Molti anni fa (ma neanche poi tanti), la diagnosi di gravidanza si basava su segni soggettivi, sull'esame fisico ginecologico e sul test di gravidanza classico, eseguito sulle urine. La certezza di uno stato gravidico non poteva essere precoce, e anche le eventuali patologie della gravidanza iniziale passavano a volte inosservate. Negli ultimi anni l'uso routinario della ecografia e del dosaggio plasmatico della BhCG ha reso enormemente più semplice la diagnosi precoce della gravidanza e delle sue possibili complicanze iniziali.
Dopo 12 giorni dal transfer dell’embrione la donna farà eseguire un test di gravidanza (dosaggio del BhCG o beta subunità della gonadotropina corionica, una sostanza ormonale che viene prodotta già al momento dell'impianto dell'embrione in cavità uterina) per sapere se la gravidanza è iniziata. Se il test è positivo, la settimana successiva il test di gravidanza verrà ripetuto per controllare l’evoluzione della gravidanza. La prima ecografia è prevista alla 6a.-7a. settimana di amenorrea (assenza del ciclo mestruale), e deve accompagnarsi o essere seguita dalla visita ginecologica. In caso di esito negativo, il ciclo mestruale ricompare in genere dopo 10-20 giorni dal transfer dell’embrione, e per sottoporsi a un nuovo tentativo di Riproduzione Assistita bisognerà attendere, in genere, almeno due mesi. Il nuovo tentativo deve essere preceduto da una visita durante la quale vengono valutate le possibili cause del fallimento e vengono chiarite le modalità del prossimo tentativo.