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Quanto influisce lo stress sulla fertilità?

letto 10371 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Numerose coppie riferiscono che molte gravidanze arrivino nel periodo delle vacanze proprio quando si è più rilassati e spensierati. Anche nella mia attività professionale ho notato questo fenomeno. Ad esempio coppie infertili alle quali avevo prescritto all’inizio dell’estate le analisi per capire la causa del ritardo nell'avere un bambino mi comunicano a settembre che il test è positivo. Addirittura ho osservato lo stesso fenomeno su persone che erano in programma per la fecondazione assistita o qualche volta chi aveva già avuto un figlio con queste tecniche. Mi sono detto spesso : “Non può essere un caso!”. E infatti non credo che lo sia.

Alla domanda che spesso le coppie mi fanno : “Quanto lo stress influisce sulla fertilità?" rispondo perciò che influisce, anche se non si sa esattamente come ma qualche meccanismo permette agli eventi della nostra vita di interferire sul funzionamento del nostro corpo compreso il sistema riproduttivo. Noto anche un’altra cosa. Mi sembra che abbiano più successo le terapie per l’infertilità, anche quelle complesse come la fecondazione assistita, per chi le vive in modo meno accanito, direi più leggero, meno teso.

Arrivano ora le prime conferme scientifiche di quello che empiricamente osservo. Un gruppo di ricercatori danesi del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Aarhus sotto la supervisione dal Prof. Ebbesen, hanno dimostrato in un articolo pubblicato su Human Reproduction che gli eventi stressanti su pazienti sottoposti a Fecondazione in Vitro (FIVET) sono associati a minori percentuali di gravidanze con questa tecnica. Ad 809 donne che avevano eseguito la FIVET è stato chiesto loro di dichiarare quali eventi stressanti avessero vissuto nei 12 mesi precedenti dalla Fivet e di quantificare lo stress percepito. Ebbene, si è visto che questi eventi erano molto più frequenti, specialmente nell’ultimo mese che precedeva la terapia, in chi poi non è riuscita ad ottenere la gravidanza. In particolare sono stati studiati il numero di eventi negativi patiti, il grado di stress percepito ed i sintomi depressivi. Inoltre, il numero di ovociti raccolti in questi pazienti era inferiore a quelli del gruppo con minori eventi stressanti. I ricercatori hanno tenuto a precisare che non si trattava di uno stress legato alla situazione generale di infertilità che tutte queste pazienti vivono ma eventi precisi che si sono verificati di recente nella loro vita prima di eseguire la FIVET. Si pensa che meccanismi psicobiologici possano essere alla base di questa riduzione delle possibilità di successo come il ridotto numero di ovociti recuperati. Non possiamo escludere però altri meccanismi come la qualità degli ovociti e la recettività dell’endometrio in cui gli embrioni poi si dovrebbero impiantare.

Cosa possiamo imparare da questa interessante ricerca? Anzitutto che gli eventi stressanti davvero influiscono sui risultati della riproduzione umana. Inoltre che se si sono verificate recentemente situazioni davvero stressanti è meglio attendere e tentare dopo la terapia specie quelle più impegnative come la Fecondazione Assistita.

Al di là di questi dati però io noto che il maggior numero di gravidanze si verifica in chi durante la terapia mantiene un atteggiamento più equilibrato e di minor tensione come se la donna prendesse tutto con una certa dose di fatalismo e non di certezza nel risultato Inoltre, non è nemmeno possibile cambiare il carattere delle persone che affrontano un certo tipo di terapia. Ma io ci provo sempre…

mercoledì 21 ottobre 2009


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