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I tumori dell'ovaio: cancri, cisti e fibromi

letto 150891 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

I tumori dell'ovaio
I cancri dell'ovaio possono essere primitivi o secondari, cioè metastatici, per esempio il tumore di Krukenberg è un tumore secondario, cioè una metastasi ovarica, di un tumore del tubo digerente. Talvolta esistono fattori ereditari. I sintomi sono banali: disturbi del ciclo mestruale come la metrorragia (emorragia uterina) con presenza di dolori pelvici. Sono possibili anche l'ascite (presenza di liquido patologico nella cavità peritoneale) e la pleuresia (presenza di liquido patologico nella pleure, tessuto che riveste i polmoni). La palpazione vaginale evidenzia un ingrossamento dell'ovaio, e la diagnosi si fa con celioscopia o laparoscopia. Talvolta le metastasi pelviche, addominali, a livello del fegato o della pleure sono rivelatrici. Sono possibili manifestazioni paraneoplastiche (ampio spettro di manifestazioni cliniche difficilmente riferibili alla neoplasia primitiva, cioè al tumore, dalla quale sono determinate; sebbene relativamente frequenti in oncologia, le sostanze biologicamente attive prodotte dalle stesse cellule tumorali sono capaci di generare sintomi e segni complessi, che rendono estremamente difficile per il medico il riconoscimento della causa iniziale). Il trattamento è chirurgico, con rimozione (ablazione) dell'ovaio. Alla chirurgia possono venire associati la radioterapia e la chemioterapia. I dosaggi sierici dell'antigene CA125 e CA 72-4 consentono di sorvegliare gli effetti del trattamento
 
Le cisti dell'ovaio
Sono forme tumorali comparabili a sacche il cui contenuto è liquido. Possono comparire a qualsiasi età. Sotto il termine di "ciste ovarica" si distinguono le cisti organiche, che sono tumori dell'ovaio parzialmente liquidi, in genere benigni, che devono essere rimossi chirurgicamente perché possono complicarsi o degenerare; e le cisti funzionali, che evolvono durante il ciclo mestruale e non devono venire operate.

Le cisti organiche:
si distinguono tre tipi di cisti organiche: le cisti mucose, piccole neoplasie benigne, sono le più frequenti; cisti sierose, cisti dermoidi.
 
Sintomi
La scoperta è spesso fortuita, durante un esame medico praticato per ragioni completamente diverse. Talvolta la cisti dell'ovaio presenta qualche piccolo sintomo, come pesantezza pelvica, segni di compressione vescicale o rettale (disuria, polliacchiuria), disturbi del ciclo mestruale (assenza di ciclo o amenorrea, mestruazioni poco abbondanti o oligomenorrea, mestruazioni dolorose o dismenorrea), sterilità. La diagnosi si fa per palpazione pelvica, soprattutto palpazione vaginale o ispezione rettale. La palpazione evidenzia una massa nel basso bacino, tesa, indolore, separata dall'utero (contrariamente al fibrome). L'utero è normale, come il collo. La diagnosi viene confermata da celioscopia.
 
Evoluzione della malattia
L'evoluzione spontanea può essere caratterizzata da numerose complicazioni:

  • torsione: dolore violento al basso ventre, con inizio improvviso e nausea, vomito, diarrea, senza febbre
  • emorragia intraperitoneale
  • rottura con peritonite, con dolori acuti, stati di shock, arresto del transito intestinale, contrattura dei muscoli addominali
  • infezione: pelvi-peritonite
  • degenerazione cancerosa, con dolori pelvici, ascite emorragica, dimagrimento rapido
  • durante la gravidanza: le cisti si possono complicare con torsione, infezione o rottura. Una ciste addominale può disturbare il parto (distocia meccanica). Le cisti pelviche rappresentano un ostacolo alla discesa del feto; l'intervento chirurgico ha luogo nel corso del quarto mese di gravidanza dopo che la placenta ha sostituito l'ovaio sotto il profilo ormonale

Trattamento
L'indicazione operatoria è formale in caso di ciste organica, con ablazione dell'ovaio da solo (ovariectomia), o dell'ovaio con la tuba (annessiectomia), o della sola ciste (cistectomia)

Sintomi
La paziente lamenta dolori pelvici e disturbi del ciclo mestruale (ritardi, metrorragie, ecc.). Alla palpazione la vagina consente di percepire una o entrambe le ovaie dolenti. La dimensione delle ovaie varia anche nella stessa paziente in funzione del periodo del ciclo

Esami e analisi complementari
La prima indicazione è per l'ecografia pelvica. La celioscopia è necessaria in caso di dubbio

Le cisti follicolari e funzionali: cause e fattori di rischio
La ciste follicolare è un follicolo di De Graaf, quello che permette l'espulsione dell'ovocita durante l'ovulazione, che non si rompe alla data abituale. Esso provoca un'amenorrea e successivamente la metrorragia durante la rottura del follicolo. L'ecografia mostra immagini caratteristiche. Non è richiesto alcun trattamento. La causa esatta non è nota. Le cisti follicolari scompaiono spontamente durante le mestruazioni. Le cisti funzionali infettive sono frequenti in caso di salpingite, ma scompaiono con il trattamento dell'infezione. Quando la sterilità viene trattata con farmaci che inducono l'ovulazione, si osservano talvolta cisti molto grosse dell'ovaio che regrediscono spontaneamente. La rottura della ciste è sempre possibile durante queste sindromi di iperstimolazione. 

La distrofia ovarica policistica
È la sindrome di Stein-Leventhal o sindrome delle ovaie micropolicistiche. È un'anomalia delle ovaie secondaria a una sregolazione dell'attività ciclica dell'ovaio, dovuta a cause ipotalamo-ipofisarie. Clinicamente, la donna lamenta talvolta dolori pelvici intermittenti, durante le mestruazioni, durante o dopo le mestruazioni, durante o prima delle mestruazioni, o irregolarità del ciclo. Le ovaie sono grosse, irregolari, dolenti alla pressione. Talvolta esiste una sterilità che spinge a rivolgersi al medico e che consente di fare la diagnosi. I cicli sono lunghi, talvolta associati a irsutismo (eccessiva pelosità). Gli esami biologici mostrano un'iperandrogenia (aumento del testosterone e dell'androsterone plasmatici), un livello elevato di LH (ormone luteinizzante), un valore normale o diminuito di FSH (ormone follicolostimolante). L'ecografia pelvica permette la diagnosi, la celioscopia è talvolta necessaria, così come una biopsia dell'ovaio per eliminare l'eventualità di un tumore maligno. Spesso si trova una causa endrocrina. Il trattamento consiste nell'inibizione dell'ovulazione con somministrazione di estroprogestinici. 

I fibromi dell'utero
I fibromi dell'utero sono tumori benigni che si sviluppano a partire dal muscolo uterino (miometrio) e dal tessuto fibroso dell'utero. In effetti, i termini "fibroma" e "mioma" sono sinonimi. I fibromi, che sono influenzati dagli ormoni femminili, formano delle masse più o meno arrotondate che si localizzano tipicamente in tre posizioni principali rispetto alla parete dell'utero:

  • fibroma sottomucoso, sporge nella cavità dell'utero ed è responsabile di emorragie e infertilità
  • fibroma interstiziale, è incassato nel muscolo uterino e può provocare dolori, pesantezza, infertilità
  • fibroma sottosieroso, sporge all'esterno dell'utero e può provocare dolori e pesantezza                 

Cause e fattori di rischio
Le cause dei fibromi non sono ancora note; i fibromi sono più frequenti intorno alla quarantina e nelle popolaziono di pelle nera

Sintomi
Non tutti i fibromi sono sintomatici, molti sono silenziosi e asintomatici. Non c'è legame tra i sintomi e il numero dei fibromi, dato che un solo fibroma può essere molto fastidioso, e molti possono non dare alcun segno. I fibromi possono venire scoperti "per caso" durante un esame effettuato per altre ragioni (palpazione vaginale, ecografia…). Spesso le pazienti si rivolgono al medico per mestruazioni emorragiche (menorragie), troppo abbondanti o troppo prolungate; la perdita di sangue si interrompe tra i cicli. Le perdite di sangue tra i cicli (metrorragie) sono comunque possibili. Tuttavia, altre volte i segni che danno l'allarme sono altri:

  • dolori a livello dell'utero
  • segni urinari come la minzione frequente, dovuta alla compressione della vescica
  • un'impressione di pesantezza nel basso ventre, senza vero dolore
  • un aumento di volume dell'addome
  • l'infertilità

venerdì 14 marzo 2008


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