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Ormone anti mulleriano (AMH) e Fecondazione Assistita

letto 11204 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Cosa emerge nei forum frequentati come quello di "CERCO UN BIMBO"

Sempre più  cresce nei pazienti infertili la consapevolezza di poter usare strumenti avanzati come l’AMH ( o Ormone antimulleriano)  per  valutare la situazione ovarica ( detta anche Riserva Ovarica). Questi nuovi mezzi servono spesso a  decidere se una donna possa sottoporsi a Fecondazione assistita con un margine accettabile di successo e quale probabilità avrebbe di rispondere adeguatamente alla stimolazione ovarica.  Inoltre l’AMH può essere usato per decidere in pratica   il tipo di protocollo farmacologico da usare per far crescere un numero sufficiente ma non eccessivo di follicoli maturi da aspirare.

Ad esempio in un Forum del portale CERCO UN BIMBO si legge:
“sono appena uscita dal dottore, mi ha chiesto di ripetere i dosaggi ormonali al 3^giorno del ciclo includendo anche l' AMH (ormone anti mulleriano). Qualcuna di voi lo ha mai fatto?
Poi in base a questi valori, deciderà se é il caso di ritentare o meno. Io ci sono rimasta malissimo anche perché pensavo che la prima volta la risposta potesse dipendere anche dal tipo di protocollo seguito. Lui mi é sembrato abbastanza catastrofico e io adesso sono un po' confusa anche perché questo esame dell'AMH non lo fanno in molti posti.”

Emerge qui tutta l’incertezza della paziente, che ha già fatto un tentativo di Fecondazione assistita, di capire l’utilità di questo esame. In effetti dopo una stimolazione si è già vista la risposta ovarica e il dosaggio dell’AMH dovrebbe più che altro confermare il risultato avuto. Inoltre c’è la difficoltà di fare questo esame in quanto ancora pochi laboratori lo eseguono. E’ bene precisare che l’AMH dovrebbe servire anzitutto al medico per  prevedere il tipo di risposta follicolare alla stimolazione prima che questa venga iniziata . Il risultato dell’AMH e soprattutto la sua interpretazione vanno poi usati con intelligenza e riferiti caso per caso alle situazioni specifiche. Un centro di Fecondazione assistita dovrebbe avere cioè una sua esperienza di relazione  tra i protocolli di stimolazione che usa ed i risultati degli AMH delle sue pazienti precedentemente stimolate. Infatti la stessa paziente può essere stimolata in tanti modi pur avendo lo stesso valore di AMH. Con stimolazioni di intensità variabile potrebbe perciò  rispondere in modo diverso, non perché varia l’AMH ma perchè cambia il protocollo stesso di stimolazione.

Dello stesso tono, infatti, c’è l’osservazione di un’altra donna sempre su CERCO UN BIMBO : “faccio questa domanda a voi: dopo 3 tentativi ADESSO mi fanno misurare l'AMH
Ha un senso secondo voi?
La mia risposta ovarica alle stimolazioni è scritta, nero su bianco, nei risultati dei vari tentativi..che senso ha farlo ora?
Qui il costo poi è di 75 euro..quindi capirete bene che ci penso un attimino..capisco che di fronte ad altre spese è minima..però 75 euro qui, 75 euro lì..i costi aumentano..."

Certamente i pazienti devono fare i conti con la loro disponibilità economica specialmente oggi ed un medico perciò dovrebbe aiutarli anche in queste decisioni. Non dimentichiamo infatti che accanto all’AMH o ai dosaggi ormonali più tradizionali c’è la Conta dei Follicoli Antrali (AFC) che ha una sensibilità pari se non superiore all’AMH. Essa può essere eseguita ecograficamente dal ginecologo che abbia esperienza specie se dispone di un apparecchio tridimensionale

lunedì 13 febbraio 2012


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