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Come valutare i risultati della Fecondazione in Vitro (FIV) con ICSI

letto 21129 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

Come si valutano i risultati della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Per una coppia, ma anche per l'équipe medica, il solo risultato che conta veramente è ottenere un bambino in buona salute. Tuttavia, non è sufficiente fornire i risultati di un'attività di fecondazione assistita solo in termini di bambini nati...

Capire e interpretare i risultati della fecondazione medicalmente assistita
In effetti, i risultati globali non sono altro che medie statistiche che possono essere molto lontane dalle probabilità individuali, ogni nascita è il risultato di un'intera catena di eventi che rappresentano altrettanti ostacoli da superare, ogni tappa presenta le sue difficoltà, e le coppie non sono tutte uguali. Perciò, per ogni metodo di fecondazione assistita si dovranno valutare i risultati delle diverse tappe, i risultati globali, i fattori di successo che regolano le probabilità individuali, e infine i rischi a breve e lungo termine.

FIV (Fecondazione in vitro) con microiniezione (ICSI)
L'ICSI è indicata quasi esclusivamente alle infertilità maschili: l'iniezione di un solo spermatozoo nell'ovulo consente di ottenere una fecondazione anche nel caso di insufficienza spermatica estrema. I casi di infertilità femminile trattabili con l'ICSI sono eccezionali, e si tratta sempre di anomalie dell'ovulo che impediscono la penetrazione dello spermatozoo. L'impiego sistematico dell'ICSI in luogo della FIV classica non migliora le probabilità di ottenere una gravidanza.

I fallimenti della fecondazione erano numerosi prima della comparsa della ICSI. La situazione è molto migliorata e oggi la FIV classica non è più impiegata nei casi di insufficienza spermatica importante. I fallimenti della fecondazione con ICSI sono rari, circa il 6%, e si tratta essenzialmente di fallimenti di origine femminile, dovuti all'età della donna e alla raccolta di un esiguo numero di ovociti maturi. I risultati della ICSI sono migliori di quelli della FIV classica, ma ciò non significa che la ICSI è una tecnica migliore. In effetti, la differenza non è dovuta alla tecnica in sé, ma piuttosto al fatto che i casi trattati non sono identici. Ricorrere alla ICSI per le coppie che arrivano dalla FIV classica non migliora i loro risultati, come mostrano numerosi studi controllati. I risultati globali corrispondono a medie statistiche, e hanno valore per l'insieme della popolazione trattata. A livello di coppia, le probabilità di successo dipendono principalmente da tre fattori: l'indicazione, il numero di embrioni trasferiti, l'età della donna.

L'inseminazione artificiale
L'inseminazione artificiale consiste nell'introdurre gli spermatozoi nell'apparato genitale femminile, sia a livello di collo dell'utero, sia al di là, nella cavità uterina o nelle tube, cioè nella cavità peritoneale. Nell'inseminazione intracervicale lo sperma viene semplicemente deposto nel muco con una cannula, prolungando il contatto e proteggendo gli spermatozoi dall'acidità vaginale. L'inseminazione deve avvenire appena prima dell'ovulazione: quando i cicli sono regolari, il momento propizio può essere determinato con un'approssimazione sufficiente dalla curva di temperatura e dal controllo del muco. Questo momento rappresenta il nadir, cioè il giorno del punto più basso della curva che precede l'aumento della temperatura. Il muco è abbondante, limpido e filante. Se invece il ciclo è irregolare è necessario ricorrere al controllo ecografico e ai dosaggi ormonali, e spesso anche alla stimolazione dell'ovulazione. In questo caso, il momento propizio si presenta 36 ore dopo l'inizio dell'ovulazione.

L'inseminazione intracervicale è indicata quando il post-coital test (test di Hühner) è negativo mentre il test di penetrazione del muco in vitro è positivo. Questa eventualità può avere più cause: disturbi dell'eiaculazione, eiaculazione retrograda, basso volume dell'eiaculato, qualità insufficiente dello sperma. Le statistiche riguardanti l'inseminazione cervicale sono datate perché dal 1985 questo metodo è stato tendenzialmente abbandonato a favore della IUI, l'inseminazione intrauterina, che garantisce risultati migliori. Tuttavia, questa tecnica può essere molto efficace quando miri semplicemente a correggere un difetto nell'incontro tra ovulo e spermatozoo in presenza di muco, sperma e ovulazione normali. Le percentuali di gravidanza sono dell'ordine del 15-20% per ciclo in questa rara indicazione, ma scendono al 4% quando l'indicazione è per sperma di qualità insufficiente. L'inseminazione intracervicale si impiega oggi in un'unica indicazione principale: quella dell'inseminazione con sperma del donatore, in quanto essa rappresenta il metodo più semplice per realizzare il dono di sperma, è la meno medicalizzata perché può essere realizzata durante un ciclo spontaneo, senza trattamento ormonale (cioè senza stimolazione dell'ovulazione), a condizione che l'ovulazione spontanea sia normale. Tuttavia, quando l'ovulazione è anomala e si rende perciò necessaria la stimolazione, questa lascia spesso posto all'inseminazione intrauterina, che garantisce risultati migliori.

L'inseminazione intrauterina consiste nell'introdurre gli spermatozoi direttamente nell'utero proprio al momento dell'ovulazione. In ciclo spontaneo i risultati sono scarsi. Il trattamento si associa sempre alla stimolazione delle ovaie, e le percentuali di gravidanza dipendono in gran parte del tipo di stimolazione impiegato, e a seconda che si cerchi di ottenere la formazione di uno solo o di più ovuli.

martedì 11 marzo 2008


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