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Herpes e gravidanza

letto 27906 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Esistono fasce della popolazione cosiddette “a rischio” le cui difese immunitarie indebolite non consentono una lotta efficace contro il virus. Il contatto con la malattia può allora, in certi casi, avere gravi ripercussioni sulla salute. E’ questo il caso del feto e del neonato, il cui sistema immunitario è ancora immaturo…

Il contagio può avvenire:

  • durante la gravidanza, quando l’organismo della futura madre incontra il virus dell’herpes per la prima volta. Il virus passa attraverso il sangue materno e può a volte raggiungere il feto
  • durante il parto: la presenza del virus nelle secrezioni vaginali può contaminare il neonato durante il passaggio attraverso le vie genitali
  • dopo la nascita il bambino può essere contaminato da un semplice bacio di una persona malata di herpes labiale
  • Contagio durante la gravidanza e durante il parto

I rischi di un’eventuale trasmissione del virus al feto sono variabili e dipendono da una pluralità di fattori:

  • il momento in cui il virus è stato contratto per la prima volta
  • la frequenza delle crisi acute di herpes
  • la coscienza o meno della malattia da parte della donna incinta, che può essere portatrice del virus e quindi contagiosa senza saperlo perché non ha mai osservato alcun sintomo

il primo contatto con il virus è precedente alla gravidanza
in questo caso il rischio del feto di sviluppare un’infezione erpetica è difficile da stimare: è estremamente limitato se il medico è al corrente degli antecedenti dei genitori e può quindi attuare misure di prevenzione e di trattamento durante la gravidanza e durante il parto, eventualmente optando per un cesareo

il primo contatto con il virus è avvenuto durante la gravidanza
anche se molto rara, questa condizione in cui la madre sviluppare il virus per la prima volta durante la gravidanza rapprsenta il maggior rischio di tramissione dell’herpes durante il parto, con conseguenze gravi per il neonato. E’ importante riconoscere la prima insorgenza dei sintomi durante la gravidanza e informarne il ginecologo. Il parto si svolgerà in questo caso con le massime precauzioni possibile e il trattamento del neonato potrà aver luogo, se necessario, subito dopo la nascita

non ci sono mai state crisi erpetiche
i rischi non si possono comunque scartare. In effetti alcune persone possono essere state in contatto con il virus pur non manifestando alcun sintomo di herpes. Le emissioni del virus possono aver avuto luogo senza alcun segno, ma malgrado l’assenza di sintomi, il rischio di contagio dalla madre al bambino restano possibili. Affetto dalla nascita, sarà proprio il bambino a rivelare l’herpes genitale della madre, una diagnosi che può essere effettuata molto rapidamente e alla quale seguono immediatamente tutti i trattamenti farmacologici necessari al neonato

Come diminuire i rischi di contagio durante la gravidanza
Se ci sono già state crisi acute di herpes nella coppia di genitori:

  • informare sistematicamente il medico che segue la gravidanza
  • sorvegliare il minimo dolore in prossimità dei genitali e informarne subito il medico
  • astenersi da qualsiasi contatto sessuale durante le fasi di crisi erpetiche. Ricordarsi che basta un semplice dito venuto in contatto con la “febbre” del labbro per trasportare il virus in un’altra parte del corpo…
  • proteggersi con il preservativo, anche nei periodi asintomatici

Se non ci sono mai state crisi acute di herpes nella coppia di genitori: neppure in questo caso si può escludere il rischio, anche se nessuno dei genitori ha mai sviluppato l’herpes genitale. In assenza di precedenti e/o di segni di herpes, non esistono oggi mezzi di depistaggio efficaci. L’unica prevenzione della trasmissione eventuale del virus rimane l’uso del preservativo durante i rapporti sessuali almeno durante gli ultimi due mesi della gravidanza

Come riconoscere i segni di una crisi acuta di herpes
Indipendentemente dallo stadio della gravidanza, la donna prova bruciore e prurito alla vulva e alla vagina, che si arrossano e successivamente si riempiono di vescicole che tendono a raggrupparsi. Cariche di virus, le vescicole si rompono e danno luogo a piaghe talvolta molto dolorose. La cicatrizzazione spontanea ha luogo in circa dieci giorni e la crostina che si era formata cade da sola. Tutti questi segni della malattia possono accompagnarsi a febbre, mal di testa e dolori al ventre. I segni sono identici per tutti, uomini e donne, incinte o meno. Bisogna consultare il medico in caso di una recidiva di herpes, in presenza di qualsiasi lesione dolorosa o irritazione a livello dei genitali, e dopo un rapporto sessuale che ha messo in contatto la bocca con il sesso se il partner ha la “febbre” sul labbro, segno di herpes labiale.

Come diminuire i rischi di contagio dopo il parto
Appena nato il bambino è vulnerabile, perché il suo meccanismo di difesa immunitaria è ancora immaturo e armato male per combattere contro certe malattie. In queto stadio il contagio da virus dell’herpes può avvenire semplicemente attraverso il bacio di una persona portatrice di herpes labiale, e le conseguenze per il neonato possono essere molto gravi. E’ importante informare sempre l’équipe medica dei propri precedenti di herpes genitale e di quelli del partner, perché solo così potranno essere previste misure specifiche fin dalle prime cure prestate al neonato.

Raddoppiare l’igiene. I genitori e tutte le persone che entrano in contatto con il neonato devono sistematicamente:

  • lavarsi meticolosamente le mani prima di toccare il bambino
  • separare con cura salviette e altri oggetti personali da quelli che entrano in contatto con il bambino
  • evitare di baciare il bambino se hanno una “febbre” sul labbro

Quando consultare il medico

  • Il pediatra va immediatamente consultato se il bambino:
  • presenta sulla pelle piccole bolle trasparenti
  • ha un occhio arrossato che lacrima continuamente
  • si comporta in modo diverso dal solito, per esempio rifiuta il latte, si addormenta durante il bagnetto o i pasti, è eccessivamente irritabile…
  • ha una febbre persistente o le convulsioni

Ricordate che:

  • il rischio di trasmissione dell’herpes dalla madre al bambino durante il parto è abbastanza ridotto, e la frequenza dell’herpes neonatale è di 1/10.000. Se la gravidanza viene seguita regolarmente dal ginecologo non c’è ragione di preoccuparsi.
  • l’herpes non rende sterili, e non ha alcuna conseguenza sulla fecondità
  • il parto cesareo non è una scelta obbligata e sistematica
  • il virus dell’herpes genitale non passa attraverso il latte materno, perciò l’allattamento non è sconsigliato salvo nel caso in cui l’infezione è presente sul capezzolo
  • la saliva può contagiare i neonati se proviene da un soggetto affetto da herpes labiale, visibile o meno. L’assenza di sintomi in una persona soggetta a herpes labiale non è garanzia di non-contagio
  • non si può contagiare un neonato attraverso la tettarella del biberon perché per il contaggio occorre il contatto diretto. Tuttavia, dopo sterilizzazione del biberon è meglio evitare di portare la tettarella alla bocca per verificare la temperatura del latte, ed è meglio controllarla versando una goccia di latte sul dorso della mano

venerdì 14 marzo 2008


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