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L'ecografia tridimensionale nello studio delle malformazioni uterine

letto 25898 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Introduzione
L’ecografia è una metodologia diagnostica assolutamente priva di rischi, non invasiva, che, nata negli anni ’80, ha subito una rapida diffusione ed un costante sviluppo grazie al crescere dell’esperienza degli operatori ed al progredire delle soluzioni tecnologiche messe a disposizione dalle aziende di settore . La medicina della riproduzione per le sue caratteristiche di massima  attenzione ai particolari  è alla continua ricerca di novità in grado di aumentare le gravidanze che terminano con la nascita di bambini sani. A questo scopo sono stati introdotti l'ecografia tridimensionale e il color Doppler.

L'ecografia tridimensionale
L’ecografia tridimensionale è una metodica in grado di effettuare misurazioni contemporaneamente su tre piani e, sebbene sia stata inizialmente valutata con scetticismo, rappresenta oggi un strumento capace di migliorare sensibilmente le nostre possibilità diagnostiche di questa fantastica metodica di diagnosi non invasiva rappresentata dall’ecografia. Gli ecografi con modalità a 3 dimensioni sono in grado di acquisire e di  memorizzare, rimanendo fermi con la sonda ecografica in una data posizione,  un dato “volume di immagine” e non più un immagine fissa in due dimensioni, ovvero “piatta”, come avviene per gli ecografi tradizionali. Il  volume acquisito e memorizzato, può essere elaborato successivamente. Si  scelgono cosi i piani di sezione cioè “le inquadrature” migliori secondo 3 diversi punti di vista, rappresentati da tre piani di sezione perpendicolari. In questo modo è possibile approfondire enormemente un dato quesito diagnostico.

Studio delle malformazioni uterine
In ginecologia, ed in modo particolare nello valutazione della poliabortività e dell’infertilità di coppia, l’ecografia tridimensionale risulta di una straordinaria efficacia nello studio delle malformazioni uterine (FIG 1; FIG 2; FIG 3; FIG 4).

Ecografia (foto 1) Ecografia (foto 2)

Ecografia (foto 3) Ecografia (foto 4)

Le malformazioni uterine quali l’utero bicorne, l’utero setto, l’utero a sella (FIG.5; FIG.6; FIG.7; FIG.8; FIG.9; FIG.10), possono rappresentare una causa importante di poliabortività, di infertilità di coppia, di fallimenti nella riproduzione assistita. La loro diagnosi può presentare spesso delle difficoltà e condurre alla necessità di ricorrere a metodiche invasive quali l’isteroscopia  e la laparoscopia diagnostica che è un vero e proprio intervento chirurgico. Il ricorso a metodiche invasive è legato all’impossibilità da parte dell’ecografia tradizionale di dare informazioni sicure sul profilo esterno del fondo uterino, e sull’impossibilItà di effettuare misurazioni attendibili della anomalia riscontrata.
L’ecografia tridimensionale è in grado al contrario di effettuare una accurata valutazione del fondo uterino, sia della sua conformazione interna che del suo profilo esterno e permette, cosi, una valutazione quantitativa delle eventuali malformazioni distinguendo un tipo di anomalia dall’altro.

Ecografia (foto 5) Ecografia (foto 6)

Ecografia (foto 7) Ecografia (foto 8)

Di conseguenza possiamo individuare quelle che necessitino di una correzione chirurgica pianificandola con molta precisione. Tutto questo con il minimo disagio da parte della paziente, in quanto l’esecuzione dell’ecografia tridimensionale non differisce da una normale ecografia, al contrario può risultare più veloce (FIG 9; FIG 11).

Ecografia (foto 9) Ecografia (foto 11)

Valutazione delle patologie organiche benigne dell’utero
La regolarità della cavità uterina è un fattore di assoluta importanza per l’istaurarsi e il corretto svolgimento di una gravidanza, sia si tratti di una gravidanza spontanea che conseguente a tecniche di riproduzione assistita.
I polipi endometriali e i fibromiomi uterini, sono patologie organiche dell’utero, nella stragrande maggioranza dei casi con caratteristiche di assoluta benignità,  in grado di determinare delle irregolarità della cavità uterina.
I polipi sono delle proliferazioni locali dell’endometrio, ovvero della mucosa che riveste internamente l’utero e sulla quale l’embrione si posa e attecchisce. I fibromiomi uterini sono delle zone di addensamento fibroso che a partenza dalla struttura interna dell’utero possono svilupparsi verso la parete stessa (intramurali), verso l’esterno dell’utero (sottrosierosi) o verso l’interno dell’utero (sottomucosi) e, in quest’ultimo caso, sporgono addirittura nella cavità uterina. L’ecografia tridimensionale permette di aumentare le nostre capacità diagnostiche nei riguardi di queste patologie benigne, di effettuare delle misurazioni più accurate delle lesioni stesse, di avere un maggior numero di informazioni per valutare la necessità o meno di un trattamento chirurgico. In questo caso l’esame ci guida ad una maggiore precisione nell’intervento chirurgico (FIG 12; FIG 13; FIG 14; FIG 15; FIG 16; FIG 17).

Ecografia (foto 12) Ecografia (foto 13)

Ecografia (foto 14) Ecografia (foto 15)

Ecografia (foto 16) Ecografia (foto 17)

lunedì 17 marzo 2008


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