La pillola è il più efficace metodo contraccettivo e agisce bloccando l’ovulazione. Per questo i medici sono sempre stati sospettosi sui suoi effetti riguardo alla possibilità di future gravidanze, ma fino a oggi le conclusioni di ricerche e studi erano contraddittorie. Alcune donne sperimentavano una riduzione della fertilità per qualche mese dopo aver sospeso la pillola, specialmente le ultratrentenni che avevano usato questo metodo contraccettivo per molto tempo; altre invece restavano incinte più facilmente di prima. A spazzare via ogni dubbio arrivano oggi (Human Reproduction, ottobre 2002) i confortanti risultati di uno studio ad ampio raggio condotto dall’équipe britannica della dottoressa Alexandra Farrow. Il 75% delle donne incinte in meno di 6 mesi
Lo studio di Farrow conclude che la pillola ha un’azione benefica sulla fertilità femminile. L’indagine è stata condotta su 8.497 coppie scelte a caso. Le donne incinte sono state interrogate riguardo alle loro passate abitudini contraccettive, e l’analisi dei dati raccolti ha tenuto conto di ogni genere di parametri che avrebbero potuto modificare i risultati come l’età, il peso, l’altezza, il tabagismo, il consumo di alcoolici e il livello di studi. In totale il 75% delle coppie è riuscito ad avere un figlio in meno di 6 mesi dalla sospensione della pillola, il 14% in un periodo compreso tra 6 e 12 mesi, e il 12% in circa un anno. Questi risultati sembrano del tutto normali, cioè corrispondono ai tempi medi delle coppie che non sono affette da problemi di infertilità. Tuttavia, le donne che avevano preso la pillola per più di 5 anni rimanevano incinte più rapidamente di quelle che non l’avevano mai presa, o l’avevano presa per periodi più brevi: il 75% delle donne del primo gruppo era riuscito a ottenere una gravidanza in meno di 6 mesi, contro il 70.5% delle donne che non avevano mai preso la pillola.
Pillola e fertilità
Come si spiegano questi risultati? L’ipotesi che le donne che prendono la pillola siano naturalmente più fertili delle altre viene scartata direttamente dagli autori dello studio, che invece sostengono la possibilità che la pillola ottimizzi le capacità riproduttive contribuendo a mantenere intatte le riserve di ferro dell’organismo. Le donne che prendono la pillola hanno infatti cicli mestruali meno abbondanti, fenomeno che evita la perdita eccessiva di questo prezioso minerale. La seconda supposizione è che la pillola potrebbe diminuire il rischio di endometriosi, una malattia che si caratterizza per la presenza anomala di tessuto uterino all’interno degli organi pelvici e talvolta della cavità addominale. Questa patologia altera le capacità di riproduzione, e la disseminazione di tessuto uterino all’esterno dell’utero sembra essere favorita dalle mestruazioni perché il sangue tende a risalire all’interno del corpo (mestruazioni retrogade)
Una conclusione incoraggiante
Qualunque ne siano le ragioni, i risultati dello studio possono solo riconfortare le donne che desiderano avere un figlio dopo aver preso la pillola per anni. In effetti numerosi altri studi hanno provato che i bambini nati da donne che avevano preso la pillola non erano per nulla diversi da tutti gli altri, e neppure lo svolgimento della gravidanza sembra essere mai stato influenzato dall’assunzione precedente di questo contraccettivo.