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La normale funzionalità ovarica

letto 53903 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Le ovaie sono due piccoli organi localizzati ai lati dell’utero in prossimità dell’apertura delle tube di Falloppio, che producono le cellule uovo (ovociti) rilasciate durante l’ovulazione e gli ormoni sessuali estrogeno e progesterone.

Le ovaie contengono i follicoli, strutture contenenti un fluido nelle quali l’ovocita cresce fino a maturità. Alla nascita, l’ovaio normale contiene circa 1-2 milioni di ovociti. Diversamente dagli uomini, che producono spermatozoi per tutta la vita, le donne non possono produrre nuovi ovociti, il cui numero infatti declina ogni mese. Nel momento in cui una ragazza entra nella pubertà, il suo patrimonio ovocitario è circa il 25% del totale iniziale, e corrisponde a circa 300.000 ovociti. Nei successivi 30 o 40 anni di vita riproduttiva femminile, questa riserva di ovociti viene esaurita. Anche se ancora non si sa con certezza assoluta quanti ovociti sono presenti nell’ovaio in un dato momento, la maggior parte delle donne subisce un calo significativo della fertilità, cioè della possibilità di concepire un figlio, a partire dai 35 anni. Nel momento in cui una donna entra in menopausa, in pratica non è più presente alcun ovocita.

Gli ovociti presenti in ciascuna delle ovaie sono immaturi o primordiali, e ogni mese devono crescere e maturare. Le uova, il termine con il quale comunemente si definiscono gli ovociti, vengono conservate entro i follicoli all’interno dell’ovaio. Nell’arco della vita di una donna molti follicoli e ovociti vengono reclutati per i processi di crescita e di maturazione, ma la maggior parte di loro non raggiungerà mai la piena maturità e molti moriranno in un processo chiamato atresia. In altre parole, nell’arco di una vita matureranno solo 300-500 ovociti.

La maturazione dell’uovo è un processo che dura circa 14 giorni e può essere suddiviso in due periodi distinti. Durante la fase iniziale molte uova, fino a 1000, iniziano a svilupparsi e a maturare. La seconda fase richiede la stimolazione da parte degli ormoni gonadici estrogeno e progesterone, un passaggio indispensabile per il successivo sviluppo dell’ovocita. Tuttavia, anche se iniziano a maturare centinaia di uova, quasi sempre un solo ovocita diventa dominante durante ogni ciclo mestruale e raggiunge uno stato di piena maturazione, in altre parole diventa capace di ovulazione e fecondazione. I follicoli e gli ovociti rimanenti si inaridiscono e muoiono.

Fino a quando non raggiungono la pubertà, le adolescenti non producono gli ormoni gonadici necessari per la seconda fase di sviluppo, perciò molte uova che iniziano il processo di maturazione non lo completano e muoiono. Il grande numero di ovociti impiegati ogni mese in questo ciclo è responsabile del declino costante, dalla nascita alla menopausa, della riserva ovocitaria totale.

Nelle donne, invece, l’uovo dominante prosegue il suo sviluppo appoggiandosi agli ormoni per la crescita e la stimolazione. Quando l’uovo ha completato il processo di maturazione, il follicolo che lo circonda esplode, rilasciando un uovo maturo che risale le tube di Falloppio in direzione dell’utero. L’uovo può essere fecondato solo per un periodo molto breve, che dura circa 48 ore. Se la fecondazione non ha luogo in questa finestra temporale, l’uovo muore e nell’arco di circa una settimana inizia un nuovo ciclo di maturazione. Il processo ciclico di sviluppo continua per tutta la vita della donna, fino a quando tutte o quasi tutte le uova sono state esaurite (menopausa).

La menopausa si produce in genere intorno ai cinquant’anni. L’esaurimento della riserva ovocitaria prima dei 40 anni si definisce fallimento ovarico prematuro. Le donne sottoposte a un trattamento farmacologico che danneggia i follicoli sono a maggior rischio di fallimento ovarico prematuro anche a molti anni di distanza dalla fine della terapia. Le adolescenti sottoposte a chemioterapia conserveranno inizialmente la fertilità, ma sono anch’esse a maggior rischio.

lunedì 19 maggio 2008


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