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La curva della temperatura basale

letto 96237 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

La curva della temperatura, che deve essere compilata per almeno due cicli mestruali, consente di evidenziare una variazione termica che testimonia l'esistenza dell'ovulazione. Tuttavia si tratta di un test un p'ò in disuso perché presenta diversi.

Nel corso del ciclo si verifica un cambiamento della temperatura corporea , un aumento che interviene in genere al 14° giorno del ciclo,  seguita da un plateau termico postovulatorio cioè un mantenimento di questo aumento nel corso dei giorni successivi, indice del funzionamento del corpo luteo dell'ovaio dopo l'ovulazione. Il corpo luteo, trasformazione del follicolo nel quale si è sviluppato l'ovocita, è responsabile della secrezione di progesterone, l'ormone della seconda parte del ciclo. La curva di temperatura permette anche di determinare la data di realizzazione di un post-coital test o di un dosaggio di progesterone.

L'ovulazione rappresenta il periodo del ciclo durante il quale una donna è fertile. Saperlo riconoscere può essere utile sia quando esiste il desiderio di una gravidanza, sia quando la donna sceglie un metodo naturale di contraccezione. Conoscere la propria data di ovulazione consentirà alla donna di ottimizzare le probabilità di avere un rapporto fecondante o al contrario di instaurare un periodo di astinenza se non desidera ricorrere ad altri mezzi contraccettivi. L'ovulazione corrisponde alla liberazione di un ovocita o ovulo da parte dell'ovaio. L'ovocita si sposterà nella tuba  dove potrà eventualmente essere fecondato da uno spermatozoo.  Poi, come embrione allo stadio di blastocisti,  arriverà nella cavità uterinadove si impianterà. In caso contrario l'ovocita non fecondato o l'embrione che non si impianta per varie ragioni è semplicemente eliminato con le mestruazioni. Questo fenomeno si produce a ogni ciclo mestruale.

Come riconoscere l'ovulazione
Il momento dell'ovulazione può essere determinato con alcuni semplici calcoli a patto che i cicli siano sempre regolari:

- è noto infatti che il corpo luteo ( ciò che resta del follicolo dopo l'ovulazione) ha una durata  fissa di 14 giorni. Perciò l'ovulazione si produce quattordici giorni prima dell'inizio delle mestruazioni successive. Se una donna ha dei cicli regolari può quindi determinare con precisione la data della sua ovulazione;
- per esempio, se i cicli sono di 30 giorni, l'ovulazione si produce il 16° giorno dopo l'inizio delle mestruazioni (30 - 14=16), se la donna ha dei cicli di 25 giorni, l'ovulazione si produce l'11° giorno (25-14=16);
- non tutte le donne hanno dei cicli precisi di 28 giorni, e la regola che consiste nel fissare la data
  dell'ovulazione il 14° giorno è perciò spesso inesatta;
- infatti, non tutti i cicli mestruali sono sempre molto regolari. La data di ovulazione si dovrà calcolare quindi tenendo corto del ciclo più breve e di quello più lungo. Come con gli esempi fatti prima la donna potrà valutare il periodo dell'ovulazione tra il 12° e il 15° giorno se il suo ciclo  più breve è di 26 giorni e quello più lungo di  29 giorni

I segni clinici che accompagnano l'ovulazione
In alcune donne l'ovulazione viene "percepita" perché si accompagna a dolori spesso localizzati sul lato della pelvi o bacino in cui si produce l'ovulazione, a tensioni a livello dei seni o a un piccolo acquisto di peso per ritenzione idrosodica. Questi segni, in rapporto con la secrezione di estrogeni, durano dalle 24 alle 48 ore. Soprattutto si può riconoscere l'ovulazione anche grazie alle modifiche che avvengono nel muco del collo dell'utero: le secrezioni diventano infatti abbondanti, chiare e filanti, segno di permeabilità agli spermatozoi. La donna stessa può ricercare questi segni da sé. I segni del muco cervicale in realtà  precedono l'ovulazione (di circa due giorni) ma la loro presenza non vuol dire che l'ovulazione sia sicuramente avvenuta

Come si interpreta la curva della temperatura
Dopo l'ovulazione, la secrezione di progesterone da parte del corpo luteo (ciò che rimane del follicolo che ha espulso l'ovocita) induce un piccolo innalzamento della temperatura corporea. Questa variazione termica è discreta( qualche decimo di grado) e resta costante fino a quando vive il corpo luteo, cioè 14 giorni . Questa variazione stabile della temperatura corporea  corrisponde a ciò che si chiama plateau termico. Poiché la variazione si produce il giorno successivo all'ovulazione, il giorno dell'ovulazione è determinato retrospettivamente dal punto più basso della curva prima dell'innalzamento  termico.

Quando iniziano le mestruazioni, la temperatura si normalizza. In caso di gravidanza, invece, il corpo luteo non scompare, le mestruazioni non iniziano e il plateau termico continua oltre i 16 giorni. Nel caso in cui non si produce l'ovulazione logicamente , non si produrrà la tipica variazione termica. Secondo lo stesso principio, se il corpo luteo che si è formato è di qualità inadeguata e non secerne quantità sufficienti di progesterone, il plateau termico diminuirà progressivamente prima del 14° giorno. L'analisi della curva della temperatura rappresenta perciò un mezzo  utile per sapere se l'ovulazione è corretta e per esplorare eventuali disturbi dell'ovulazione o della fertilità. La tecnica richiede rigore (e per questo è un po' fastidiosa): la temperatura deve essere misurata tutte le mattine appena alzate, con lo stesso termometro e con lo stesso metodo (orale, rettale o vaginale), e deve essere riportata sul grafico adeguatamente. Bisogna inoltre annotare tutti gli eventi che possono modificare la temperatura, come il raffreddore, l'assunzione di un farmaco, una notte insonne, ecc.

Lo schema di una curva della temperatura basale è facile da leggere. Si tratta innanzitutto di una curva bifasica: la prima fase della curva corrisponde ai primi 12 o 14 giorni del ciclo, ed è caratterizzata dall'ipotermia (temperatura bassa), con temperatura inferiore ai 37°C. Questa è la fase follicolare del ciclo. Successivamente a questa fase la temperatura raggiunge un picco negativo (il nadir) che è il punto più basso della curva di temperatura e indica il periodo di ovulazione. La seconda fase della curva corrisponde ai 12 o 14 giorni successivi, ed è caratterizzata da una ipertermia, cioè da un innalzamento della temperatura, che è ora superiore a 37°C. E' la fase luteale, che ha inizio dopo l'ovulazione. L'ovulazione ha luogo il giorno del nadir, cioè quello in cui la temperatura è la più bassa di tutta la curva, tuttavia diverse ricerche hanno mostrato che l'ovulazione può aver luogo anche in un periodo prossimo di 5 giorni rispetto al nadir.

Incinta o no?
Se la curva della temperatura ridiscende verso la fase ipotermica verso il 27° o 28° giorno, la donna non è incinta; se la donna è incinta, la curva resterà sul plateau ipertermico per due mesi. Si osservi inoltre che l'aumento della temperatura tra la fase follicolare e la fase luteale è compresa tra 0.3 e 0.5°C e che il passaggio dalla fase ipotermica a quella ipertermica può essere osservato su un periodo di 24 ore ma che questa transizione può anche essere più lunga e proseguire per due o tre giorni, senza alcuna conseguenza sull'ovulazione o sulla qualità dell'ovulazione.
 
Quando la curva non è interpretabile
Le situazioni avverse alla corretta lettura della curva della temperatura basale sono relative alle donne che lavorano di notte, in caso di febbre e di assunzione di progesterone.

I limiti della curva della temperatura basale
In termini di contraccezione, la situazione ideale è quella in cui si conosce e si può prevedere l'ovulazione prima che essa abbia luogo, così conoscendo la durata di vita degli spermatozoi (3 giorni) e quella degli ovuli (1-2 giorni), sarebbe sufficiente astenersi dai rapporti sessuali nei 3 giorni precedenti e nel giorno successivo all'ovulazione. Purtroppo la curva ci mostra il giorno dell'ovulazione solo quando l'ovulazione ha avuto effettivamente luogo. Per risolvere il problema si possono registrare più curve per più mesi per concludere con un ragionevole margine di certezza che l'ovulazione ha tipicamente luogo il giorno x. Ci si astiene perciò dai rapporti 3 giorni prima e 2 giorni dopo la data di ovulazione presunta, o meglio ancora, per aumentare il margine di sicurezza, nei 5 giorni precedenti e successivi. Il problema è che purtroppo, per ragioni indeterminate, l'ovulazione può aver luogo molto prima o molto dopo la data presunta, e la gravidanza può allora diventare certa… Inoltre gli spermatozoi possono essere più vitali di 3 giorni. Senza dubbio il periodo più sicuro al fine di evitare una gravidanza indesiderata corrisponde  alla fase luteale.

martedì 11 marzo 2008


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