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Un figlio dopo i 35 anni: quali sono i rischi?

letto 73846 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

La fertilità femminile declina con l’avanzare dell’età a causa dell’ovulazione meno frequente o di problemi come l'endometriosi. Questo declino inizia in genere a trent'anni, ed è normale che più passa il tempo, più la donna farà fatica a restare incinta. Ma c'è qualche bella novità…

A partire dalla fine degli anni '70, le percentuali di gravidanza delle trentenni e quarantenni sono aumentate in modo significativo. Secondo il National Center for Health Statistics statunitense, tra il 1978 e il 2000 le nascite da donne di età compresa tra 35 e 44 anni sono più raddoppiate. Tuttavia, ancora oggi mettere al mondo un figlio dopo i 35 è un'operazione discretamente rischiosa, e le donne ne devono essere informate per poter effettuare una scelta consapevole di gravidanza.

I dati della American Society for Reproductive Medicine confermano che un terzo delle donne di età compresa tra 35 e 39 anni e due terzi delle donne con più di quarant'anni presentano in effetti problemi di fertilità, ma una volta che hanno concepito, le donne sane nella fascia 35-40 anni hanno in genere gravidanze sane. Le donne incinte di 35 o più anni affrontano rischi speciali, ma molti di questi pericoli possono essere affrontati efficacemente con un'adeguata attenzione medica prenatale.

I rischi
Il rischio di avere un bambino con disturbi cromosomici aumenta con l'aumentare dell'età della donna. Il più comune di questi disturbi è la sindrome di Down, una combinazione di ritardo mentale e di anomalie fisiche provocata dalla presenza di un cromosoma aggiuntivo. A 25 anni, la donna ha 1 probabilità su 1250 di avere un bambino con sindrome di Down, a 30 anni ne ha 1 su 1000, a 35 anni 1 su 400, a 40 anni 1 su 100 e a 45 anni 1 su 30. Una delle principali ragioni di l'ansia in gravidanza dopo i 35 anni è rappresentata proprio dall'aumentato rischio di anomalie cromosomiche. I difetti cromosomici legati all'età della madre compaiono in circa 1 su 200 gravidanze per donne con più di 35 anni ma per le donne che al momento in cui si è instaurata la gravidanza hanno compiuto 40 anni, questo rischio aumenta raggiungendo l'1-2%.

I problemi cromosomici legati all'età si producono tipicamente nel momento della meiosi, quando cioè la cellula uovo elimina metà dei suoi 46 cromosomi per fare spazio al materiale genetico maschile. I piccoli filamenti che separano i cromosomi quando la cellula si divide normalmente diventano difettosi quando l'ovocita invecchia , e questo  può condurre a un numero finale anomalo di cromosomi nell'ovocita stesso  - una condizione nota con il nome di aneuploidia. Questa condizione è presente in circa il 33% degli ovuli a 35 ann e nel 50% a 40 anni.

Negli Stati Uniti, l'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) raccomanda alle donne incinte con più di 35 anni di sottoporsi a un test prenatale per diagnosticare o escludere la sindrome di Down e altre anomalie cromosomiche. Negli Stati Uniti, circa il 95% delle donne che si sottopongono allo screening prenatale e che hanno un risultato sfavorevole rifiuta di portare a termine la gravidanza, ma se il test esclude i difetti cromosomici ricercati e la madre è sana, il bambino non corre in genere più rischi di difetti alla nascita che se la madre avesse vent'anni.

I difetti non-cromosomici
Con il passare degli anni aumentano anche i rischi di difetti alla nascita di natura non cromosomica e di complicazioni della gravidanza come il diabete gestazionale, la pre-eclampsia e il ritardo della crescita intrauterina, anche se i dati che confermano questa supposizione non sono definitivi. 

35 o più: come ridurre i rischi
Grazie alla ricerca in questo campo, oggi la maggior parte delle donne di 30 o 40 anni che pianifica una gravidanza può aspettarsi di non incontrare complicazioni gravi e di avere un figlio sano. Tuttavia, in questa fascia di età le donne dovrebbero seguire alcune linee guida di base:

  • pianificare la gravidanza significa consultare il medico prima di iniziare i tentativi di concepimento. Insieme al medico verrà rivista l'intera storia clinica della donna e verranno controllate le sue condizioni, i farmaci che assume e lo stato della sua immunizzazione
  • assumere acido folico ogni giorno prima del concepimento e durante il primo mese di gravidanza per migliorare la prevenzione di difetti nella formazione del tubo neurale
  • farsi assistere regolarmente dal medico lungo tutto l'arco della gravidanza
  • mangiare in modo sano e variato, mangiare alimenti ricchi di acido folico come i cereali arricchiti, le verdure a foglia verde, le arance e la spremuta di arancia, le arachidi
  • iniziare la gravidanza quando si è a un peso ideale
  • smettere di fumare e di bere alcolici prima di iniziare i tentativi di concepimento ed evitare queste abitudini per tutta la gravidanza
  • non assumere sostanze stupefacenti o farmaci da banco o preparazioni a base di erbe se non specificamente raccomandati dal medico curante che è al corrente della gravidanza

venerdì 7 marzo 2008


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