Il cancro e le sue terapie possono causare infertilità e fallimento ovarico prematuro (menopausa precoce). Non tutte le terapie per il cancro provocano infertilità, tuttavia è importante conoscere i propri rischi soggettivi.
Nelle donne, l’infertilità consiste nell’impossibilità di produrre uova (ovociti) normali oppure nell’avere una condizione che impedisce di iniziare o di mantenere una gravidanza. In linea generale, si definisce infertilità l’incapacità di concepire dopo un anno di rapporti sessuali regolari non protetti. Tuttavia, questa definizione non si applica sempre ai pazienti con cancro.
Oltre a provocare infertilità immediata, i trattamenti per il cancro possono causare la menopausa precoce, che insorge prima dei 40 anni di età. In ambito scientifico è opinione condivisa che le donne nascano con un numero finito di ovociti e che durante la vita non ne producano di nuovi; a mano a mano che la donna invecchia, la sua riserva ovocitaria diminuisce naturalmente, fino a quando l’organismo non produce più alcun ovulo vitale e ha inizio la menopausa. I trattamenti antitumorali come la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia possono accelerare questo processo fisiologico.
Se la terapia danneggia o distrugge l’intera riserva di ovociti la menopausa si instaura immediatamente dopo la fine del trattamento, rendendo perciò la donna infertile. Inoltre, anche se la donna conserva la fertilità dopo il trattamento, è probabile che almeno una parte del suo patrimonio ovocitario sia danneggiato e compromesso. La riduzione del numero di ovociti comporta l’ingresso in menopausa prima di quanto sarebbe accaduto in assenza della terapia antitumorale, ed è proprio questo fatto a rendere la pianificazione familiare così importante. Alcuni studi suggeriscono che le donne possono produrre nuovi ovociti durante la vita adulta, in modo analogo a quanto avviene nell’organismo maschile per gli spermatozoi, tuttavia questi studi sono controversi, ed è impossibile trarre conclusioni definitive senza il conforto di ulteriori ed estese ricerche.
I fattori di rischio
Negli uomini è il cancro in sé a provocare l’infertilità. Nelle donne, i trattamenti per combattere il cancro possono essere i maggiori responsabili dell’infertilità, il cui rischio è influenzato da questi fattori:
- età al momento della diagnosi o dell’inizio della terapia
- fertilità prima dell’inizio della terapia
- tipo e dosaggio della chemioterapia
- posizione e dosaggio della radioterapia
- zona del corpo sottoposta a chirurgia
L’impatto dei trattamenti
La chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia possono danneggiare l’apparato riproduttivo, e in linea di massima, maggiore è la dose di chemioterapici e di radiazioni, maggiore è il rischio di sviluppare problemi riproduttivi.
- Chemioterapia
può danneggiare o distruggere gli ovociti. L’età della donna, il tipo di chemioterapia e il dosaggio dei farmaci possono influenzare questo rischio. Alcuni chemioterapici sono più dannosi di altri. Il rischio di infertilità può essere ancora sconosciuto per alcuni dei più nuovi agenti chemioterapici - Radioterapia
può danneggiare il sistema riproduttivo se è diretta all’area pelvica. Per esempio, l’irradiazione diretta o in prossimità delle ovaie o dell’utero può causare infertilità, al contrario, per esempio, della la radioterapia alla zona toracica. L’irradiazione della ghiandola pituitaria o di aree del cervello che producono ormoni possono causare infertilità perché interferiscono con la normale produzione ormonale. Inoltre, la radioterapia alla zona pelvica può danneggiare l’utero rendendo più difficile mantenere una gravidanza. Posizione e quantità influenzano il rischio - Chirurgia
la chirurgia che rimuove tutto o parte del sistema riproduttivo può ovviamente causare infertilità. La rimozione delle ovaie, dell’utero o della cervice o di altri organi riproduttivi è fonte di sterilità. La zona anatomica e l’obiettivo chirurgico influenzano il rischio - Trapianto di midollo osseo
in genere prevede una chemioterapia ad alto dosaggio, talvolta accompagnata da radioterapia full-body. Il rischio di infertilità è quindi particolarmente elevato a causa del danno ovarico e uterino.