intatta, vaginismo, ecc. Le forme profonde possono invece essere dovute a cerviciti, endometriosi, infiammazioni pelviche, cistiti, patologia ovarica, traumi da parto, ecc. La terapia passa quindi prima per l'identificazione delle cause e poi per il trattamento delle stesse.

La vestibulite vulvare
La vestibulite vulvare è definita come una condizione di dolore vulvare, elettivamente localizzato a livello vestibolare che insorge dopo che tale area è sottoposta a stimoli. Il vestibolo vulvare è l'area compresa fra l'anello imenale internamente e la giunzione squamomucosa a livello delle piccole labbra, superiormente è delimitata dal clitoride ed inferiormente dalla cute perineale. Il vestibolo è una mucosa simile a quella all'interno della bocca, umida e popolata di terminazioni nervose e di ghiandole. La paziente affetta da vestibulite prova bruciori e sensazioni di lacerazione ogni volta che qualcosa penetra in vagina (pene, dito, tampone interno). In alcune pazienti, il dolore compare anche quando indossano pantaloni stretti, biancheria intima colorata o con pizzi, ecc. La vestibulite può essere diagnosticata solo con il swab test, perché agli esami di routine la vulva ha un aspetto del tutto normale, salvo talvolta un lieve rossore. Esistono due tipi di vestibulite: vestibulite primaria e secondaria. Nel caso della vestibulite primaria, le donne hanno sempre avuto dolori al vestibolo, presenti sin dal primo rapporto sessuale o dal primo inserimento di un tampone interno; nella vestibulite secondaria invece le relazioni sessuali sono risultate indolori per qualche tempo, a volte perfino per anni. In entrambi i casi, sintomi e trattamento sono identici. Le cause della vestibulite sono ignote, ma sono parecchie le ipotesi etiologiche studiate: uso precoce della pillola antifecondativa, infiammazione dei nervi della regione vestibolare o eccessivo stress dei muscoli posti all'ingresso della vagina, vaginiti a ripetizione. Tra le possibili cause rientrano i problemi della pelle, le allergie, il trattamento dei conditoli, uno squilibrio chimico ereditario, traumi locali, forte livello di ossalati, ecc. Spesso la malattia si associa ad altre patologie croniche come la fibromialgia (dolori muscolari localizzati e continui), la sindrome del colon irritabile e la cistite interstiziale (malattia della vescica senza infezioni evidenti). Per migliorare la vestibulite è utile seguire qualche semplice consiglio di igiene femminile, far uso di un gel a base di xilocaina che aiuta ad anestetizzare la parte dolente se si desidera avere un rapporto completo senza provare dolore, ma attenzione: il gel deve essere considerato un rimedio temporaneo e non un trattamento, perché può contribuire ad aumentare i dolori dopo il rapporto (a causa dello sfregamento). Creme per uso topico a base di estrogeni o di cortisone, antidepressivi, antibiotici, antinfiammatori sono trattamenti impiegati correntemente, così come la fisioterapia (con o senza feedback), le iniezioni di interferone o di lidocaina, la dieta a basso contenuto di ossalati, la terapia cognitivo comportamentale, l'agopuntura, i prodotti naturali e la chirurgia. Talvolta è necessario provare più di un trattamento prima di osservare un miglioramento dei sintomi.

L'eritema vestibolare
Associate alla vestibulite, in questa patologia si formano piccole placche rosse, spesso intorno alle ghiandole di Bartolini, che provocano dolore al tatto e allo swab test.

Le escoriazioni
Le escoriazioni fanno parte del quadro della vulvodinia, e quasi sempre della dispareunia. Si tratta di piccole screpolature presenti all'ingresso della vulva. I sintomi sono simili a quelli della vulvodinia, con bruciori e sensazione di lacerazione durante la penetrazione. Possono anche essere dovute a eccessiva secchezza cutanea, che provoca la screpolatura che durante i rapporti sessuali può lacerarsi. Le cause sono numerose e non tutte sono note, e talvolta la ferita è talmente piccola che la donna non si accorge della sua presenza. Una volta cicatrizzata, lascia un piccola linea bianca che si rivela all'occhio del ginecologo esperto durante la normale visita medica. Tra i rimedi: uso di un lubrificante durante i rapporti sessuali, compresse di acqua fredda o di ghiaccio avvolto in una salvietta, uso di olii speciali per umidificare la vulva. Se nessun trattamento dà risultato, la chirurgia specifica è l'ultimo rimedio disponibile.

Il Lichen Simplex
E' una malattia della pelle molto simile all'eczema, e come per l'eczema è difficile stabilire la causa iniziale dell'allergia o ciò che la scatena. Talvolta il lichen simplex può durare poco, talvolta  cronicizza. In ogni caso, provoca notevole fastidio e causa una forma di erosione della pelle. Le zone più esposte sono soprattutto le grandi labbra, le piccole labbra, il vestibolo, il clitoride e l'ano. Il lichen simplex non è sessualmente trasmissibile. Si ritiene che i soggetti affetti siano geneticamente predisposti e abbiano una tendenza ad avere facilmente allergie. In alcuni casi esiste un elemento scatenante specifico come una vaginite da funghi recidivante, o un'irritazione. La pelle tende a ispessirsi , perde la sua elasticità e si lacera, facendo comparire piccole ferite. Il primo obiettivo del trattamento consiste nel controllare il prurito, spesso insopportabile. In genere la terapia comprende una pomata al cortisone per arrestare l'infiammazione e l'ispessimento della pelle, talvolta la pomata viene associata ad altri trattamenti, se la causa del problema è nota. Esiste inoltre una piccola gamma di consigli pratici che aiutano a controllare i sintomi, come fare il bagno in acqua e bicarbonato di sodio una volta al giorno, non usare sapone, non usare una carta da toilette abrasiva, evitare l'uso di salvaslip. Come nel caso della vulvodinia, il trattamento non elimina necessariamente la malattia, ma può migliorare la qualità di vita e rendere più gradevoli le relazioni sessuali.

Il Lichen Scleroso
Si tratta di una malattia che insorge spesso in età avanzata e interessa quasi esclusivamente i genitali esterni. L'aspetto clinico è quello di una intensa "atrofia" cutanea che porta alla stenosi dell'introito vaginale, scomparsa delle piccole labbra ed incappucciamento del clitoride. La sensazione è simile a quelle delle altre malattie, con bruciori e prurito. Si possono produrre fissurazioni della pelle e sanguinamento durante i rapporti sessuali oppure possono essere presenti lesioni da grattamento associate a petecchie ed ecchimosi. La genesi è di tipo autoimmunitario anche se la carenza di estrogeni assoluta o "relativa locale", può avere un ruolo importante. Non è comunque una malattia sessualmente trasmessa. Si è anche osservata una predisposizione familiare. Il trattamento si basa principalmente sull'uso di corticosteriodei topici.

Il vaginismo
Il vaginismo è la contrazione involontaria dei muscoli della vagina( muscoli oli pubo-coccigei)più o meno  associato ad angoscia più o meno importante della penetrazione. Questo spasmo muscolare rende  difficoltosa qualsiasi forma di penetrazione che va dai rapporti sessuali, alla visita ginecologica o alla semplice introduzione di tamponi vaginali. Spesso il vaginismo è una reazione con dolori associati ai rapporti ed è un riflesso sviluppato in seguito a una vestibulite o ad altre lesioni vulvari.  Può avere diverse origini si natura sia fisica, sia psicologica. E' importante trattare la causa per riabituare la donna a rilassarsi, eliminando così il dolore. La terapia si basa perciò essenzialmente su una presa di coscienza dei muscoli in gioco con gli appositi esercizi di Kegel, esercizi di rilassamento, fisioterapia.

Consigli pratici

Pulizia

  • per lavare la biancheria, utilizzare solo detergenti approvati dal dermatologo ; questo vale per tutti i materiali e gli indumenti che entrano in contatto con la regione vulvare, come i pantaloni del pigiama, l'abbigliamento sportivo, le salviette da bagno, la biancheria intima;
  • evitare l'impiego di ammorbidenti;
  • risciacquare con grande cura per eliminare ogni traccia di detersivo;

Abbigliamento

  • preferire la biancheria intima bianca e in cotone al 100% per permettere all'aria di circolare;
  • evitare le collants e preferire calze che arrivano al ginocchio o a metà coscia;
  • evitare pantaloni stretti o jeans che possono aderire troppo strettamente alla vagina;
  • evitare lo spandex, la lycra e tutti i materiali artificiali per l'abbigliamento sportivo;
    o dopo lo sport o la piscina, cambiarsi immediatamente;

Igiene

  • usare carta da toilette bianca, non riciclata e non profumata, usare tamponi interni in cotone al 100%;
  • evitare i detergenti da bagno profumati;
  • nella regione vulvare, evitare l'utilizzo di deodoranti spray e di saponi intimi colorati;
  • limitare le lavande allo stretto necessario;
  • lavare la regione vulvare con acqua tiepida o fredda;
  • per asciugare la zona vulvare, tamponare delicatamente con la salvietta e non strofinare;
  • evitare di radere la regione vulvare;
  • la zona vulvare deve mantenuta asciutta; cambiare la biancheria intima almeno due volte al giorno;
  • in caso di infezione vaginale, non far uso di creme o polveri non prescritte dal medico.

Attività fisica

  • evitare gli sport che esercitano una pressione diretta sulla vagina, come la bicicletta, la cyclette o l'equitazione;
  • limitare gli esercizi intensi che creano molta frizione nella regione vulvare;
  • in caso di bruciore o prurito, tamponare la regione vulvare con ghiaccio avvolto in una salvietta;
  • evitare le piscine che hanno un'elevata concentrazione di cloro;
  • evitare di usare i bagni pubblici.

Prima e dopo i rapporti sessuali

  • prima della penetrazione, usare un lubrificante solubile in acqua oppure un olio vegetale puro che non contenga agenti chimici e sia anch'esso idrosolubile;
  • per evitare dolore durante i rapporti è possibile ricorrere a pomate anestetizzanti, che devono essere prescritte dal medico;
  • per diminuire irritazione e bruciori, immergere la zona vulvare in acqua tiepida o fredda o in una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio (4-5 cucchiai da tavola di bicarbonato, per 10 o 15 minuti);
  • urinare subito dopo i rapporti e sciacquare immediatamente la zona con acqua fredda

Alimenti e bevande da evitare o consumare con grande moderazione a causa dell'elevato contenuto di ossalati:

Bevande:
Birra lager
Bevande al cioccolato
Ovomaltina o equivalenti
Tè nero, tè indiano
Bevande a base di bacche ad alto contenuto di ossalati

Condimenti: 
Cannella
Ginepro
Pepe
Salsa di soia

Frutta:
Rabarbaro
Fichi secchi
Lamponi
Mirtilli
Kiwi
Mandarini
Scorza di limone, di lime e di arancia
Fragole

Cereali:
Biscotti di soia
Cheerios
Farina di grano interno
Germe di grano
Popcorn
Crusca di frumento

Legumi e frutta secca:
Arachidi
Burro di arachidi
Semi di sesamo
Semi di girasole
Noci
Tofu
Fagioli
Lenticchie

Dolciumi:
Crostata di frutta secca
Marmellata
Cacao in polvere
Cioccolata
Fichi per preparazioni dolciarie

Verdura:
Melanzana
Cardo
Barbabietola
Sedano
Cavolo verde e cavolo riccio
Scarola
Spinaci
Fagiolini verdi
Patata dolce
Prezzemolo
Porro
Peperone verde
Rabarbaro
Salsa di pomodoro in bottiglia
Crescione
Rapa
Prezzemolo
Acetosella
Alfalfa

Latticini, grassi di condimento, carne:
Nessuno

venerdì 14 marzo 2008


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