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Saper comunicare fa bene alla... provetta

letto 8866 volte | autore: Amilcare Spinapolice, specialista in ginecologia e ostetricia (vai al curriculum)

         

Il percorso che le coppie, con  problemi di fertilità debbono effettuare è lungo ed irto di di difficoltà di vario tipo: psicologiche, fisiche, economiche, a queste si aggiungono quelle proprie della coppia. Il tempo che intercorre tra la decisione di intraprendere la metodica ed il completamento del primo tentativo, è calcolato in vari mesi, e, come sappiamo, spesso, il primo tentativo non è l'ultima tappa. Pare evidente che in una situazione di estrema debolezza psicologica le coppie necessitino non solo di un supporto di consulting, ma principalmente di un corretto rapporto comunicativo, con il medico e l' equipe che ha scelto come  riferimento.

La comunicazione medico paziente è uno degli argomenti più dibattuti, è nostro desiderio fare fare chiarezza, in modo particolare per il rapporto comunicativo nell' iter della p.m.a, ritenendolo fattore determinante per il raggiungimento della qualità totale in medicina. La relazione comunicativa tra il paziente ed il terapeuta nasce inevitabilmente in una situazione di asimmetria, dovuta alla particolare condizione del paziente stesso, che ha un bisogno legato ad una limitazione fisica, e che, esplicitamente  attribuisce al medico la capacità di soddisfarlo. Gli riconosce la competenza. Questo l'incipit, il fatto che gli venga riconosciuta la competenza, e quindi formalizzata l'asimmetria, non  giustifica da parte del medico e della struttura, la tendenza ad  accentuarla o a conservarla durante tutto il percorso che svilupperanno insieme. Il medico e la struttura hanno il compito di rendere la comunicazione simmetrica. Mi spiego. Esistono due aspetti della comunicazione uno effettivo fatto nella trasmissione dei codici: parole, gesti, segnali, etc, ed una cognitivo, che ha il compito di dare l'orientamento di senso alla relazione. Nel primo caso ci possiamo scambiare dei codici senza entrare in relazione cognitiva. Nel secondo caso è compreso non solo lo scambio dei segni  ma anche  la contestualizzazione   di questo trasferimento  ambiente. Per esempio: se chiedo ad un passante: scusi, sa indicarmi via Foscolo,e lui risponde:La terza traversa a sinistra. Questa è una relazione comunicativa semplice, orientata nel senso, simmetrica. Se, invece, la signora avesse risposto: il Papa sta a Roma, è  evidente che mancando l' orientamento di senso non vi è relazione comunicativa. Significa che o la signora o non ha capito o   non vuole entrare in relazione con me. Dunque, perché vi sia relazione comunicativa è indispensabile  che la comunicazione sia simmetrica, e orientata nel senso.

Chiarito questo, torniamo alla relazione comunicativa medico paziente. Abbiamo sottolineato che questo rapporto nasce in dislivello, a chi dei due attori, dunque,  spetta riportare la simmetria per poter dare senso alla comunicazione? Può farlo il paziente? Certamente no, perché la sua è una condizione di sudditanza, e come se ad uno stato povero noi chiedessimo fondi economici in realtà sono loro che aspettano aiuti, perché poveri. Si deduce, fuori dalla metafora che possa e debba farlo solo il medico, che a sua volta deve utilizzare la tecnologia. I protagonisti diventano così tre. Il terapeuta è al centro delle dinamiche dovendosi relazionare sia con il paziente, ma anche con le metodiche. Dare orientamento di senso significa dare alla alla propria prestazione efficienza ed efficacia. Perché dovrebbe farlo.

Ci sono molteplici motivi. Il primo e il più importante è per il rispetto sostanziale dovuto al paziente. Abbiamo scritto "sostanziale" per distinguerlo da quello formale, superficiale esercitato da tutti, sostanziale significa riconoscere alla coppia la propria singolarità, non solo riferita alla malattia, ma anche alle loro personalità. Comunicando in maniera corretta, il medico aggiunge  quel plus valore che  garantisce per la sua professionalità, non solo e non soltanto per la sua bravura.

Come farlo:  ascoltando
Napoleone III inviava nelle trattative importanti, sempre lo stesso ambasciatore, quando gli altri diplomatici si lamentarono,  e chiesero ragione di questa scelta, l' imperatore rispose: "perché sa ascoltare in tredici lingue." Un successo comunicativo si ottiene non solo sapendo dire bene le cose, ma anche e soprattutto sapendo ascoltare. La relazione è vincente se vi è contaminazione, se il dire del' interlocutore, innesca in me dei dubbi e mi costringa ad approfondire l' argomento, anche se so di saperne più di lui. Saper ascoltare, la prima dote e poi? Sincerità, trasparenza, verità.

La sincerità è cosa diversa dalla verità. La sincerità,è una dinamica "a priori"  la si deve nell'esporre le metodiche, le loro reali percentuali in relazione all'età, ed alle condizioni cliniche, ed alla metodica da intraprendere, la verità, è una dinamica " a posteriori" la si deve se si è commesso qualche imperfezione o qualche errore. Ammettere gli errori non sminuisce il professionista anzi ne eleva la considerazione e la professionalità. Roberto Baggio sbagliò un rigore in una finale del campionato del mondo, non per questo ha perso la stima e la considerazione, nè dei suoi tifosi, e nemmeno dei club che hanno continuato a cercarlo.Mentire, nascondere quanto è accaduto, è segno di scarsa personalità. La poca propensione che abbiamo noi medici italiani, nell'ammettere gli errori, è stato sicuramente uno dei motivi dell'aumento del numero dei ricorsi legali.

La trasparenza è indispensabile, nella gestione economica del rapporto, è opportuno che la coppia sia informata prima di costi fissi e di eventuali costi aggiuntivi, del loro importo, e della loro necessità, in caso di specifici bisogni, che vanno ipotizzati ed illustrati. La richiesta di salute è cambiata e con essa il rapporto con il medico. La prestazione sanitaria non si esaurisce nel compimento di atti medici, ma necessita di ulteriori prestazioni di tipo comunicativo, che si ripercuotono in maniera significativa sulla risposta terapeutica. E' dimostrato che, oltre il 34% delle terapie o non vengono eseguite o vengono effettuate in modo scorretto. Tutto questo non solo complica il risultato medico, ma aumenta in maniera significativa i costi delle cure, diminuendone il beneficio.

Il medico moderno: deve sapere, deve sapere fare, deve sapere far sapere.
 
La presenza dei social network, ha cambiato completamente la modalità di esprimere il consenso. Se visitiamo i molti siti che ci riguardano, si potrà notare come difficilmente troviamo lamentele specifiche inerenti terapie o atti medici, ma quasi tutte interessano la relazione personale, tra il paziente e tutti gli operatori del centro A nostro avviso i centri di P.m.a., ma non solo loro, necessitano di personale istruito da un punto  di vista comunicativo,  perché capiscano che la comunicazione è la base sulla quale poggia tutta la organizzazione di una azienda, qualunque sia il suo interesse ed il suo fatturato. a comunicazione non si improvvisa, è un valore nel quale tutti si devono identificare.

Per cercare di ovviare alla mancata esecuzione delle terapie domiciliari, si può utilizzare la "Carta della trasparenza comunicativa"  che di fatto continua in maniera interattiva il rapporto medico paziente.  la carta diviene importante perché la Pz ha la possibilità di riferire al medico per esempio, di eventuali reazioni, o di effetti collaterali marcati, in qualsiasi momento, il terapeuta avrà così la possibilità eventualmente di correggere la cura, con miglioramento della efficacia terapeutica, e grande soddisfazione della paziente. La carta dei servizi presenta altre peculiarità,che consentono di rispondere  all'impegno di sincerità, chiarezza, e verità. Equipe medica, tecnologia e pazienti sono tre protagonisti che devono allearsi, avendo come obiettivo la salute ed il benessere del paziente. Questo per non dimenticare che l'orientamento di senso della nostra professione è dato dal paziente, dinamica questa che fa della medicina la scienza più umanistica che ci sia.  L'arguzia delle pazienti, spesso è più efficace di qualsiasi esposizione, volete un esempio? Tutto questo che argomento che abbiamo cercato di sviluppare in maniera chiara ed esaustiva, probabilmente non è più efficace di un avvertimento che mi fece una paziente abruzzese prima di un intervento: "Dottò,  mi raccomando, tu ci mette la scienza e lu sapè, ma la salute e della me."

martedì 21 giugno 2011


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