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L'isterosonosalpingografia

letto 10159 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Tra i fattori femminili della sterilità, quella tubarica è attualmente collocata al secondo posto dopo le cause endocrine.

Le donne sono coinvolte come causa dell'infertilità della coppia nel 50% dei casi, e il fattore tubarico incide in percentuale variabile da 31 a 36% . Il riconoscimento precoce di danno tubarico è di conseguenza un dato indispensabile nella gestione della coppia sterile, per la possibilità di intervenire con le tecniche più idonee di riproduzione assistita.

Lo studio dell'ostruzione tubarica nell'infertilità della coppia è stato fino a oggi obiettivo esclusivo dell'isterosalpingografia con mezzo di contrasto organo iodato. L'ecografia transvaginale attualmente rappresenta il primo esame da eseguire nella valutazione delle malattie pelviche e annessiali; tuttavia, lo studio tubarico non è possibile con tale tecnica, a meno che non si utilizzi del mdc (mezzo di contrasto) che possa essere visualizzato ecograficamente e valutato flussimetricamente durante il passaggio attraverso la tuba.

Sono stati proposti nel corso degli anni numerosi mdc quali il destrano, la soluzione salina isotonica e una soluzione contenente microparticelle granulari di galattosio (Echovist). Tali preparati hanno consentito di porre diagnosi di pervietà tubarica senza dover ricorrere all'isterosalpingografia. Le tube, non visibili all'esame ecografico, vengono evidenziate con estrema facilità durante la somministrazione di questi mezzi di contrasto. Lo spandimento nel cavo di Douglas appare poi particolarmente agevole per la evidenza di immagini, legate al passaggio dello stesso peritoneo.

L'isterosonosalpingografia si effettua, come l'isterosalpingografia, nel periodo preovulatorio del ciclo mestruale, tra il quinto e il dodicesimo giorno.
 
L'esame si esegue  introducendo uno speculum vaginale per evidenziare la porzione uterina, poi si inserisce un sottile catetere dotato di palloncino gonfiabile posto alla estremità distale, che blocca il catetere evitandone la fuoriuscita. Poi si rimuove lo speculum e si introduce la sonda transvaginale, e ottenuta la sezione longitudinale del corpo uterino, si inizia a iniettare il liquido di contrasto in maniera lenta e costante; riempiendo la cavità uterina, questo la distende e permette di differenziare la parete anteriore dell'endometrio da quella posteriore. Ruotando la sonda e ottenuta una sezione trasversale del fondo uterino, a livello degli osti tubarici si evidenzia la propagazione  del mezzo di contrasto nei canali tubarici e il successivo  spandimento nella cavità peritoneale. L'assenza di  immagini cromatiche all'interno delle tube  sta ad indicare l'ostruzione di una o di entrambe.

L'utilizzazione di questo metodo che non impiega sostanze dannose all'organismo è risultata estremamente interessante per la  valutazione della pervietà tubarica. Per contro, vi è difficoltà operativa sicuramente superiore rispetto a quella dell'isterosalpingografia con mezzo di contrasto organo iodato nei casi in cui il decorso tubarico sia particolarmente tortuoso. Risultano invece agevoli la visualizzazione dello spandimento peritoneale e la raccolta del liquido contrastografico nel Douglas.

Risulta indiscutibile il vantaggio di utilizzare una metodica che non impiega radiazioni ionizzanti le quali, anche se inducono un assorbimento minimo, possono provocare comunque danni. Dosi di radiazioni anche basse possono produrre, in teoria anche se molto raramente, un potenziale danno genetico. Nel corso dell'indagine diagnostica si può verificare l'insorgenza di modiche algie pelviche la cui intensità è stata valutata inferiore a quelle avute durante sterosalpingografia; L'accuratezza diagnostica dell'isterosonosalpingografia per la valutazione della pervietà tubarica è elevata (93%).

Per l'assenza di radiazioni ionizzanti, nonché per l'ottima tollerabilità del mezzo di contrasto, questa tecnica può porsi come esame di prima istanza nella valutazione della pervietà tubarica soprattutto considerando che chi si sottopone a questa indagine è prossimo alla ricerca di una gravidanza, quindi sarebbe poco opportuno subire radiazioni , mentre potrebbero essere  riservati all'isterosalpingografia quei casi molto dubbi e difficoltosi oltre che per le procedure di disostruzione. Pertanto, l'isterosonosalpingografia  può essere l'esame di elezione come test di screening nello studio delle coppie infertili.

lunedì 17 marzo 2008


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