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Come prevenire l'infertilità femminile

letto 7364 volte | autore: Sebastiana Pappalardo, biologa (vai al curriculum)
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Prevenire i disturbi della riproduzione sarebbe la strategia ideale. Questo spesso si può attuare con una maggior attenzione diretta nei confronti di noi stessi. Mentre però sulle cause conosciute si può influire tempestivamente mettendo in pratica alcune regole semplici, su quelle ignote, che sono molte, non è così semplice; soprattutto nell’uomo tanti fattori possono agire in modo silente e, pertanto, indisturbati. L’abitudine a controlli periodici del liquido seminale (uno ogni tre anni) potrebbero essere un’efficace misura di prevenzione. È necessario anche d'altra parte prestare attenzione all’età della donna; non bisogna ritardare troppo l’epoca per concepire un figlio perché anche le terapie migliori possono, con l’età avanzata, avere scarso successo.

Cosa può fare una donna per se stessa

  • evitare di contrarre infezioni all’apparato genitale con adeguate misure di igiene personale (es. non usare assorbenti interni), curarle subito con terapie antibiotiche ai primi sintomi, i quali a volte sono lievi e subdoli (dolori ad una o entrambe le ovaie, accompagnati da febbricola). Non trascurare le vaginiti. Non stressarsi eccessivamente recuperando le forze con un adeguato riposo.
  • controllare i propri cicli mestruali valutandone le variazioni : cicli corti (periodi tra un flusso mestruale e l’altro minori di 24 giorni) o lunghi (periodi maggiori di 35 giorni) possono voler dire mancanza di ovulazione; In genere l’infertilità di questo tipo si cura facilmente, ma lo stress e l’affaticamento possono causare ed aggravare i disturbi del ciclo. Anche impegni sportivi competitivi possono influire negativamente come pure variazioni eccessive di peso dovute a disordini alimentari (anoressia, bulimia).
  • evitare il fumo di sigaretta, l’inquinamento atmosferico, radiazioni ionizzanti (vicinanza eccessiva a fonti di raggi X). È opportuno perciò smettere di fumare o almeno ridurre questa abitudine.
  • cercare di avere un figlio prima dei 35 anni, età dopo la quale il calo della fertilità nella donna è sensibile. In particolare è opportuno che la diagnosi e la maggior parte delle terapie idonee vengano svolte entro due o tre anni al massimo da quando ci si accorge di avere un problema.

venerdì 7 marzo 2008


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