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La biopsia dell'endometrio

letto 16553 volte | autore: Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita (vai al curriculum)

         

La biopsia dell'endometrio consiste nel prelievo di una parte della mucosa uterina e viene realizzata in genere  nella seconda parte del ciclo, verso il 23° o 24° giorno.

Questa analisi consente di rilevare i segni di infezione cronica o endometrite (la mucosa infetta è infatti inadatta all'impianto degli embrioni) e di rilevare eventuali anomalie della fase luteale del ciclo (seconda parte del ciclo mestruale) dovuta a un'anomalia dell'ovulazione.

La biopsia dell'endometrio è rapida e poco dolorosa, e viene in genere realizzata in ambulatorio. La paziente è in posizione ginecologica, il ginecologo inserisce uno speculum in vagina e una pipetta di aspirazione nel collo dell'utero. Talvolta si rende necessario l'impiego di una pinza di trazione cervicale. Una lieve aspirazione consente di recuperare frammenti di mucosa uterina che vengono immediatamente posti in un liquido di conservazione. La biopsia dell'endometrio viene quindi inviata a un laboratorio di anatomia patologica per lo studio microscopico. Dopo la biopsia la paziente può riprendere subito la vita normale, anche se nei giorni successivi possono manifestarsi piccole perdite ematiche. A volte la biopsia si pratica sotto la guida isteroscopica, cioè mentre si esegue un'isteroscopia. Questo metodo ha il vantaggio di scegliere il punto dell'endometrio dove effettuare la biopsia e al contempo vedere tutta la cavità uterina alla ricerca di eventuali anomalie. I rischi della biopsia dell'endometrio sono davvero limitati (un minimo rischio infettivo, come per tutti i gesti endouterini invasivi. Le normali precauzioni nell'asepsi minimizzano questo rischio.

I risultati sono disponibili in genere entro una decina di giorni. Se la diagnosi è di infezione, sarà prescritto alla donna un trattamento antibiotico, se viene rilevata un'anomalia della fase luteale, il medico può adattare al meglio il protocollo di trattamento ormonale. Tuttavia oggi si ritiene che le anomalie della fase luteale siano rare e di difficile diagnosi.

martedì 11 marzo 2008


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