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La sindrome da ovaio policistico

letto 14603 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

La malattia delle ovaie nota come sindrome da ovaio policistico (PCOS, PolyCystic Ovarian Syndrome) rappresenta la causa più comune dei disturbi dell'ovulazione nelle donne in età fertile, ed è una condizione familiare. La PCOS è caratterizzata dalla presenza di numerosi follicoli nelle ovaie un po' erroneamente chiamati "cisti" o "microcisti" e dalla produzione eccessiva di ormoni maschili, gli androgeni.

La sindrome da ovaio policistico è presente anche in donne apparentemente normali e la sua piena espressione, la cosiddetta sindrome Stein-Leventhal, è molto rara. La PCOS è spesso associata all'aumento di peso, alla crescita anomala di peluria sul corpo (irsutismo) e a cicli mestruali infrequenti o assenti, a ovulazione infrequente o assente, e infine ad aborto spontaneo e infertilità. La causa della PCOS non è definitivamente nota. La condizione espone ad accresciuti rischi di sviluppare il diabete di tipo II (non-insulino dipendente), le malattie cardiovascolari e forse il tumore dell'utero. Le donne cui è stata fatta la diagnosi di PCOS prima della gravidanza presentano un maggiore rischio di sviluppare il diabete gestazionale. La PCOS è presente nel 90% circa delle donne che presentano oligomenorrea (ciclo mestruale infrequente ossia ritardati anche di mesi ), nel 30% circa delle donne con amenorrea (assenza del ciclo mestruale), e in più del 70% di quelle con anovulazione (assenza di ovulazione).

Cosa sono gli ormoni androgeni?
Struttura: steroidi. Fonte: surreni, ovaie, testicoli.
Il surrene (la sua corteccia) secerne precursori degli androgeni come il testosterone. Nei maschi sessualmente maturi, questa fonte di ormoni è irrilevante in confronto a quella dei testicoli in certi casi. Tuttavia, la produzione eccessiva di androgeni surrenalici può provocare la pubertà prematura nei ragazzi. Nelle femmine, la corteccia è invece una fonte maggiore di androgeni, la cui ipersecrezione può provocare la mascolinizzazione delle donne adulte, rilevabile  dall'aumentata pelosità e dall'arresto delle mestruazioni

La diagnosi della PCOS si fa soprattutto con l'ecografia transvaginale, che può mostrare il tipico aspetto ma la cui affidabilità varia con l'esperienza dell'ecografista, e misurando i livelli ematici degli ormoni LH (ormone luteinizzante), dell'FSH (ormone follicolostimolante), degli androgeni e dell'SHBG (globulina che lega gli ormoni sessuali). Idealmente, queste analisi dovrebbero venire eseguite durante i primi quattro giorni del ciclo, ma se la donna non ha mestruazioni l'analisi può venire effettuata in qualsiasi momento e può venire ripetuta se il risultato non fornisce un'immagine chiara delle condizioni ormonali. I livelli attesi di FSH sono bassi o nella norma, mentre i livelli di LH sono spesso elevati. Tuttavia, un livello normale non esclude la diagnosi di PCOS. Spesso risultano elevati anche i livelli degli androgeni e del testosterone.
Il trattamento della sindrome da ovaio policistico (PCOS)

(1) Perdita di peso per soggetti sovrappeso od obesi
Questa semplice misura può essere in grado di ripristinare il ciclo mestruale e l'ovulazione nelle pazienti affette da PCOS, inoltre, l'esercizio fisico e il controllo del peso riducono la probabilità di sviluppare il diabete del tipo II più avanti negli anni.

(2) Induzione dell'ovulazione
L'induzione farmacologia dell'ovulazione con le compresse di Clomifene è la scelta elettiva iniziale ed è un efficace trattamento della PCOS nelle donne desiderose di gravidanza. Il risultato terapeutico è la ricomparsa del mestruo e dell'ovulazione in circa il 70% delle donne, delle quali circa il 30% concepisce entro tre mesi di trattamento. Il trattamento farmacologico può essere accompagnato da farmaci che inibiscono la produzione di androgeni. Se la cura risulta inefficace dopo sei mesi, si passa alla stimolazione ovarica controllata con FSH (ormone follicolostimolante) e con hCG (gonadotropina corionica umana). Poiché le ovaie policistiche sono in genere sensibili alla stimolazione ormonale, è indispensabile iniziare la cura con dosi ridotte di farmaci e regolarli successivamente in funzione della risposta. Il monitoraggio del trattamento con ecografie ed esami ormonali frequenti è essenziale, perché le pazienti potrebbero sviluppare la OHSS, sindrome da iperstimolazione ovarica, oppure presentare gravidanze multiple.

venerdì 7 marzo 2008


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