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Infezioni delle tube: la Salpingite

letto 18795 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

La salpingite è l’infezione di una o di entrambe le tube; causa frequente di sterilità, la salpingite passa spesso inosservata e viene scoperta solo nel momento della consultazione per infertilità

La responsabilità dell’infezione  è sempre da attribuire a  germi che si riscontrano nelle malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto gonococchi e clamidia. Oggi infatti la tubercolosi è molto più rara di una volta anche se, specie in donne provenienti da paesi extracomunitari, si è registrato un lieve ritorno di questa forma di salpingite

I sintomi
La difficoltà di fare la diagnosi di salpingite espone al rischio di trattamento tardivo o insufficiente, con tutti ciò che consegue : sterilità o gravidanza extrauterina. I segni funzionali sono per la maggior parte poco indicativi: dolori pelvici, leucorrea (perdita di materiale lattiginoso accompagnata da bruciori e prurito), febbre… L’esame clinico non è specifico, e non sono presenti spasmi o difese addominali. Al tocco la vagina risulta dolente, il collo dell’utero è talvolta arrossato, l’utero è grosso e dolente. L’insieme del quadro può evocare l’appendicite. Se la diagnosi non viene fatta, l’infezione può anche virare verso la pelviperitonite con un quadro di contrattura addominale, alterazione dello stato generale e disturbi digestivi (stipsi, nausea).

Esami complementari
L’ecografia transvaginale è un esame particolarmente importante  perché fornisce immagini molto chiare ed esplicative, anche se talvolta solo la celioscopia può confermare la diagnosi, precisare l’intensità delle lesioni e consentire i prelievi batteriologici. Gli altri esami complementari mostrano leucocitosi (aumento dei globuli bianchi) con aumento della velocità di sedimentazione (VES) e della proteina C; i prelievi vaginali e della cervice ricercano la presenza di Gonococchi e Clamidia verso la quale si può cercare una reazione dell’organismo mediante esami specifici nel sangue (sierodiagnosi della clamidia)

Trattamento
Il trattamento è basato su terapia antibiotica somministrata per un periodo variabile tra 10 giorni e 3 settimane, in funzione dei risultati dell’antibiogramma, sempre richiesto in questi casi. Talvolta alla terapia antibiotica viene associata la somministrazione di antiinfiammatori. In caso di infezione da Clamydia trachomatis, il trattamento deve venire prolungato per 6 settimane. È necessario il trattamento del partner.

venerdì 14 marzo 2008


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