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I distubi dell'eiaculazione: l'eiaculazione precoce

letto 12536 volte | autore: Alessandro Giuseppe Littara, medico chirurgo andrologo (vai al curriculum)

         

L'alterazione più frequente del processo eiaculativo è l’eiaculazione precoce: l'eiaculazione precoce è la più frequente disfunzione sessuale maschile, la più difficile da definire in termini scientifici, la più facile da capire grazie ad una definizione approssimativa ma efficace sul piano non scientifico perché evidenzia la caratteristica propria del disturbo. Il momento eiaculatorio è proprio dell'atto sessuale e risente fortemente di aspetti situazionali (le condizioni in cui si svolge), relazionali (le caratteristiche della relazione di coppia), psichici e somatici che rendono difficile ogni tentativo di definizione in termini di normalità anche in considerazione del fatto che in questo disturbo il criterio di normalità da ricercare è in funzione del tempo. Per questo il mondo scientifico ha trovato e trova enormi difficoltà nello stabilire un tempo normale di eiaculazione. Nel 1948, nel famoso rapporto Kinsey sulla sessualità umana, si affrontò per la prima volta l'eiaculazione precoce in termini epidemiologici e molti altri autori proseguirono quel lavoro nei successivi 50 anni. Attualmente, anche alla luce dei mutamenti socio-culturali relativi alla sessualità (sesso non più soltanto procreativo ma anche e più frequentemente momento di piacere e armonia all'interno di una coppia) possiamo affermare che un uomo su tre è affetto da eiaculazione precoce. I vari tentativi di inquadramento della disfunzione in termini temporali (secondi o minuti dalla penetrazione) o in termini di movimenti coitali (numero di spinte) non hanno permesso di chiarire definitivamente le caratteristiche dell'affezione in quanto non erano prese in considerazione le influenze psicologiche che intervengono nel determinismo e nella caratterizzazione dell'eiaculazione precoce.

La diagnosi
La diagnosi di eiaculazione precoce si fonda su anamnesi generale, uro-andrologica e sessuologica; esame obiettivo, indagini di laboratorio, tests e esami strumentali. L'anamnesi servirà a chiarire la forma clinica del disturbo e a una interazione medico-paziente fondamentale per un corretto rapporto terapeutico. La visita servirà per osservare la lunghezza del frenulo, valutare, mediante l'esplorazione rettale, le condizioni della ghiandola prostatica. In corso di questa manovra verrà valutato il riflesso bulbo-cavernoso e la eventuale inversione del comando (il primo pinzettando il glande a cui, in condizioni normali, consegue una contrazione riflessa dello sfintere anale; per la seconda si valuta la effettiva contrazione dello sfintere anale invitando il paziente a contrarre volontariamente tale muscolo e apprezzando con la mano libera la eventuale contrazione associata dei muscoli addominali cosa che nel paziente normale non deve avvenire e che può essere segno di incapacità a controllare i muscoli del piano perineale possibile concausa di eiaculazione precoce). E' evidente come il più esperto specialista a cui ci si deve rivolgere in caso di eiaculazione precoce sia l'uro-andrologo per la dimestichezza con questo tipo di valutazione obiettiva.

Tra gli esami di laboratorio vanno eseguiti: glicemia ed emocromo con formula leucocitaria (diabete e alcune malattie ematologiche sono spesso in causa nel determinismo della componente organica dell'eiaculazione precoce). Negli ultimi anni sono stati introdotti alcuni test specialistici strumentali che accenniamo per completezza. Test alla prostaglandina E1( erezione farmacologicamente indotta mediante iniezione intracavernosa di PGE1) per la valutazione del circolo penieno; Biotesiometria e Test con Ferticare per la valutazione obiettiva della soglia percettiva vibratoria del pene e per il tempo di latenza eiaculatoria; test con pomata anestetica per valutare il grado di ipersensibilità del glande e l’eventuale efficacia di un intervento di circoncisione con neurotomia; Riflesso bulbocavernoso e potenziali evocati somatosensoriali del nervo dorsale del pene per valutare l'integrità delle strutture nervose del meccanismo eiaculatorio e, principalmente, una ecografia prostato-vescicolare trans-rettale che ci mostrerà l'aspetto della prostata ed in particolar modo delle vescicole seminali, spesso coinvolte in questo tipo di patologia.

La terapia
La terapia dell'eiaculazione precoce sarà causale laddove si riscontrino delle patologie organiche urologiche, neurologiche o altre, suscettibili di miglioramento terapeutico. Nei casi in cui si riscontri inversione del comando alcuni autori hanno riportato buoni risultati con cicli di elettrostimolazione e biofeedback del piano perineale. Nelle forme psicogene sono stati proposti vari schemi terapeutici che associano variamente tra loro anestetici locali in pomata, ansiolitici, antidopaminergici, serotoninergici, neurolettici in parallelo con psicoterapie brevi di tipo cognitivo-comportamentale. Nella causa statisticamente più frequente, l’ipersensibilità del glande, si esegue l’intervento chirurgico di circoncisione con o senza neurotomia, che da in genere risultati molto soddisfacenti.

venerdì 7 marzo 2008


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