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Malattie Sessualmente Trasmissibili: il contagio da Herpes

letto 36762 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

L'herpes in pillole
che cos’è l’herpes?
l’herpes è un virus che una volta contratto si installa nell’organismo in pianta stabile. Ne esistono due tipi: l’HSV1 (Herpes Simplex Virus) caratteristico dell’herpes labiale, e l’HSV2, o herpes genitale. Talvolta l’herpes è sintomatico, come nel caso della “febbre” che compare sulle labbra. È una malattia molto contagiosa ed è trasmissibile sessualmente. Anche se alcuni dei sintomi dell’herpes genitale possono assomigliare a quelli della micosi – per esempio il prurito ai genitali – l’herpes non è provocato da un fungo, ma da un virus. La diagnosi spetta esclusivamente al medico

herpes e micosi: così simili, così diversi
l’herpes genitale e la micosi sono spesso malattie collegate: l’herpes può funzionare da porta d’ingresso ad altre infezioni e favorire per esempio l’insorgere di una candida (micosi dovuta al fungo Candida). Poiché i segni clinici di herpes genitale e micosi sono simili, la confusione tra le due malattie è abbastanza frequente. Per questo la diagnosi corretta può essere effettuata solo e unicamente dal medico

come si prende l’herpes genitale?
l’herpes genitale è una malattia sessualmente trasmissibile, il cui contagio avviene avendo rapporti sessuali con persone affette dal virus. Il solo contatto con la pelle o i genitali è sufficiente a trasmettere la malattia

chi è contagiato, è contagioso?
si può essere portatori di herpes genitale da molto tempo e non avere mai avuto alcun sintomo o fase acuta per anni, ciò non toglie che l’herpes genitale è una malattia molto contagiosa. Il rischio di contagio aumenta se il partner sessuale è in un periodo di attività virale con presenza di sintomi, ma il rischio è sempre presente, anche quando il partner non mostra sintomi apparenti. Nel periodo tra le fasi acute è indispensabile praticare rapporti protetti e usare il preservativo, mentre durante le recidive con sintomi apparenti l’astinenza è la miglior forma di protezione dal contagio

esiste un legame tra herpes genitale e igiene personale?
no. Il virus si contrae unicamente avendo rapporti sessuali con un soggetto portatore del virus, ma durante le fasi di recrudescenza della malattia è necessario seguire un’igiene strettissima (lavarsi le mani, evitare di toccarsi gli occhi, non inumidire le lenti a contatto con la saliva, ecc. Il medico è la persona giusta alla quale rivolgersi per sapere come comportarsi e quali precauzioni seguire

come avviene il contagio?
il virus si trasmette per contatto diretto tra la pelle e le mucose, soprattutto durante i rapporti sessuali, ma la trasmissione può avvenire anche durante un contatto tra la pelle e gli organi genitali durante i rapporti genitali, orali e anali. Il virus non è contenuto nello sperma. Al di fuori dei periodi di crisi dell’herpes labiale, ili soggetto portatore di virus HSV1 può trasmettere il virus in maniera asintomatica, cioè senza segni clinici, e il virus sarà allora contenuto nella saliva (baci, ecc.)

si possono avere rapporti durante le crisi di herpes labiale e genitale?

  • se il partner è in una fase acuta di herpes labiale la trasmissione del virus avviene per contatto diretto tra la pelle e le mucose: un bacio o un rapporto orale sono più che sufficienti per venire infettati
  • se il partner è in una fase acuta di herpes genitale si può venire contagiati durante un rapporto genitale, orale o anale. L’astinenza è ancora oggi il miglior mezzo per evitare il contagio e non bisogna dimenticare che il preservativo protegge solo quando ricopre completamente le lesioni

in una coppia stabile, bisogna ugualmente usare il preservativo durante le fasi acute dell’herpes genitale?
dipende, e solo il medico è in grado di stabilirlo per esempio prescrivendo l’analisi del sangue apposita al partner che non ha mai manifestato alcun sintomo di herpes genitale. L’analisi potrà stabilire se la persona è o meno portatrice del virus dell’herpes: se l’esito del test è positivo, non sarà più necessario ricorrere al preservativo nell’intervallo tra le fasi acute della malattia

come si manifesta l’herpes genitale?
i sintomi sono in generale la sensazione di bruciore e di prurito, talvolta accompagnata da dolori durante il passaggio dell’urina. Successivamente sulla zona genitale compaiono delle bollicine, che quando si rompono danno luogo a piccole piaghe purulente, talvolta dolorose. La piaga si cicatrizza con il tempo, e la crosticina cade spontaneamente senza lasciare cicatrici. Il medico va consultato subito, alla comparsa dei primi sintomi per ottenere una diagnosi precoce e precisa, e un trattamento farmacologico adeguato

a volte ritorna?
sì, perché il virus resta nell’organismo per tutta la vita. Le crisi si ripresentano quasi sempre nella stessa zona in cui si erano manifestati i sintomi la prima volta, e secondo un ritmo variabile. Tuttavia, le statistiche indicano che meno del 10% delle persone affette da herpes genitale conoscerà nella propria vita uno stato di crisi acuta, del resto prevenibile (o diluibile nel tempo) con il trattamento farmacologico

sono incinta e portatrice di HSV2: come devo comportarmi?
prima di tutto bisogna informare il medico all’inizio della gravidanza, soprattutto se si sono già avute fasi acute della malattia. Successivamente e durante tutto l’arco della gravidanza bisognerà prestare particolare attenzione a qualsiasi dolore, indipendentemente dalla sua intensità, che si manifesti in prossimità degli organi sessuali (bruciore, prurito…) per poter riconoscere per tempo la probabile insorgenza di una crisi, che tuttavia è trattabile farmacologicamente

le lesioni da herpes si possono spostare ad altre zone del corpo?
di norma l’herpes ricompare sempre nella stessa zona della crisi precedente, sia nel caso di herpes labiale, sia nel caso di herpes genitale. Tuttavia, è possibile l’autoinoculazione, ci si può cioè autocontaminare in un'altra zona del corpo come gli occhi, il torace, le dita…

come si fa la diagnosi di herpes genitale?
quando si sospetta la presenza del virus bisogna consultare il medico il più presto possibile e sin dalla comparsa dei primi sintomi, per quanto tenui. L’esame visivo delle lesioni consente di diagnosticare l’eventuale presenza della malattia, cui segue in genere la routine degli esami di laboratorio. Un semplice prelievo sanguigno o un prelievo di materia dal luogo delle lesioni consentono la diagnosi definitiva

come si cura l’herpes?
il virus non si può eliminare dall’organismo per sempre, ma esistono trattamenti efficaci per ridurre il dolore, accelerare la cicatrizzazione e ridurre la secrezione del virus e la sua contagiosità

si possono evitare le crisi?
alcune circostanze le favoriscono, come l’esposizione al sole, lo stress e la stanchezza. Esistono oggi trattamenti farmacologici che vengono prescritti prima o durante l’esposizione ai fattori scatenanti, consentendo di evitare o di allontanare le fasi acute e di ridurne l’intensità

esiste un vaccino o medicine dolci efficaci contro l’herpes?
non ancora, per quanto riguarda il vaccino, anche se negli Stati Uniti sono allo studio numerosi vaccini che dovrebbero essere disponibili nel prossimo futuro. Omeopatia, fitoterapia, aromaterapia e altri rimedi di “medicina dolce” o alternativa non si sono invece mai dimostrati di alcuna efficacia

come agiscono le medicine antierpetiche?
i trattamenti antivirali bloccano la replicazione dl virus e impediscono la sua progressione nell’organismo, tuttavia nel ganglio si nasconde sempre il virus latente

Le recidive dell'herpes
Di herpes non si guarisce, ma si possono distanziare le recidive e diminuirne l’intensità. Quali sono i sintomi della fase acuta, e quanto sono violenti?

L’epidemia dell’AIDS ha sicuramente cambiato i comportamenti sessuali e a partire dagli anni ’90 si è osservata una diminuzione delle malattie sessualmente trasmissibili, grazie soprattutto alla diffusione e all’uso del preservativo. Sifilide, gonococco e clamidia sono regrediti. Ma in questo stesso periodo herpes e altre malattie veneree sono aumentati. Insomma, quanto possiamo fidarci del preservativo? Se l’infezione erpetica è localizzata sul pene o il glande o nella vagina il preservativo può offrire una protezione efficace, ma quando l’herpes è localizzato al di fuori da queste zone o durante i rapporti orali, il preservativo non è più una garanzia di protezione totale. Tuttavia, è raro avere un rapporto sessuale di qualsiasi genere durante la fase acuta della malattia perché le piaghe sono dolorose o fastidiose, e in genere l’aspetto dei genitali “contaminati” è sufficiente a scoraggiare qualsiasi slancio erotico…

L’infezione da HSV1, l’herpes labiale, si manifesta in genere nella prima giovinezza e nel 90% dei casi non viene diagnosticata perché la si attribuisce a “un po’ di stanchezza”. Nel 10% dei casi i sintomi sono rappresentati dalla stomatite con infiammazione delle gengive, della mucosa interna della bocca o della lingua, e in questi casi i dolori possono essere così forti che il bambino si rifiuta di bere e di mangiare. Nel caso dell’herpes genitale, invece, l’infezione compare nell’età dei primi rapporti sessuali ed è dovuta al virus HSV2, ma talvolta anche all’HSV1.

Le manifestazioni virali possono essere violente: nella donna la vulva si gonfia e si ricopre di vescicole e di piaghe che impediscono di sedersi senza provare dolore. Altri sintomi sono la ritenzione di urina, il dolore a livello dell’ano o del retto, una sciatica o una lombosciatalgia. Le recidive della malattia non sono di solito particolarmente violente: nel caso dell’herpes labiale compare sul labbro ciò che comunemente definiamo come “febbre”, e il soggetto avverte prurito e bruciore sempre nella stessa posizione, la zona si arrossa e compaiono grappoli di vescichette che seccandosi danno luogo a piccole crostine. La fase acuta dura 6-10 giorni e non lascia alcuna cicatrice. Nel caso dell’herpes genitale lo schema è più o meno simile: bruciori, prurito, piccole piaghe, nessuna cicatrice. Durata: 6-10 giorni. La diagnosi di herpes può avvenire in tre modi: tramite la ricerca nel sangue degli anticorpi antierpetici, che indicherà se il soggetto è già stato o meno a contatto con il virus; attraverso la coltura di un campione prelevato direttamente dalla lesione, per confermare una diagnosi di herpes; attraverso la PCR (Polymerase Chain Reaction) del DNA virale, un esame costoso e in genere riservato solo ai casi gravi di herpes neonatale e ai soggetti con problemi di immunodepressione.

venerdì 14 marzo 2008


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