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L'Iperprolattinemia

letto 12267 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

I livelli di prolattina sono normalmente elevati durante la gravidanza e l’allattamento, ma al di fuori di queste condizioni sono considerati patologici.

Possono essere causati da un tumore della pituitaria a rilascio di prolattina oppure da un tumore pituitario senza rilascio di prolattina, che impedisce alla dopamina rilasciata dall’ipotalamo di raggiungere i lattotrofi, le cellule della ghiandola pituitaria che producono la prolattina. Livelli patologici di prolattina sono talvolta presenti anche nella sindrome di Cushing, nell’ipotiroidismo e nella sindrome da ovaio policistico. Inoltre, alcuni farmaci aumentano i livelli di prolattina perché bloccano l’azione della dopamina: metoclopramide e domperidone (antiemetici), alcuni antidepressivi e le fenotiazine, una classe di antipsicotici. Infine, uno stress anche relativo, per esempio quello associato a un banale prelievo del sangue, può far salire i valori di questo ormone.

I sintomi
I tumori pituitari a rilascio di prolattina si definiscono in base alla loro dimensione. I microprolattinomi (< 10 mm di diametro) raramente si espandono fino a diventare macroprolattinomi. Negli uomini i prolattinomi sono in genere a insorgenza tardiva perché gli effetti ormonali dell’aumento della prolattina quali la ridotta potenza sessuale (disfunzione erettile) e la perdita della libido sono sottili e si sviluppano lentamente. Nelle donne la diagnosi è in genere più precoce perché i segni sono più evidenti: assenza o irregolarità delle mestruazioni (amenorrea od oligomenorrea) e/o perdita di secrezioni dai capezzoli (galattorrea). I macroprolattinomi sono spesso associati a effetti pressori che causano forti cefalee e disturbi della vista.

La diagnosi
In prima istanza vengono verificati i valori sierici della prolattina basale e la funzionalità tiroidea, si verificano i farmaci assunti dal paziente e si esclude la gravidanza. Livelli di prolattina lievemente elevati ma non francamente patologici suggeriscono di ripetere il prelievo. Livelli molto elevati dell’ormone in genere confermano un prolattinoma piuttosto che un tumore. La risonanza magnetica consente di verificare la funzionalità pituitaria. La macroprolattina è una forma biologica inattiva della prolattina che non causa problemi clinici, e deve essere sospettata nei pazienti con livelli elevati di prolattina non associati ad altri segni o sintomi.

Il trattamento
L’osteoporosi è la prima preoccupazione per i pazienti con ipogonadismo che si manifesta clinicamente con amenorrea (assenza delle mestruazioni) o con disfunzione erettile. I pazienti affetti da ipogonadismo da almeno un anno devono sottoporsi a mineralometria ossea o a un test equivalente, e uno dei principali obiettivi del trattamento della iperprolattinemia è rappresentato proprio dalla prevenzione dell’osteoporosi. Il trattamento arresta la galattorrea e ripristina i livelli degli estrogeni riportando alla normalità il ciclo mestruale, la fertilità, la libido e la lubrificazione vaginale. Nei macroprolattinomi l’obiettivo primario della terapia è la riduzione della dimensione del tumore per attenuare gli effetti pressori.

Prolattinomi e gravidanza
Le pazienti devono essere seguite da un endocrinologo per tutta la gravidanza, idealmente ancora prima di concepire. Nella maggior parte dei casi le donne che assumono antagonisti della dopamina devono sospendere il trattamento per tutta la durata della gravidanza e dell’allattamento. Durante la gravidanza vi è un maggior rischio di aumento dimensionale del tumore, soprattutto nelle pazienti con macroadenoma. Cefalee molto intense o disturbi della vista rappresentano vere e proprie emergenze mediche che devono immediatamente essere riferite al curante.

lunedì 13 ottobre 2008


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