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Mutazione del gene MTHFR e gravidanza a rischio

letto 53417 volte | autore: Sebastiana Pappalardo, biologa (vai al curriculum)

         

La gravidanza spesso può essere messa a rischio da alcuni difetti genetici coinvolti nel meccanismo della coagulazione del sangue.

La coagulazione e' un complesso processo che per funzionare prevede una successione di eventi prodotti dall’attività a catena di molti fattori (specifiche proteine). Le cosiddette trombofilie ereditarie (predisposizione genetica alla trombosi, cioè la tendenza del sangue a coagularsi più rapidamente) sono un gruppo di patologie dovute a difetti a carico dei geni che portano l’informazione per tali fattori.

Le forme varianti di questi geni coinvolti nella suscettibilità alla trombosi presentano una elevata frequenza nella popolazione . Queste mutazioni possono essere presenti in forma omozigote(entrambi i geni mutati) o eterozigote(un solo gene mutato). Nella popolazione europea tale mutazione è presente in forma eterozigote intorno al 40- 46 % ed in forma omozigote  nel 12-13 %

Tra queste in particolare uno dei fattori della coagulazione,denominato MTHFR, può presentare due tipi di mutazioni la MTHFR A1298C e la MTHFR C677T.

La condizione genetica di eterozigosi o omozigosi per uno o più di questi geni predispone all'aborto spontaneo. Infatti molte donne vengono a conoscenza di avere tali mutazioni solo dopo un’ accurata indagine genetica che spesso viene richiesta dal ginecologo solo in seguito a ripetuti e inspiegati aborti o di fronte ad una infertilità inspiegata.

Ma qual è il ruolo di questo gene in gravidanza?

Le mutazioni dell’MTHFR possono causare un aumento dell’omocisteina ematica che, in determinate circostanze, può avere un’azione tossica sulla parete dei vasi sanguigni portando alla formazione di trombi. Si ha inoltre la riduzione dell’attività di questo fattore che provoca l’alterazione del metabolismo dei folati (vitamine del gruppo B) con conseguente aumento nel circolo sanguigno dell’omocisteina. (iperomocisteinemia) e diminuzione dell’acido folico.

Esse sono anche associate ad un rischio aumentato di difetti del tubo neurale nel feto in formazione in quelle donne che prima o durante la gravidanza non hanno assunto un buon quantitativo di vitamine, in particolare di acido folico (Vitamina B9).
L’aumento di omocisteina nel sangue è inoltre causa della cosiddetta “preeclampsia”, una malattia della placenta caratterizzata dalla presenza di edemi, proteine nelle urine e pressione alta, nonché di aborti ricorrenti.

E’ importante conoscere lo stato dei geni per la trombofilia prima di iniziare una gravidanza.

E’ un’indagine molto semplice: con un prelievo di sangue è possibile determinare con analisi di genetica molecolare la presenza o assenza di mutazioni non solo dell’MTHFR, ma anche di altri fattori della coagulazione ad esso correlati quali il fattore V e il fattore II. La presenza contemporanea di più mutazioni a danno del gruppo dei geni per la trombofilia aumenta il rischio .

E’ necessario ed importante studiare con analisi molecolari le varianti di questi geni in particolare nel caso in cui :
- ci siano stati precedenti episodi di trombosi ,
- si inizia ad assumere contraccettivi orali,
- si sono avuto più aborti
- in presenza di una precedente gravidanza con difetto del tubo neurale (DTN) nel feto.
Nel caso in cui, una donna presentasse la mutazione dell’MTHFR associata ad un aumento dell’omocisteina ematica, deve assumere acido folico che, in genere, riporta il livelli di omocisteina ai valori fisiologici.
L'acido folico si trova in uova, verdure a foglia verde come spinaci e broccoli, arance e legumi come piselli e fagioli secchi oppure può essere assunto con gli integratori vitaminici.

lunedģ 30 gennaio 2012


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