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Gli orecchioni e l'infertilità

letto 14979 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Gli orecchioni sono una malattia infettiva virale molto contagiosa che colpisce molto spesso i bambini di 4-5 anni, soprattutto in inverno. Questa malattia è causata da un paramixovirus. La tramissione dell'infezione avviene attraverso la saliva, e il rischio di contagio è massimo una settimana prima e una settimana dopo la comparsa dei primi sintomi. L'infezione provoca un'immunizzazione a prova di bomba: ci si può ammalare di orecchioni solo una volta nella vita.

Cause e fattori di rischio
Il virus degli orecchioni si localizza preferihbilmente in alcune ghiandole salivari, le parotidi, nel pancreas, nei testicoli e nel sistema nervoso. L'uomo è l'unico contenitore del virus, che non tocca gli animali.

Sintomi
In circa un terzo dei casi il paziente non presenta alcun sintomo, la malattia viene perciò detta "asintomatica". La parotidite, infiammazione della ghiandola parotide, deve far evocare immediatamente la diagnosi in un contesto epidemico favorevole quale epidemia scolastica, fratelli o sorelle malati. Attaccando prima un solo lato poi entrambi, la malattia provoca una tumefazione dolorosa della guancia che spinge il lobo dell'orecchio verso l'alto e verso l'esterno, il viso è deformato e assume una tipica forma "a pera". Spesso sono presenti febbre moderata e dolori alle orecchie; la localizzazione in altre ghiandole può intervenire più avanti, durante o dopo l'att'cco salivare. L'orc'ite (infiammazione testicolare) viene osservata solo dopo la pubertà, e deve venire sospettata in presenza di febbre alta e di dolori addominali. Più spesso su un lato solo, può estendersi a entrambi i testicoli nel 25% dei casi. È possibile la pancreatite, con vomito e dolori addominali. Le localizzazioni neurologiche si manifestano soprattutto in forma di meningite (senza segni clinici nella maggior parte dei casi), e più raramente in forma di encefalite. Esiste una rara possibilità di danno dei nervi cranici, con sordità definitiva.

La visita medica
In caso di parotidite: la palpazione cauta della parotide rileva una consistenza ferma ed elastica della ghiandola, nelle forme iniziali si ricerca un eventuale dolore all'angolo della maschella. Il medico osserverà un rossore dell'orifizio del canale di Stenon (canale attraverso il quale la ghiandola parotide secerne la saliva nella bocca, è posto all'interno delle guance), e dei gangli. In caso di offesa testicolare il medico constaterà alla palpazione la presenza di una tumefazione dolorosa in capo alla quale si percepisce un testicolo ingrossato.

Esami e analisi complementari
La diagnosi è soprattutto clinica, il ricorso agli esami biologici avviene solo in presenza di forme atipiche. La dignosi certa è basata sull'evidenziazione del virus nella saliva, nel liquido cefalorachideo (prelevato con punzione lombare in caso di sospetto clinico di offesa alle meningi) ed eventualmente nelle urine. Anche le analisi del sangue possono contribuire alla diagnosi in caso di dubbio.

Evoluzione della malattia
Nella maggioranza dei casi l'evoluzione è favorevole. Le complicazioni possono intervenire soprattutto in caso di offesa testicolare, con rischio di sterilità se l'attacco è a entrambi i testicoli, o nervosa, con sordità definitiva. Gli orecchioni non devono venire confusi con la parotidite: parotidite batterica o virale, parotidite farmacologica o infiammatoria, litiasi (ostruzione da calcolo) del canale di Stenon, e in caso di orchite con l'orchite batterica o la torsione del testicolo.

Trattamento
In caso di malattia evitare di mandare il bambino a scuola e di fargli frequentare altri bambini fino a completa guarigione clinica.

  • parotidite: cura della bocca, antalgici e antipiretici
  • orchite: riposo a letto, indossare un sospensorio, antiiinfiammatori non steroidei su prescrizione medica
  • pancreatite  antalgici, antiemetici (contro nausea e vomito). Talvolta è necessario  il ricovero
  • meningite: riposo, antalgici e/o antiinfiammatori non steroidei

Di fronte alla possibilità di complicazioni gravi è giustificata la vaccinazione sistematica di tutti i bambini a partire da 1 anno di età. Si tratta di un vaccino ben tollerato, efficace dopo un'unica iniezione. È associato al vaccino contro la rosolia e la varicella. A causa dei possibili danni ai testicoli, talvolta si ri-vaccinano i maschi all'età di 11 anni.

venerdì 14 marzo 2008


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