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La risposta ovarica alla stimolazione ormonale per cicli di FIVET ed ICSI in donne operate per cisti ovariche endometriosiche bilaterali

letto 19189 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

L’influenza della chirurgia eseguita per asportare cisti ovariche endometriosiche sui risultati delle ICSI e FIVET non è ancora chiaro. Solo in alcuni studi è stata evidenziata una risposta ovarica ridotta alla stimolazione ormonale in pazienti operate per cisti endometriosiche mentre sembra invariata la possibilità di avere delle gravidanze nelle pazienti operate rispetto a quelle che non hanno subito interventi.

Questa apparente diversità di risultati viene da alcuni attribuita al fatto che nella maggior parte dei casi le cisti ovariche sono presenti soltanto in un ovaio per cui l’ovaio senza la cisti  riesce a bilanciare la minore funzionalità dell’ovaio malato e quindi la percentuale di gravidanze rimane invariata.

Per cercare di chiarire questo punto è stato eseguito uno studio paragonando pazienti operate ad entrambe le ovaie per cisti endometriosiche e pazienti che non sono state operate prima della stimolazione ormonale. Presso l’Ospedale Maggiore  di Milano sono state studiate un gruppo di pazienti sottoposte a ciclo di stimolazione dal Gennaio 2002 al Luglio del 2006. Le pazienti sottoposte precedentemente ad intervento chirurgico per endometriosi erano 60 e quelle non operate erano 120. Avevano tutte un’età uguale o minore a 40 anni e per tutte era il primo tentativo di stimolazione. In particolare le pazienti del gruppo di studio erano state operate da non più di un anno. Avevano la stessa massa corporea e la durata dell’infertilità era identica. Ma i livelli dell’ormone FSH al terzo giorno del ciclo erano diversi. I livelli medi del gruppo di studio infatti variavano da 12 a 6 UI/ml mentre quelli del gruppo di controllo andavano da 7 a 4 UI/ml. Quindi la riserva ovarica era minore nelle pazienti operate. Ovvero si evidenziava una teorica minore possibilità di produrre ovociti nelle operate.

In effetti durante la stimolazione ormonale le pazienti operate avevano risposto meno bene (2% contro 15%) tanto che la quantità di gonadotropine (gli ormoni stimolanti) utilizzate è stata maggiore proprio per le operate (332 UI/ml/die contro 212 UI/ml/die). Mediamente il numero di follicoli ottenuti è stato minore nel gruppo di studio (5 contro 6) così come il numero degli ovociti recuperati dai follicoli (6 contro 7). E’ anche vero che in 8 delle pazienti operate non sono stati trovati ovociti contro le 2 delle non operate. Sono stati trasferiti in utero 31 embrioni nelle operate ed 80 nelle pazienti del gruppo di controllo. La percentuale di fertilizzazione è stata pressocchè identica, il numero delle gravidanze è stata di 22 su 80 per le pazienti non operate e di 5 su 31 nelle pazienti operate. Da questi dati si evidenzia come la percentuale di gravidanza per ciclo di trattamento iniziato e per transfer in utero degli embrioni, la percentuale di impianto ed il numero delle gravidanze ottenute sono praticamente simili.

Questo dimostra come effettivamente la risposta ovarica alla stimolazione sia maggiore nelle pazienti che non hanno subito interventi. Ma per dare delle risposte definitive riguardo l’impatto che può avere un intervento sulle ovaie prima della stimolazione in rapporto alle chances di gravidanza sono necessari degli studi molto più ampi e complessi. Quindi al momento possiamo concludere che un intervento di asportazione di cisti ovariche endometriosiche non altera in maniera significativa le chances di gravidanze.

Tratto dagli abstract del 23° congresso annuale dell’ESHRE

lunedì 10 novembre 2008


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