In generale, i risultati dei cicli di Riproduzione Assistita dipendono principalmente da 3 fattori:
- la qualità del centro (ci sono centri che hanno meno del 10% di gravidanze e centri che hanno oltre il 50%)
- l'età della donna (maggiore è l’età, minori sono i risultati)
- la risposta ovarica alla stimolazione (che in genere è legata all’età della donna)
Perciò, le cause principali di fallimento sono dovute a:
- scarsa qualità del centro cui ci si affida
- età avanzata della donna
- cattiva risposta alla stimolazione ovarica
Questi fattori incidono negativamente sulla qualità dell’embrione, dal quale dipende principalmente l’insuccesso del ciclo. Infatti, si sa che l’impianto è legato anche all’utero, però a quest’ultimo in misura molto minore che all’embrione. La qualità dell’embrione a sua volta dipende principalmente da quella dell’ovocita (in misura notevolmente più ridotta dallo spermatozoo). Cattivi ovociti dipendono in genere da una cattiva stimolazione.
L’utero
A volte l’utero presenta miomi, polipi o altre formazioni che possono impedire l’impianto dell’embrione o favorire l’aborto. Questo può accadere se l’utero non viene studiato bene prima di iniziare la Riproduzione Assistita, e questi difetti non vengono riconosciuti ed eliminati
Il fattore immunologico
Numerosi studi riportano la presenza di anticorpi circolanti di vario tipo che potrebbero impedire l’impianto e favorire l’aborto. Uno studio di questi anticorpi dovrebbe essere fatto in caso di fallimento nei cicli di Riproduzione Assistita
Il fattore psicologico
Si discute molto se l’ansia o altri fattori psicologici possano giocare un ruolo nel mancato impegno embrionale. Sembra che eccessive e scoordinate contrazioni dell’utero possano ostacolare l’impianto stesso. Forse condizioni psicologiche avverse possono influire sulla contrattilità uterina, ma ciò non appare scientificamente ben documentato. Certamente, invece, condizioni di rilassamento sono benefiche per un normale andamento dei cicli di FIVET O ICSI
La procedura che descriviamo oltre riflette la particolare cura e tutta l’attenzione che nei nostri centri dedichiamo naturalmente non solo a pazienti provenienti da altri centri, ma a tutte le coppie che si rivolgono a noi per la Riproduzione Assistita.
Studio precedente a un nuovo tentativo di Riproduzione Assistita
Quando presso uno dei nostri centri si presenta per la Riproduzione Assistita una coppia che ha già fallito uno o più tentativi presso un altro centro, tutta la nostra attenzione è concentrata sulla personalizzazione massima dell’intervento in tutte le sue fasi perché ogni paziente è diverso dall’altro, ed è necessario adattare tutte le fasi del ciclo di Riproduzione Assistita all’organismo che in quel momento vi si sottopone, per massimizzare i risultati ottenibili.
Eseguiamo uno studio ormonale molto approfondito prima di iniziare la stimolazione. Questo ci consente di impostare il tipo di stimolazione più idoneo per la paziente (tipo di farmaci, quantità, modalità di somministrazione). Nello stesso ciclo di studio eseguiamo la cosiddetta “prova del transfer”, che consiste in una simulazione del transfer vero e proprio, per scegliere il tipo di catetere da usare, sapere esattamente dove posizionare gli embrioni (perché non tutti gli uteri hanno le stesse dimensioni), e conoscere in precedenza l’esatto percorso che il catetere deve percorrere, specialmente a livello uterino.
Se troviamo ostacoli importanti che rendono difficile il transfer, questi vengono rimossi. Infatti il transfer vero dovrebbe essere una manovra assolutamente indolore e veloce. E’ necessaria una particolare abilità e sensibilità per eseguire il transfer embrionario, che è una manovra delicata e molto critica. La prova del transfer fa parte di uno studio accurato dell’utero che comprende l’isteroscopia. Eventuali polipi o fibromi sottomucosi devono essere rimossi, come pure devono essere curate condizioni di endometriosi (infiammazione dell’endometrio) che sono diagnosticate con l’isteroscopia e se presenti possono impedire l’impianto embrionario. Indagini approfondite si eseguono per cercare anticorpi e patologie che potrebbero ostacolare l’impianto degli embrioni. In caso di ritrovamento di questi anticorpi vengono eseguite particolari terapie.
L’esecuzione di una FIVET (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer) o di una ICSI (Intracytoplasmatic Sperm Injection)
La stimolazione prevede l’uso di vari tipi di farmaci da adattare al “tipo endocrino” di paziente in cura. Attenzione particolare viene prestata alle donne che tendono a sviluppare pochi follicoli (“low responder”), utilizzando particolari preparazioni che precedono la stimolazione vera e propria. Anche chi tende a rispondere con un eccessivo numero di follicoli viene trattato con protocolli particolari di terapia, non tanto per evitare la sindrome da iperstimolazione, ma soprattutto per migliorare la qualità degli ovuli che vengono raccolti, che in questo casi spesso sono immaturi o dismaturi e che danno perciò luogo a embrioni di cattiva qualità.
Il cuore della stimolazione, perché consente di renderla efficace al massimo, è il suo monitoraggio, che eseguiamo con estrema cura e attenzione. Infatti ogni giorno vengono ripetuti sia l’ecografia, sia il dosaggio di almeno 3 ormoni contemporaneamente, in modo da adattare ed eventualmente modificare i tipi e le qualità di farmaci per ottenere lo sviluppo ottimale dei follicoli che diano ovuli della qualità più elevata possibile. Questo programma consente di valutare molto meglio se qualcosa “non va”, e così di interrompere la stimolazione senza arrivare al prelievo degli ovociti ed al transfer di embrioni che avrebbero pochissime o nessuna possibilità di impianto. Il monitoraggio che eseguiamo viene anche sottoposto all’analisi computerizzata mediante particolari programmi informatici che ci aiutano nelle decisioni da prendere sui farmaci da usare giorno per giorno.
Le procedure di laboratorio
Nei nostri centri realizziamo un controllo strettissimo delle condizioni di coltura cellulare, sia per l’inquinamento batterico, sia per quello di sostanze potenzialmente tossiche per gli ovociti e per gli embrioni, con l’uso di filtri particolari per l’aria ambientale. Per migliorare la qualità degli embrioni possiamo utilizzare un certo numero di tecniche particolari. L’Hatching consiste nel praticare un taglietto nel guscio esterno dell’ovocita, detto “zona pellucida”, mediante l’uso di particolari sostanze e di idonei microutensili. Questo ha lo scopo di far uscire meglio l’embrione quando si deve impiantare nell’endometrio.
La coltura
La coltura è una tecnica di laboratorio che consiste nel mantenere l’embrione non immerso da solo in un liquido idoneo, bensì insieme ad altre cellule che svolgono la funzione di assorbire le sostanze tossiche prodotte dell’embrione stesso o dall’ambiente, e produrre fattori di crescita che lo aiutino a formarsi meglio. Poiché la qualità ovocitaria rappresenta l’elemento più critico per la riuscita del tentativo di FIVET o ICSI, quando gli ovociti prodotti sono scadenti nonostante tutti gli sforzi fatti in precedenza con la stimolazione, le probabilità di ottenere buoni embrioni sono quasi inesistenti.
Dal transfer in poi
Il transfer è un momento molto delicato e complesso e in ogni caso è una fase critica perché se si sbaglia una manovra che dura pochi secondi si rischia di compromettere tutto il lavoro fatto prima! I transfer sbagliati, non a caso, sono molti di più di quanto si creda. Per essere sicuri che il catetere sia effettivamente all’interno dell’utero e nel punto giusto noi lo seguiamo con l’ecografia durante il suo percorso. E’ possibile vedere addirittura la gocciolina del liquido contenente gli embrioni che fuoriesce dal catetere. Dopo il transfer, oltre al progesterone che viene prescritto, eseguiamo una terapia farmacologica particolare, variabile da caso a caso, che serve per rendere l’endometrio più recettivo agli embrioni.