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Gli induttori dell'ovulazione

letto 29905 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Che cosa sono gli induttori dell'ovulazione, e quali sono i loro effetti? La risposta alle domande più comuni per aumentare le probabilità di gravidanza in tutta sicurezza.

Quando una coppia non riesce ad avere un bambino dopo almeno un anno di tentativi infruttuosi, dopo aver accertato la normalità della cavità uterina, delle tube e dello sperma, il medico controllerà che vi sia ovulazione, e verificherà tutti i fattori che possono perturbare il ciclo: rapporto peso/altezza, segni di squilibrio ormonale (perdite dai capezzoli, eccesso di ormoni maschili, disturbi tiroidei… La diagnosi sarà confermata da una curva della temperatura, dai dosaggi ormonali e da una ecografia. Può essere utile anche verificare che non siano presenti ostacoli nelle vie genitali femminili, e che la produzione di spermatozoi nell'uomo sia normale. Se viene confermata la presenza di un disturbo dell'ovulazione (assenza di ovulazione, disovulazione, cioè ovulazione infrequente, ovaio policistico), si rende necessaria la prescrizione degli induttori di ovulazione, una tecnica proposta anche nel caso di inseminazione intrauterina o in vista di una fecondazione in vitro.

In genere l'ovulazione ha luogo a metà del ciclo, verso il 14° giorno. Nelle ovaie matura lentamente un ovocita sotto l'azione congiunta di due ormoni: l'ormone luteinizzante (LH) e l'ormone follicolostimolante (FSH), entrambi prodotti dal cervello all'interno della ghiandola ipofisi. Quando l'ovocita è maturo invia un segnale al cervello, a una zona chiamata ipotalamo. A sua volta, questa ghiandola stimola l'ipofisi a rilasciare per breve tempo e molto intensamente gli ormoni LH e FSH. Gli induttori dell'ovulazione sono molecole che stimolano una parte di questa catena, sia stimolando la produzione degli ormoni, sia svolgendone il ruolo.

Per stimolare l'ovulazione è possibile ricorrere al clomifene citrato o alle menotropine, da somministrare all'inizio del ciclo mestruale. L'effetto secondario indesiderabile indotto da questi trattamenti è la possibile alterazione del muco cervicale, che comporta l'assunzione complementare di estrogeni o l'aggiunta di gonadotropine. Queste ultime sono costituite da FSH (ormone follicolostimolante) ricombinante, cioè ottenuto per via genetica, o da una miscela di FSH e di LH (ormone luteizzante), gli ormoni secreti dall'ipofisi per stimolare le ovaie. Le gonadotropine vengono assunte per 6-12 giorni, nella prima parte del ciclo, e il loro impiego richiede la sorveglianza ecografica costante dei follicoli ovarici associata eventualmente a dosaggi ormonali, per evitare la stimolazione multifollicolare che comporta il rischio di gravidanze multiple. Quando l'anomalia responsabile dei disturbi dell'ovulazione è situata a livello dell'ipotalamo, è possibile utilizzare un iniettore di GnRH (ormone rilasciante gonadotropina, stimola l'ipofisi) che si porta in vita per qualche settimana e che è programmato per rilasciare dosi pulsatili di GnRH riproducendo così cicli quasi fisiologici.

Il clomifene citrato, un antiestrogeno, "sblocca" la produzione dell'ormone follicolostimolante (FSH), che così stimolerà l'ipotalamo consentendo la maturazione di un ovocita e l'innesco del picco ormonale, quindi dell'ovulazione. Se il clomifene citrato non produce risultati o se è controindicato, il medico propone l'impiego di farmaci a base di altri ormoni, le gonadotropine (equivalenti dell'LH e dell'FSH). Attualmente esistono anche altri farmaci, agonisti e antagonisti della GnRH (ormone rilasciante gonadotropina), GnRH pulsatile…, che sono riservati a impieghi molto specifici.

Gli effetti secondari
Il clomifene citrato può provocare disturbi della visione, vampate di calore, mal di testa e disturbi digestivi. Il mestruo può essere più abbondante e può verificarsi una piccola perdita ematica tra due mestruazioni. Il trattamento può favorire il nervosismo e l'insonnia. Le gonadotropine possono indurre una stimolazione eccessiva delle ovaie (iperstimolazione ovarica) che può provocare dolori addominali, nausea o acquisto di peso. Tutto ciò può essere evitato con una semplice sorveglianza medica.

Il momento più importante: l'ovulazione
In linea di massima, due o tre rapporti sessuali alla settimana sono teoricamente sufficienti per sperare in una fecondazione. Gli spermatozoi possono sopravvivere tre giorni nelle vie genitali femminili, mentre l'ovulo non sopravvive per più di una decina di ore. Può quindi essere utile sapere esattamente quando avviene l'ovulazione, che si produce in genere dopo il picco ormonale o l'iniezione di induttori di ovulazione. Durante il trattamento, il medico richiederà alla paziente di aggiornare una curva della temperatura basale: un'innalzamento di un grado durante il ciclo indica che si è prodotta l'ovulazione. Anche i test di ovulazione aiutano a scoprire la liberazione dell'ovulo. Il cambiamento di temperatura che indica l'ovulazione avviene circa 48 ore dopo che l'ovulazione è iniziata. Bisogna dunque che i rapporti sessuali avvengano prima del cambiamento della temperatura. I test ormonali sono utili per determinare il picco ormonale che precede l'ovulazione di uno o due giorni.

Come migliorare le probabilità di riuscita della stimolazione ovarica
Il primo modo per aumentare le probabilità di riuscita consiste nell'avere rapporti sessuali regolari. Due o tre volte alla settimana è una buona media. Le fumatrici abbandonino definitivamente la sigaretta: il tabacco è nocivo per la funzionalità ovarica e in generale per la fertilità, ma attenzione, questa regola vale anche per gli uomini!. Anche l'eccesso di peso è un grande nemico della fertilità e può aumentare il rischio di complicanze durante la stimolazione ovarica, proprio come una magrezza eccessiva può nuocere alla procreazione. Il medico potrà quindi chiedere alle pazienti che ne hanno bisogno di perdere o acquistare qualche chilo prima di iniziare i trattamenti. In ogni caso, rilassatevi e siate serene: donna stressata, baby ritardato.

martedì 11 marzo 2008


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