<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>Fertilita.org, il Portale della Fertilità e della Fecondazione Assistita</title><link>http://www.fertilita.org</link><description>Fertilita.org, il Portale della Fertilità</description><language>it</language><copyright>Fertilita.Org 2005-2012</copyright><image><url>http://www.fertilita.org/portale/images/logorss.gif</url><title>Il portale della Fertilità e della Fecondazione Assistita - RSS</title><link>http://www.fertilita.org</link><width>200</width><height>60</height></image><item>
<title><![CDATA[Mutazione del gene MTHFR e gravidanza a rischio]]></title>
<description><![CDATA[La gravidanza spesso pu&ograve; essere messa a rischio da alcuni difetti  genetici coinvolti nel meccanismo della coagulazione del sangue.<br /> <br /> La coagulazione e' un complesso processo che per funzionare prevede una  successione di eventi prodotti dall&rsquo;attivit&agrave; a catena di molti fattori  (specifiche proteine). Le cosiddette trombofilie ereditarie  (predisposizione genetica alla trombosi, cio&egrave; la tendenza del sangue a  coagularsi pi&ugrave; rapidamente) sono un gruppo di patologie dovute a difetti  a carico dei geni che portano l&rsquo;informazione per tali fattori.<br /> <br /> Le forme varianti di questi geni coinvolti nella suscettibilit&agrave; alla  trombosi presentano una elevata frequenza nella popolazione . Queste  mutazioni possono essere presenti in forma omozigote(entrambi i geni  mutati) o eterozigote(un solo gene mutato). Nella popolazione europea  tale mutazione &egrave; presente in forma eterozigote intorno al 40- 46 % ed in  forma omozigote&nbsp; nel 12-13 %<br /> <br /> Tra queste in particolare uno dei fattori della coagulazione,denominato  MTHFR, pu&ograve; presentare due tipi di mutazioni la MTHFR A1298C e la MTHFR  C677T. <br /> <br /> La condizione genetica di eterozigosi o omozigosi per uno o pi&ugrave; di  questi geni predispone all'aborto spontaneo. Infatti molte donne vengono  a conoscenza di avere tali mutazioni solo dopo un&rsquo; accurata indagine  genetica che spesso viene richiesta dal ginecologo solo in seguito a  ripetuti e inspiegati aborti o di fronte ad una infertilit&agrave; inspiegata.<br /> <br /> <span style="font-weight: bold;">Ma qual &egrave; il ruolo di questo gene in gravidanza? </span><br /> <br /> Le mutazioni dell&rsquo;MTHFR possono causare un aumento dell&rsquo;omocisteina  ematica che, in determinate circostanze, pu&ograve; avere un&rsquo;azione tossica  sulla parete dei vasi sanguigni portando alla formazione di trombi. Si  ha inoltre la riduzione dell&rsquo;attivit&agrave; di questo fattore che provoca  l&rsquo;alterazione del metabolismo dei folati (vitamine del gruppo B) con  conseguente aumento nel circolo sanguigno dell&rsquo;omocisteina.  (iperomocisteinemia) e diminuzione dell&rsquo;acido folico.<br /> <br /> Esse sono anche associate ad un rischio aumentato di difetti del tubo  neurale nel feto in formazione in quelle donne che prima o durante la  gravidanza non hanno assunto un buon quantitativo di vitamine, in  particolare di acido folico (Vitamina B9).<br /> L&rsquo;aumento di omocisteina nel sangue &egrave; inoltre causa della cosiddetta  &ldquo;preeclampsia&rdquo;, una malattia della placenta caratterizzata dalla  presenza di edemi, proteine nelle urine e pressione alta, nonch&eacute; di  aborti ricorrenti. <br /> <br /> <span style="font-weight: bold;">E&rsquo; importante conoscere lo stato dei geni per la trombofilia prima di iniziare una gravidanza.</span><br /> <br /> E&rsquo; un&rsquo;indagine molto semplice: con un prelievo di sangue &egrave; possibile  determinare con analisi di genetica molecolare la presenza o assenza di  mutazioni non solo dell&rsquo;MTHFR, ma anche di altri fattori della  coagulazione ad esso correlati quali il fattore V e il fattore II. La  presenza contemporanea di pi&ugrave; mutazioni a danno del gruppo dei geni per  la trombofilia aumenta il rischio . <br /> <br /> E&rsquo; necessario ed importante studiare con analisi molecolari le varianti di questi geni in particolare nel caso in cui :<br /> - ci siano stati precedenti episodi di trombosi ,<br /> - si inizia ad assumere contraccettivi orali,<br /> - si sono avuto pi&ugrave; aborti <br /> - in presenza di una precedente gravidanza con difetto del tubo neurale (DTN) nel feto.<br /> Nel caso in cui, una donna presentasse la mutazione dell&rsquo;MTHFR associata  ad un aumento dell&rsquo;omocisteina ematica, deve assumere acido folico che,  in genere, riporta il livelli di omocisteina ai valori fisiologici. <br /> L'acido folico si trova in uova, verdure a foglia verde come spinaci e  broccoli, arance e legumi come piselli e fagioli secchi oppure pu&ograve;  essere assunto con gli integratori vitaminici. <br />]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=350]]></link>
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<author>Sebastiana Pappalardo, biologa</author>
<pubDate>lunedì, 30 Jan 2012 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Wi-Fi fa “navigare” velocemente...ma solo in internet! Motilità spermatica a rischio]]></title>
<description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Il telefonino, fa male! Il computer, fa male! L’internet senza fili, fa male! Ma la verità? Fa male anche quella! Anche gli spermatozoi coinvolti dall’ Wi-Fi ovvero, l’internet senza fili, potrebbero subire un malessere. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Si era già discusso di come le onde elettromagnetiche emesse da cellulari in chiamata potessero influenzare la motilità degli spermatozoi se poste a diretto contatto con un campione di liquido seminale, ma nessuno studio era stato fatto sulle onde emesse da un computer portatile quando collegato a internet mediante Wi-Fi. </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Recentemente un gruppo di ricercatori della <b><i><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Nascentis Medicina Reproductiva</span></i></b><span style="font-size: 9pt; font-family: Helvetica; color: rgb(51, 51, 51);"> </span><span style="color: rgb(51, 51, 51);">di Cordoba ha condotto un esperimento per valutare gli effetti che i computer portatili collegati a reti locali senza fili potessero avere sugli spermatozoi umani. In questo studio sono stati analizzati 29 pazienti normospermici e i campioni di liquido seminale di ciascun paziente sono stati suddivisi in due aliquote: un’aliquota è stata esposta per 4 ore ad un computer portatile connesso a internet mediante Wi-Fi e l’altra aliquota (non esposta) è stata utilizzata come controllo. Dopo le 4 ore sono stati analizzati i seguenti parametri spermatici: motilità, frammentazione del DNA e vitalità. Gli spermatozoi esposti per 4 ore al Wi-Fi hanno mostrato una drastica riduzione della motilità nonché un’aumentata frammentazione del DNA mentre la vitalità è rimasta più o meno uguale al campione di controllo (non esposto).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">In base a questo esperimento i ricercatori hanno concluso che la presenza di un computer portatile connesso ad internet mediante Wi-Fi in prossimità dei testicoli riduce la fertilità maschile anche se, come sempre, <span style=""> </span>sono necessari ulteriori studi per avvalorare questa tesi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Dunque, in base a quanto detto, si dovrebbe consigliare di preferire una connessione via cavo quando possibile ma senza troppi allarmismi, poiché è bene tener presente che in questo esperimento il liquido seminale è a diretto contatto con le onde emesse dal Wi-Fi, mentre nella quotidianità il liquido è contenuto all’interno dei testicoli che a loro volta sono circondati da tessuto epiteliale. E questa può essere considerata comunque una forma di protezione che la natura, più savia e previdente degli attuali umani, ha utilizzato. </span></p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=349]]></link>
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<author>Sebastiana Pappalardo, biologa</author>
<pubDate>martedì, 17 Jan 2012 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Adozione embrionale in Italia: una questione ancora da chiarire!]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Il tema che ci proponiamo di affrontare nel seguente articolo &egrave; piuttosto delicato quanto interassente. Tratteremo della cosiddetta &ldquo;<strong>Adozione degli embrioni</strong>&rdquo;. L&rsquo;adozione embrionale &egrave; un processo durante il quale una coppia infertile decide di &ldquo;adottare&rdquo; embrioni (congelati e conservati in centri di PMA) provenienti da altre coppie che si sono sottoposte, in passato, a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA). Spesso tali coppie, dopo aver raggiunto l&rsquo;obbiettivo di diventare genitori, decidono di donare i propri embrioni in esubero a coppie che condividono il medesimo desiderio. </p>
<p align="left">La percentuale di impianto nell&rsquo;utero materno adottivo si aggira intorno al 30-40% e il trattamento presenta un costo notevolmente pi&ugrave; basso rispetto alle comuni tecniche di PMA. Tale obbiettivo apporta inoltre altri tipi di benefici; innanzitutto riduce le liste di attesa dell&rsquo;adozione e consente a tante coppie di realizzare il proprio sogno di diventare genitori in breve tempo e in pi&ugrave;, permette di accogliere embrioni altrimenti abbandonati in centri di PMA. Negli Stati Uniti, in Spagna e in molti altri Stati, questa procedura di adozione &egrave; largamente utilizzata ma in Italia la questione &egrave; ancora controversa. La verit&agrave; &egrave; che, in base a quanto emanato dalla legge 40, gli embrioni possono essere crioconservati ma non distrutti per cui numerosi centri di PMA italiani si ritrovano dinanzi ad un aumento esponenziale di embrioni congelati ed inutilizzati. </p>
<p align="left">Un passaggio del comunicato del Ministero della Salute dice : &quot;<em>Tutti gli embrioni attualmente crioconservati nei Centri, e in particolare quelli generati prima dell&rsquo;entrata in vigore della L. 40/2004, dovrebbero rimanere a carico dei Centri stessi, non delle coppie. La commissione auspica un investimento nella ricerca scientifica al fine di individuare criteri certi, attualmente non definiti, per stabilire la morte o la perdita di vitalit&agrave; degli embrioni, ed evitarne quindi una possibile conservazione a tempi indefiniti&quot;</em>. </p>
<p align="left">Da ci&ograve; si potrebbe dedurre che, piuttosto che procedere all&rsquo;adozione, bisognerebbe aspettare il decesso ma la questione &egrave; ancora da chiarire. Altro dato che potrebbe suscitare dubbi &egrave; la questione dell&rsquo;ovodonazione, ovvero: se in Italia si acconsente all&rsquo;adozione embrionale, perch&eacute; l&rsquo;ovodonazione (fecondazione eterologa) &egrave; vietata? La risposta &egrave; alquanto semplice. Da un punto di vista etico l&rsquo;embrione &egrave; considerato gi&agrave; una vita e non una semplice cellula come l&rsquo;ovocita o lo spermatozoo, per cui &egrave; lecito trasferire (in un utero estraneo) un embrione a cui si regala unicamente la possibilit&agrave; di nascere.  </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=348]]></link>
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<author>Emanuela Monti, biologa</author>
<pubDate>domenica, 8 Jan 2012 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fattori predittivi di infertilità : gli anticorpi anti-Clamydia nel sangue!]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Negli ultimi anni è stata largamente studiata e dimostrata la relazione esistente tra l’infezione da <em>Clamydia trachomantis</em> e il conseguente danno tubarico che essa apporta nelle donne. </p>
<p align="left">E’ altresì noto che il danno tubarico rappresenta una delle principali cause di infertilità femminile poiché le tube (o salpingi) anatomicamente costituiscono la sede della fecondazione.</p>
<p align="left">La routine diagnostica a cui si sottopongono la maggior parte delle donne con problemi di infertilità ha come tappa principale l’isterosalpingografia o la laparoscopia, indagini mediante le quali è possibile verificare la presenza o assenza di danno tubarico; una volta accertato il danno, generalmente si procede ad un’analisi del sangue per indagare sulla presenza o meno delle IgG (immunoglobuline G- indicano un’infezione pregressa) del germe <em>Clamydia trachomantis</em>. </p>
<p align="left">Ma se  una donna con problemi di infertilità non mostra alcun tipo di danno alle tube in seguito ad insterosalpingografia, verrà ugualmente sottoposta alla ricerca nel sangue degli anticorpi anti-<em>Clamydia</em>? </p>
<p align="left">Fino a pochissimo tempo fa, in assenza di danno tubarico, si escludeva quasi a priori la presenza di un’infezione da <em>Clamydia trachomantis </em>e pertanto non venivano effettuate le indagini sierologiche di routine.</p>
<p align="left">Solo successivamente, il <em><strong>Prof. Coppus</strong></em> insieme collaboratori del <em><strong>Clinical Epidemiology and Biostatistics</strong></em> di Amsterdam, ha effettuato uno studio in cui si è voluto dimostrare il ruolo dell’infezione da Clamydia nell’inferitilità femminile anche in assenza di danno tubarico. Durante questo studio sono state esaminate 1882 donne prive di qualsiasi patologia tubarica nell’arco di tempo di un anno; tutte le pazienti sono state sottoposte ad esame sierologico mediante test ELISA o micro-fluerescenza per valutare sulla presenza di un’infezione pregressa da <em>Clamydia trachomantis</em> e, tra queste, solo 338 (18%) sono risultate siero-negative. A questo punto è stata osservata, sempre nell’arco di un anno, la probabilità di gravidanza di ciascuna donna, ovvero dopo quanto tempo la donna riusciva a rimanere incinta. </p>
<p align="left">I risultati hanno dimostrato che donne sieropositive per IgG <strong>anti- Clamydia</strong> avevano una probabilità di gravidanza statisticamente inferiore del 33% rispetto a donne sieronegative. In base a questi dati si è potuto quindi concludere che, anche in assenza di un evidente danno tubarico, l’infezione da Clamydia può essere considerata un fattore predittivo di infertilità.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=347]]></link>
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<author>Sebastiana Pappalardo, biologa</author>
<pubDate>martedì, 13 Dec 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il morbo di Crohn diminuisce la riserva ovarica dopo i 30 anni]]></title>
<description><![CDATA[<div style="text-align: left;">Il  <span style="font-weight: bold;">morbo di Crohn </span>è una<span style="font-weight: bold;"> patologia infiammatoria cronica dell'intestino</span> che può colpire qualsiasi parte del tratto gastrointestinale, dalla bocca all'ano, provocando una vasta gamma di sintomi. Essa causa principalmente dolori addominali, diarrea, vomito o perdita di peso, ma può anche causare complicazioni di fuori del tratto gastrointestinale, come eruzioni cutanee, artriti reumatoidi, infiammazione degli occhi, stanchezza e mancanza di concentrazione. Il morbo di Crohn (CD) <span style="font-weight: bold;">colpisce prevalentemente i giovani in età riproduttiva</span>. <br /><br />Recentemente è stato effettuato uno studio riguardo le ripercussioni che questa patologia potrebbe avere sulla riserva ovarica in pazienti giovani. Queste pazienti affette da CD sono state sottoposte ad analisi del sangue per valutare i livelli sierici dell’ormone anti-mulleriano (AMH) che riflette l’indice di riserva ovarica. Questo studio è stato effettuato nell’Ospedale dell’Università di Nantes in Francia ed ha coinvolto 50 donne affette da morbo di Crohn e un gruppo di controllo composto da 163 donne della medesima età delle prime ma con riserva ovarica normale. L’esame consisteva appunto nel misurare i livelli sierici di AMH in entrambi i gruppi di pazienti e i risultati hanno dimostrato che non vi era nessuna differenza tra i livelli medi di AMH nel siero di donne affette da CD e le pazienti di controllo solo nei casi in cui però le pazienti affette da CD avevano un’età inferiore ai 30 anni. <br /><br />A mano a mano che <span style="font-weight: bold;">l’età delle pazienti affette da CD aumentava</span>, diminuivano anche i livelli di AMH nel siero rispetto alle pazienti sane; inoltre, le pazienti affette da morbo di Crohn a livello del colon erano più soggette alla rapida perdita di follicoli rispetto a quelle che avevano una localizzazione della malattia diversa. <br /><br />In base a questo studio si è potuto concludere che<span style="font-weight: bold;"> le donne giovani con CD non hanno gravi alterazioni della riserva ovarica</span> rispetto a donne sane, ma comunque l’età superiore o uguale a 30 anni e la localizzazione della malattia a livello del colon potrebbe essere associata a una perdita accelerata di follicoli ovarici. Questi dati potrebbero suggerire ai gastroenterologi di informare le pazienti affette da questa patologia del rischio che corrono a ritardare un’eventuale gravidanza. </div>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=346]]></link>
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<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>lunedì, 28 Nov 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Saper comunicare fa bene alla... provetta]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left"><strong>Il percorso che le coppie, con  problemi di fertilità debbono effettuare è lungo ed irto di di difficoltà di vario tipo: psicologiche, fisiche, economiche</strong>, a queste si aggiungono quelle proprie della coppia. Il tempo che intercorre tra la decisione di intraprendere la metodica ed il completamento del primo tentativo, è calcolato in vari mesi, e, come sappiamo, spesso, il primo tentativo non è l'ultima tappa. Pare evidente che in una situazione di <strong>estrema debolezza psicologica</strong> le coppie necessitino non solo di un supporto di consulting, ma principalmente di un corretto rapporto comunicativo, con il medico e l' equipe che ha scelto come  riferimento.</p>
<p align="left">La comunicazione medico paziente è uno degli argomenti più dibattuti, è nostro desiderio fare fare chiarezza, in modo particolare per il rapporto comunicativo nell' iter della p.m.a, ritenendolo fattore determinante per il raggiungimento della qualità totale in medicina. La relazione comunicativa tra il paziente ed il terapeuta nasce inevitabilmente in una situazione di asimmetria, dovuta alla particolare condizione del paziente stesso, che ha un bisogno legato ad una limitazione fisica, e che, esplicitamente  attribuisce al medico la capacità di soddisfarlo. Gli riconosce la competenza. Questo l'incipit, il fatto che gli venga riconosciuta la competenza, e quindi formalizzata l'asimmetria, non  giustifica da parte del medico e della struttura, la tendenza ad  accentuarla o a conservarla durante tutto il percorso che svilupperanno insieme. Il medico e la struttura hanno il compito di rendere la comunicazione simmetrica. Mi spiego. Esistono due aspetti della comunicazione uno effettivo fatto nella trasmissione dei codici: parole, gesti, segnali, etc, ed una cognitivo, che ha il compito di dare l'orientamento di senso alla relazione. Nel primo caso ci possiamo scambiare dei codici senza entrare in relazione cognitiva. Nel secondo caso è compreso non solo lo scambio dei segni  ma anche  la contestualizzazione   di questo trasferimento  ambiente. Per esempio: se chiedo ad un passante: scusi, sa indicarmi via Foscolo,e lui risponde:La terza traversa a sinistra. Questa è una relazione comunicativa semplice, orientata nel senso, simmetrica. Se, invece, la signora avesse risposto: il Papa sta a Roma, è  evidente che mancando l' orientamento di senso non vi è relazione comunicativa. Significa che o la signora o non ha capito o   non vuole entrare in relazione con me. Dunque, perché vi sia relazione comunicativa è indispensabile  che la comunicazione sia simmetrica, e orientata nel senso.</p>
<p align="left">Chiarito questo, torniamo alla relazione comunicativa medico paziente. Abbiamo sottolineato che <strong>questo rapporto nasce in dislivello</strong>, a chi dei due attori, dunque,  spetta riportare la simmetria per poter dare senso alla comunicazione? Può farlo il paziente? Certamente no, perché la sua è una condizione di sudditanza, e come se ad uno stato povero noi chiedessimo fondi economici in realtà sono loro che aspettano aiuti, perché poveri. Si deduce, fuori dalla metafora che possa e debba farlo solo il medico, che a sua volta deve utilizzare la tecnologia. I protagonisti diventano così tre. Il terapeuta è al centro delle dinamiche dovendosi relazionare sia con il paziente, ma anche con le metodiche. Dare orientamento di senso significa dare alla alla propria prestazione efficienza ed efficacia. Perché dovrebbe farlo.</p>
<p align="left">Ci sono molteplici motivi. Il primo e il più importante è per il <strong>rispetto sostanziale dovuto al paziente</strong>. Abbiamo scritto "sostanziale" per distinguerlo da quello formale, superficiale esercitato da tutti, sostanziale significa riconoscere alla coppia la propria singolarità, non solo riferita alla malattia, ma anche alle loro personalità. Comunicando in maniera corretta, il medico aggiunge  quel plus valore che  garantisce per la sua professionalità, non solo e non soltanto per la sua bravura.</p>
<p align="left"><strong>Come farlo:  ascoltando<br /></strong>Napoleone III inviava nelle trattative importanti, sempre lo stesso ambasciatore, quando gli altri diplomatici si lamentarono,  e chiesero ragione di questa scelta, l' imperatore rispose: "perché sa ascoltare in tredici lingue." Un successo comunicativo si ottiene non solo sapendo dire bene le cose, ma anche e soprattutto sapendo ascoltare. La relazione è vincente se vi è contaminazione, se il dire del' interlocutore, innesca in me dei dubbi e mi costringa ad approfondire l' argomento, anche se so di saperne più di lui. Saper ascoltare, la prima dote e poi? Sincerità, trasparenza, verità.</p>
<p align="left"><strong>La sincerità è cosa diversa dalla verità</strong>. La sincerità,è una dinamica "a priori"  la si deve nell'esporre le metodiche, le loro reali percentuali in relazione all'età, ed alle condizioni cliniche, ed alla metodica da intraprendere, la verità, è una dinamica " a posteriori" la si deve se si è commesso qualche imperfezione o qualche errore. Ammettere gli errori non sminuisce il professionista anzi ne eleva la considerazione e la professionalità. Roberto Baggio sbagliò un rigore in una finale del campionato del mondo, non per questo ha perso la stima e la considerazione, nè dei suoi tifosi, e nemmeno dei club che hanno continuato a cercarlo.Mentire, nascondere quanto è accaduto, è segno di scarsa personalità. La poca propensione che abbiamo noi medici italiani, nell'ammettere gli errori, è stato sicuramente uno dei motivi dell'aumento del numero dei ricorsi legali.</p>
<p align="left">La trasparenza è indispensabile, nella gestione economica del rapporto, è opportuno che la coppia sia informata prima di costi fissi e di eventuali costi aggiuntivi, del loro importo, e della loro necessità, in caso di specifici bisogni, che vanno ipotizzati ed illustrati. La richiesta di salute è cambiata e con essa il rapporto con il medico. La prestazione sanitaria non si esaurisce nel compimento di atti medici, ma necessita di ulteriori prestazioni di tipo comunicativo, che si ripercuotono in maniera significativa sulla risposta terapeutica. E' dimostrato che, oltre il<strong> 34%</strong> delle terapie o non vengono eseguite o vengono effettuate in modo scorretto. Tutto questo non solo complica il risultato medico, ma aumenta in maniera significativa i costi delle cure, diminuendone il beneficio. </p>
<p align="left"><strong>Il medico moderno: deve sapere, deve sapere fare, deve sapere far sapere. <br /></strong> <br />La presenza dei social network, ha cambiato completamente la modalità di esprimere il consenso. Se visitiamo i molti siti che ci riguardano, si potrà notare come difficilmente troviamo lamentele specifiche inerenti terapie o atti medici, ma quasi tutte interessano la relazione personale, tra il paziente e tutti gli operatori del centro A nostro avviso i centri di P.m.a., ma non solo loro, necessitano di personale istruito da un punto  di vista comunicativo,  perché capiscano che la comunicazione è la base sulla quale poggia tutta la organizzazione di una azienda, qualunque sia il suo interesse ed il suo fatturato. a comunicazione non si improvvisa, è un valore nel quale tutti si devono identificare.</p>
<p align="left">Per cercare di ovviare alla mancata esecuzione delle terapie domiciliari, si può utilizzare la "Carta della trasparenza comunicativa"  che di fatto continua in maniera interattiva il rapporto medico paziente.  la carta diviene importante perché la Pz ha la possibilità di riferire al medico per esempio, di eventuali reazioni, o di effetti collaterali marcati, in qualsiasi momento, il terapeuta avrà così la possibilità eventualmente di correggere la cura, con miglioramento della efficacia terapeutica, e grande soddisfazione della paziente. La carta dei servizi presenta altre peculiarità,che consentono di rispondere  all'impegno di sincerità, chiarezza, e verità. Equipe medica, tecnologia e pazienti sono tre protagonisti che devono allearsi, avendo come obiettivo la salute ed il benessere del paziente. Questo per non dimenticare che l'orientamento di senso della nostra professione è dato dal paziente, dinamica questa che fa della medicina la scienza più umanistica che ci sia.  L'arguzia delle pazienti, spesso è più efficace di qualsiasi esposizione, volete un esempio? Tutto questo che argomento che abbiamo cercato di sviluppare in maniera chiara ed esaustiva, probabilmente non è più efficace di un avvertimento che mi fece una paziente abruzzese prima di un intervento: "<em>Dottò,  mi raccomando, tu ci mette la scienza e lu sapè, ma la salute e della me</em>."</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=345]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=345</guid>
<author>Amilcare Spinapolice, specialista in ginecologia e ostetricia</author>
<pubDate>martedì, 21 Jun 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mamma... tu non sarai più sola!]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">L&rsquo;anno che ci sta lasciando ha portato con s&eacute; una novit&agrave; importante dal punto di vista sociale,&hellip; no non &egrave; Facebook, n&eacute; nessun altro social network, la vera novit&agrave; sociale &egrave; il Nobel, per &ldquo;essere stato pioniere della tecnica FIVET, che ha avuto fortissime ricadute sulla societ&agrave;,&rdquo; a Robert Geoffrey Edwards. </p>
<p align="left">La cultura ufficiale ha impiegato trent&rsquo;anni, per capire la rivoluzione sociale e antropologica delle tecniche di procreazione assistita. Un tempo molto lungo, anche per la storia&nbsp; dei Nobel. E&rsquo; vero, potrebbe sembrare un colpevole ritardo, ma &egrave; importante perch&eacute; ci dice che il &ldquo;timing&rdquo; della &ldquo;acculturazione&rdquo; &egrave; lento molto lento. Noi subiamo le novit&agrave;, ma abbiamo bisogno di tempo per farle nostre, per capirne l&rsquo;essenza. Questo per la velocit&agrave; delle trasformazioni. A&nbsp; notare bene, nella motivazione vi &egrave; una grande affermazione sociale, il premio non &egrave; stato assegnato, per esempio per la vitrificazione, o altre novit&agrave; importanti nel campo della fisiopatologia della riproduzione, no, &egrave; stato assegnato per il valore storico, sociale, della FIVET. Ce ne hanno messo di tempo!&nbsp;&nbsp; </p>
<p align="left">Intanto, Luoise Brown, &egrave; una normale signora inglese, mentre LuoYouquin,&nbsp; giovane ricercatore cinese della Human Reproductive Enginering laboratory, nell'universit&agrave; di Changsha, ha&nbsp; interessato tutto il mondo. Il giovane scienziato, &egrave; stato, infatti, egli stesso concepito in provetta, nel medesimo&nbsp; laboratorio, dove oggi lavora. Luo&nbsp; rappresenta la riscossa di tutti i concepiti in maniera &ldquo;naturalmente diversa&rdquo;,&nbsp; anche verso queste nuove diversit&agrave; dobbiamo preparaci adeguatamente, solo cos&igrave; potremo dirci tutti consapevolmente uguali e liberi. Liberi da ogni pregiudizio. </p>
<p align="left">La differenza non riguarda solo la nascita biologi&shy;ca frutto di una serie di nuove possibilit&agrave;, ma anche quella biografica. Nel nostro sistema &egrave; gi&agrave; stabilita la differenza tra pater e genitor, ma tale distinguo era gi&agrave; applicato dai Nuer, dove un bambino pu&ograve; avere per padre (sociale) sia una persona morta che una donna. I Mossi, studiati da S. Lallemand, distinguono tra mater e genitrix, per cui la genitrice non &egrave; necessariamente la madre sociale. I bambini di questa popolazione distinguono dalla loro genitrice la roogo-ma cio&egrave; la madre di capanna, mentre la m maroaka e la madre che partor&igrave;. Esiste anche la figura della madre che fa crescere. Mathieu afferma che non &egrave; tanto la fun&shy;zione procreativa, quanto il ruolo sociale attribuito alla madre, a fondare la maternit&agrave;. D'altro canto i Bellonesi dell'arcipelago delle Salomone ignorano o fingono di ignorare il ruolo dell'uomo e della donna nel processo di procrea&shy;zione, con tutte le implicazioni sociali e culturali che ne derivano. </p>
<p align="left">La maternit&agrave; nella nostra esperienza di occidentali &ldquo;evoluti&rdquo; ha cambiato statuto &egrave; sembra quasi essere contesa, dalla pulsione di riprodursi, per continuare la specie, e il desiderio compulsivo della maternit&agrave; ad ogni costo. Tanto la scienza lo permette. In questo dualismo si inseriscono note di bioetica spicciola da chi considera il desiderio compulsivo frutto di una mercificazione - si desidera alla stessa stregua di un bene di lusso. Facciamo intanto un punto sulle forme oggi possibili di maternit&agrave;; Ovviamente non abbiamo considerato solo le forme biologiche, ma anche quelle sociali.</p>
<blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr">
<p align="left"><strong>Maternit&agrave; Biologica</strong></p>
</blockquote>
<ul>
    <li>
    <div align="left"><em><strong>Forma fisiologica completa <br /></strong></em>donna&nbsp; biologicamente attiva e fertile</div>
    </li>
    <li>
    <div align="left"><em><strong>Forma fisiologica incompleta<br /></strong></em>madre che riceve ovulo donazione</div>
    </li>
    <li>
    <div align="left"><em><strong>Forma fisiologica differita nel luogo<br /></strong></em>madre che produce l&rsquo;ovulo, ma embrione viene trasferito in utero di donatrice.</div>
    </li>
    <li>
    <div align="left"><em><strong>Forma fisiologica differita nel tempo<br /></strong></em>Fecondazione di ovulo congelato, dopo un periodo pi&ugrave; o meno lungo, &egrave; possibile fecondare un ovulo scongelato di persona deceduta.</div>
    </li>
</ul>
<blockquote style="MARGIN-RIGHT: 0px" dir="ltr">
<p align="left"><strong>Maternit&agrave; Sociale</strong></p>
</blockquote>
<ul>
    <li>
    <div align="left"><em><strong>Affiliazione<br /></strong></em>questo tipo di maternit&agrave; sociale &egrave; scomparso dall&rsquo;ordinamento giuridico italiano, persiste in altri paesi ed &egrave; una forma incompleta di adozione. </div>
    </li>
    <li>
    <div align="left"><em><strong>Adozione<br /></strong></em>questo&nbsp; tipo di maternit&agrave; sociale &egrave; la forma completa in cui l&rsquo;adottato, ha gli stessi riconoscimenti giuridici del figlio naturale&nbsp;</div>
    </li>
    <li>
    <div align="left"><strong><em>Adozione a distanza<br /></em></strong>Questa &egrave; una forma di adozione pro tempore, legata ad una forma particolare di beneficenza, rivolta, principalmente verso i bambini del terzo mondo</div>
    </li>
</ul>
<p align="left"><strong>Mater semper certa est<br /></strong>Questo assioma che per secoli ha caratterizzato l&rsquo;aspetto sociale della maternit&agrave;, non &egrave; pi&ugrave; dogma perch&eacute; un neonato oggi pu&ograve; avere due madri biologiche, ed addirittura grazie al congelamento degli ovociti, una di queste potrebbe, paradossalmente&nbsp; essere gi&agrave; morta. La maternit&agrave;&nbsp; cos&igrave; evoluta, &egrave; un processo dinamico complesso in cui la biologia &egrave; la componente principale, ma non la sola. Per poter comprendere bene questi passaggi credo, che si debba superare il concetto di &ldquo;natura&rdquo;,&nbsp; e sostituirlo con quello di &ldquo;ambiente&rdquo;. La tecnologia, come sostiene Severino, non &egrave; pi&ugrave; un mezzo, non funge solo da &ldquo;medium&rdquo;, &egrave; essa stessa funzione determinante, essendo ormai, invasiva, avendo, cio&egrave;, occupato tutti gli spazi. </p>
<p align="left">Per un bambino di oggi &egrave; &ldquo;naturale&rdquo; l&rsquo;uso della tecnologia, per via della comunicazione ambiente /sistema, dove il sistema &egrave; la nostra corporeit&agrave;, essi hanno acquisito quella sorta di conoscenza connatale, che &egrave; tema di indagine da parte dei&nbsp; cognitivisti. La tecnica &ldquo;madre di tutte le possibilit&agrave;,&rdquo; consente alla biologia di uscire dall&rsquo;ambiente corporeo, e successivamente di farne ritorno. Il corpo dunque, non ha pi&ugrave; confini, il suo limite &egrave; la frontiera del sapere. Questo cambia anche l&rsquo;approccio personale al desiderio di maternit&agrave;, la sterilit&agrave;, vera iattura culturale, per le donne di ogni tempo e di ogni civilt&agrave;, pu&ograve;&nbsp; essere superata, e dalla pulsione antropologica, della necessit&agrave; di riprodursi per trasmettere i propri geni, evolve il desiderio di maternit&agrave; razionale, quello cio&egrave;, legato s&igrave; alla dinamica antropologica, ma enfatizzato dagli aspetti sociali. </p>
<p align="left">Nel mondo oggi sono migliaia i bambini, nati &ldquo;in differita&rdquo;. In Europa il primo caso avvenne, proprio in Italia. Nel&nbsp; novembre 1984 a Milano, le due sorelle Russo furono protagoniste della prima ovodonazione. Da allora fino al 2004&nbsp; sono&nbsp; stati concepiti con questa metodica centinaia di bambini che hanno fatto la felicit&agrave; delle loro famiglie. L&rsquo;Italia, poi ha fatto un passo indietro, proibendo la fecondazione eterologa, aprendo, di fatto, la strada al &ldquo;turismo fecondativo&rdquo;. Ci chiediamo: &egrave; molto differente donare un midollo osseo per la sorella, piuttosto che un ovulo?<br />E&rsquo; normale che uno stato laico, &ldquo;esporti&rdquo; casi clinici,? L&rsquo;infertilit&agrave; non &egrave; una malattia degna di attenzioni?<br />Questo comportamento ricorda tanto, quello che fece nascere le &ldquo;ruote medioevali&rdquo;, la coscienza dei buoni cristiani era salva a danno di innocenti creature. I figli del peccato, erano figli del demonio, o della fame&nbsp; e non potevano avere uno statuto sociale uguale agli altri, per cui madri &ldquo;peccatrici&rdquo;, o affamate, erano costrette all&rsquo;infanticidio o all&rsquo;abbandono. In nome della morale.&nbsp; Ora, si fa un distinguo tra le patologie, quelle per cui la tecnica &egrave; una &ldquo;benedizione&rdquo; e quelle, invece, per cui utilizzare la tecnica&nbsp; &egrave; peccato. E&rsquo; civile un paese che non &egrave; democratico nemmeno nelle malattie? Questo non vuol dire favorire &ldquo;il Far West del concepimento&rdquo;, perch&eacute; tornando ai latini:&nbsp; &ldquo; Est modus in rebus,&rdquo;&nbsp; &egrave; nell&rsquo;uso attento della tecnica, che dobbiamo misurarci, la nuova bioetica, deve riguardare principalmente l&rsquo;aspetto &ldquo;economico&rdquo; delle conoscenze, che non devono essere legate solo alle leggi del mercato. <br />Accedere alla conoscenza &egrave; un diritto di tutti, la medicina deve vigilare che il desiderio non si trasformi in una sorta di &ldquo;accanimento terapeutico&rdquo;. Queste&nbsp; brevi linee sulla nuova antropologia della maternit&agrave; devono essere utili alle coppie che decidono di avvalersi delle tecniche di fecondazione assistita: sappiano che&nbsp; la loro&nbsp; deve essere&nbsp; una scelta consapevole, che richiede non solo impegno, ma preparazione per rispetto a quel figlio che cercano e che hanno il dovere, non solo di educare ed accudire, ma anche di non farlo sentire diverso. In nessun caso.<br />Non &egrave; sbagliato rivedere&nbsp; le societ&agrave; come quella dei Mossi ed altre, se approfondiamo lo sguardo ci accorgiamo che abbiamo tanto da imparare da loro, perch&eacute; esprimono&nbsp; l&rsquo;essenza dell&rsquo;essere umano. Salvo a scoprire che in primavera festeggiano la &ldquo;festa delle mamme&rdquo;.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=344]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=344</guid>
<author>Amilcare Spinapolice, specialista in ginecologia e ostetricia</author>
<pubDate>lunedì, 10 Jan 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Piccolo è bello: il gene]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Sempre più spesso <strong>si legge su quotidiani e riviste anche prestigiose delle nuove frontiere della ingegneria biomedica,</strong> e dei <strong>meravigliosi risultati che questa scienza sta</strong> <strong>ottenendo</strong>. Mani e braccia bioniche vengono ripetutamente segnalate, microcips che introdotti nel cervello restituiscono l’udito ai sordi, come quelli applicati al piccolo <em>Aiden Kenny</em>, che applicati all’età di dieci mesi gli hanno consentito non solo di udire, ma consequenzialmente anche di parlare. La meraviglia che queste protesi evocano, non sono frutto solo di nuove conoscenze tecnologiche, esse vengono da lontano e piano piano stanno conquistando sempre più spazio all’interno del nostro corpo.</p>
<p align="left">Avete mai pensato che quando il dentista vi modella una nuova protesi? Egli sta compiendo in piccolo la stessa operazione: sostituire l’organo biologico con uno ricostruito artificialmente. Così come fa il cardiologo quando applica un <em>pace maker</em>, integra una funzione biologica patologica con uno stimolatore elettrico applicato dentro il nostro corpo, che dire delle protesi di anca o di ginocchio che tanti problemi hanno risolto a moltissimi pazienti, ed anche della spirale, piccola protesi che introdotta in utero ottiene il risultato di impedire la fertilità.</p>
<p align="left">Questo vuol dire che ormai<strong> il nostro organismo è permeabile alla tecnologia</strong> e che il nostro corpo ha cambiato il suo statuto culturale il paradigma del sistema scientifico, è dato dal sapere culturale che  è l'espressione dell'ambiente che lo produce. Le due dinamiche  si stimolano e si potenziano a vicenda. Rifacendoci a quanto espresso in precedenza, possiamo affermare che la virtualizzazione dei corpi è stata resa possibile solo dopo che culturalmente la nostra mente aveva accettato la trasparenza dei corpi ottenuti con "<em>l'imaging</em>" in medicina: raggi x, ecografia, rsm, che avevano già decomposto e digitalizzato it nostro paradigma corporeo. Un discorso a parte merita per noi <strong>l'ecografia in campo ostetrico</strong> per l'importanza che ha avuto nel cambiare le modalità di approccio alla maternità.</p>
<p align="left">Culturalmente abbiamo superato l’errore dello scientismo ottocentesco  quello, cioè, della ricerca a ogni costo  della coerenza del sistema e della sua relazione con la "<em>praxis</em>", in una parola una vera ossessione per l'universale, dimenticando il particolare, la negazione, la differenza, enfatizzando una neutralità di giudizio, credendo che i contesti sociali, i desideri non influenzassero minimamente il sapere scientifico, mentre la formazione di idee, credenze, tecnica ed ogni altro elemento culturale, sono possibili solo nella differenza che quel sistema sociale stabilisce con gli altri sistemi confinanti, esterni, che vi roteano intorno, vi penetrano e vi riescono. Attraverso queste inferenze, si formano i concetti, il sapere tecnologico, e anche le leggi scientifiche, che come quelle giuridiche sono un prodotto delle condizioni politiche e sociali. II sapere scientifico, spesso, preferisce risposte tautologiche, si trincera dentro l'assioma che: "<em><strong>Solo la scienza può spiegare la scienza</strong></em>", lasciando gli errori delle sue valutazioni, quelli sì, alle influenze dell'ambiente. L'ipertecnologia ed il suo sopravvento su ogni altra componente ha creato degli altri bisogni, ma ha anche aperto dei nuovi orizzonti che hanno definito nuove modalità dell'agire legate soprattutto alle biotecnologie ed alla comunicazione accompagnandoci nell'era post-moderna.</p>
<p align="left">Ora l'uomo è a contatto con le immense autostrade della comunicazione, ha quindi un nuovo ambiente; nel vorticoso cambiamento in atto l'evoluzione è guidata dal mondo delle merci, ma, stranamente va verso l'immateriale: la comunicazione meta scienza umanistica grazie all'istantaneità di trasmissione ha favorito it sapere tecnologico; la tecnica da mezzo per superare i limiti del "naturale" diventa essa stessa "natura" semplicemente per il fatto di essere ubiquitariamente presente. Immaterialmente supera in velocità, i vecchi spazi del sapere non ha bisogno di riflessioni né di dimostrare verità deve semplicemente funzionare. E' questo un ambiente in continuo fermento evolutivo, la tecnica non è più l'estensione degli organi umani, o meglio non solo, è parte integrante, simbiotica del corpo umano, e quello è stato definito <em>Cymbionte</em>.<br /> <br />Pensare ad una <strong>nuova antropologia</strong>, significa<strong> immaginare che l’antropologia si spogli d'ogni vestito e belletto e si guardi dentro per trovare la sua unità di misura</strong>. Pensare questo, a nostro parere, non vuol dire proiettarsi in un futuro invaso da computer in maniera da dimenticare quanto e stato fatto, magari invece sfruttare la "naturale" realistica trasversalità della antropologia e cercare di farla divenire anello di congiunzione tra le scienze umanistiche, sociali e biologiche, computazionali, senza che entrino in conflitto tra di loro. Questa caratteristica del sapere antropologico era gia nota ai primi del secolo, Taylor definisce l'antropologia: "<em>la sinossi della natura corporea e mentale dell'uomo, nonche la teoria dell'intero decorso della sua esistenza fin dalla prima cornparsa sulla terra</em>". L'uomo non è una creatura diversa. Un primo passo verso "<em>nuove sinossi</em>" fu effettuato da <em>Robin Fox</em> e <em>Lione Tigre</em> i quali nel 1970 per primi coniarono l'espressione "Antropologia biosociale," prospettando uno studio integrato tra etologia ed antropologia. Successivamente, grazie agli studi sul cognitivismo, per progettare un computer, il più vicino possibile alla mente umana, e quindi al filone di ricerche neurobiologiche, le scienze tradizionalmente considerate "umanistiche" entrano nella sfera di interesse del biologo, che grazie alla teoria evoluzionistica e allo studio degli elementi più piccoli, ma più complessi come i geni prospettano in maniera realistica la possibilità di studiare l' uomo e il suo comportamento attraverso la sequenza dei mattoni costituenti la doppia elica di Dna.</p>
<p align="left">Dobbiamo dunque preparaci ad un'antropologia del gene, perchè "l'unita di misura" è cambiata. Prima l'uomo con la sua corporeità era al centro immobile come un monolita, ora la sua corporeità non solo è trasparente, ma sono i suoi segmenti più piccoli a stabilirne le coordinate per rapportarsi all'ambiente "nuovo". II gene, come notano<em> Nelkin</em> e <em>Susan Lindee</em>, nel loro libro <em>"The DNA Mystique</em>: “<em>the gene as a cultural ione</em>", è ormai entrato nell'immaginario popolare a livello di icona, e ormai un simbolo quasi magico.</p>
<p align="left"><strong>Siamo soliti  pensare a Dio e a paragonarlo all’immensità e se … se fosse un <em>microcips</em>?</strong></p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=343]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=343</guid>
<author>Amilcare Spinapolice, specialista in ginecologia e ostetricia</author>
<pubDate>lunedì, 7 Jun 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’obesità limita il successo di impianto dell’embrione, non la qualità]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Nelle<strong> donne obese</strong> l&rsquo;infertilit&agrave; &egrave; dovuta principalmente ad alterazioni della parete dell&rsquo;endometrio, in cui avviene l&rsquo;impianto dell&rsquo;embrione, piuttosto che alla qualit&agrave; embrionale. Questa &egrave; l&rsquo;interessante conclusione di un lavoro recentemente pubblicato su Fertility &amp; Sterility.</p>
<p align="left">L&rsquo;obesit&agrave; pu&ograve; rappresentare un problema per le donne che ricercano una gravidanza. Per capire qual &egrave; il nostro peso forma esiste l&rsquo;indice di massa corporea (BMI), un parametro che mette in relazione il peso e l&rsquo;altezza (BMI= peso/altezza2). Secondo questo indice si possono distinguere le donne in 4 gruppi:</p>
<p align="left">- BMI&lt;20 kg/m2 : sottopeso;<br />- 20&lt;BMI&lt;24,9 kg/m2: normalit&agrave;;<br />- 25&lt;BMI&lt;29.9 kg/m2 : sovrappeso;<br />- BMI&gt;30 kg/m2 : obesit&agrave;.</p>
<p align="left">Lo studio svolto dal gruppo del <em>Dr. Meseguer</em>, presso l&rsquo;Universit&agrave; di<em> Valencia</em>, ha avuto come scopo quello di confrontare il successo degli interventi di fecondazione <em>in vitro</em> (IVF) in gruppi di pazienti con diversi BMI. Il risultato &egrave; stato che il tasso di fecondazione e la qualit&agrave; embrionale non sono significativamente diversi nei vari gruppi, mentre il tasso di impianto, di gravidanza e i bambini nati sono risultati minori nel gruppo delle pazienti obese, ovvero con BMI&gt;30 kg/m2. In particolare &egrave; stato osservato che il tasso di gravidanza e di bambini nati decresce progressivamente ad ogni unit&agrave; di BMI.</p>
<p align="left">Si pu&ograve; quindi concludere che l&rsquo;obesit&agrave; non influenza tanto la qualit&agrave; embrionale, piuttosto altera l&rsquo;ambiente uterino, rendendo pi&ugrave; difficoltoso l&rsquo;impianto dell&rsquo;embrione e quindi l&rsquo;instaurarsi di una gravidanza.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=342]]></link>
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<author>Sebastiana Pappalardo, biologa</author>
<pubDate>lunedì, 24 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I bambini nati dalla PMA non sono più alti dei bambini concepiti naturalmente]]></title>
<description><![CDATA[La crescita dei bambini nati dalla fecondazione <em>in-vitro (IVF)</em> e dalla ICSI è paragonabile a quella degli altri bambini. La notizia è il risultato di uno studio svolto in collaborazione tra l’Università di Londra e quella di <em>Ulster</em> (Irlanda).
<p>Sono stati pubblicati diversi articoli discordanti riguardo l’effetto dell’<strong>IVF</strong> e della <strong>ICSI </strong>sulla crescita dei bambini nati attraverso queste tecniche. Alcuni studi hanno dimostrato che i bambini concepiti “artificialmente” potrebbero avere una tendenza ad essere più alti della norma, a causa di alcuni meccanismi genetici che risultano alterati durante le procedure<em> in-vitro</em>. </p>
<p>Il Dr. Sutcliffe ha svolto uno studio comparativo tra i bambini nati in Inghilterra con procedure IVF, ICSI o in seguito a concepimento naturale. Sono stati monitorati circa 150 bambini per gruppo a partire dalla nascita fino all’età di 12 anni. Sono stati misurati l’altezza e il peso a diversi intervalli: alla nascita, a 5 anni, a 7-9 anni e a 10-12 anni. Alla nascita è stata misurata anche la circonferenza della testa. Dal confronto di questi parametri alle diverse età non è risultata nessuna differenza significativa. </p>
<p>Questo studio offre un confortante sostegno alla tesi che la crescita fino a i 12 anni dei bambini nati da IVF e ICSI non è significativamente diversa da quella dei bambini concepiti naturalmente. Nonostante ciò altri studi sono necessari per approfondire gli effetti della fecondazione assistita sullo sviluppo durante la pubertà e nella vita adulta. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=341]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=341</guid>
<author>Sebastiana Pappalardo, biologa</author>
<pubDate>lunedì, 17 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le cisti ovariche endometriosiche]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left"><strong>L’endometriosi è una malattia che colpisce circa il 10-15% delle donne in età fertile e le cisti ovariche sono la sua manifestazione più frequente.</strong> </p>
<p align="left">Da molti studi del passato (Busacca ed altri del 2006 – Somigliana ed altri del 2006 e parecchi altri ancora), sembra che l’asportazione chirurgica delle cisti ovariche endometriosiche diminuisca  la percentuale di ovulazione nell’ovaio operato perché, con la tecnica dello <em>stripping laparoscopico</em> (si asporta la cisti staccandola tramite trazione dal resto del tessuto ovarico sano) e con la successiva coagulazione dell’ovaio, si porta via parte dello stesso e si danneggiano anche i follicoli che erano localizzati nel tessuto sano dell’ovaio vicino alla cisti.</p>
<p align="left">Ma non è da escludere che la diminuzione delle ovulazioni sia dovuta alla semplice presenza della cisti ovarica ancora prima che l’ovaio venga operato.  In effetti Maneschi ed altri in uno studio del 1993 avevano notato un numero di follicoli ridotto nelle ovaie di donne con cisti endometriosiche rispetto alle ovaie di donne con cisti ovariche dermoidi o di altra natura.<br /> <br />Per cercare di chiarire questo aspetto nel 2009 è stato effettuato uno studio presso il<em> Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Maggiore</em>, della <em>Clinica Mangiagalli</em> e del <em>Regina Elena</em> di Milano da Vercellini, Somigliana ed altri pubblicato su Human Reproduction.  Sono state studiate 70 donne con cisti ovarica endometriosica  maggiore di 10 mm di diametro in un solo ovaio. Queste donne non avevano mai fatto interventi né terapie ormonali. Sono state monitorizzate ecograficamente tutte dagli stessi operatori e con lo stesso ecografo a partire dal 6°-10° gg del ciclo per seguire l’ovulazione e soprattutto l’ovaio in cui avveniva.</p>
<p align="left">In effetti si è visto che l’ovulazione si era verificata nelle ovaie con la cisti solo in 22 casi con un rapporto di 1 a 2 rispetto alle ovaie senza cisti. Risultato, questo, molto simile a quello di uno studio recente effettuato da Horikawa nel 2008.<br /> <br />Si può quindi dire che indubbiamente anche <strong>la sola presenza di una cisti ovarica potrebbe influire negativamente sulla percentuale di ovulazioni spontanee</strong>. Non è ancora chiaro il meccanismo con cui questo avviene; è probabile sia dovuto alla semplice crescita delle cisti o la reazione infiammatoria che l’<strong>Endometriosi</strong> di per sé scatena. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=340]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=340</guid>
<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>giovedì, 22 Apr 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che cos'è l'andropausa?]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">L&rsquo;&rdquo;<strong>andropausa</strong>&rdquo; &egrave; una sindrome clinica legata al fisiologico calo nella produzione degli ormoni sessuali maschili da parte dei testicoli, che non deve essere considerata un equivalente della menopausa femminile.</p>
<p align="left">A differenza di quanto si verifica nelle donne, infatti, in cui si ha un arresto quasi totale e relativamente rapido degli estrogeni (gli ormoni sessuali femminili), negli uomini si ha un calo molto graduale, a partire dai 45 anni, del testosterone circolante, che si manifesta in maniera pi&ugrave; eclatante solo una volta superata la sesta-settima decade di vita. Ci&ograve; spiega i motivi per cui la sintomatologia dell&rsquo;andropausa sia molto pi&ugrave; sfumata rispetto a quella della menopausa. In secondo luogo, influiscono sull&rsquo;et&agrave; di esordio dei sintomi anche lo stato di salute generale dell&rsquo;individuo e i farmaci che assume. Questo calo ormonale non si manifesta per&ograve; necessariamente, non avviene in misura uguale per tutti e non ha sintomi chiari e repentini. Un uomo, anche anziano, pu&ograve; essere comunque perfettamente in grado di avere rapporti sessuali e procreare figli, essendo ancora fertile.</p>
<p align="left">E&rsquo; per questo che i termini &quot;menopausa maschile&quot; o andropausa appaiono impropri: si preferisce parlare di <strong>quadro clinico di parziale deficienza androgenica nel maschio di et&agrave; avanzata</strong>. </p>
<p align="left">I disturbi legati alla sindrome da carenza di androgeni nel maschio di et&agrave; avanzata che pi&ugrave; frequentemente portano alla diagnosi sono quelli legati alla sfera sessuale. Da questo punto di vista una riduzione dei valori di testosterone pu&ograve; provocare un calo del desiderio e le erezioni possono divenire modeste o assenti, riducendosi anche quelle involontarie. Si possono verificare anche un calo della potenza dell'eiaculazione, una riduzione del volume dell&rsquo;eiaculato e una riduzione o addirittura l&rsquo;assenza dell&rsquo;orgasmo. Il periodo refrattario, cio&egrave; quello necessario perch&eacute; si abbia una nuova erezione a seguito di una eiaculazione, tende ad aumentare, fino a raggiungere in alcuni casi le 24 ore.</p>
<p align="left">E&rsquo; importante chiarire che i disturbi legati ad una ridotta secrezione di testosterone riguardano tutto il nostro organismo ovvero i muscoli, il cuore, i vasi, l&rsquo;osso e perfino l&rsquo;umore. Infatti altri sintomi caratteristici dell&rsquo;andropausa sono l&rsquo;aumento di peso (di circa 5-10 Kg) con deposizione del grasso a livello dei fianchi, dell&rsquo;addome e delle natiche; riduzione della massa magra con deterioramento del volume e della forza muscolare; riduzione dei peli corporei e alterazioni cutanee, ginecomastia (sviluppo della ghiandola mammaria, spesso asimmetrica), riduzione della dimensione dei testicoli.</p>
<p align="left">Accanto a queste modifiche dell&rsquo;aspetto esteriore abbiamo anche importanti alterazioni metaboliche come un <strong>aumento del rischio di fratture</strong> legato alla riduzione della densit&agrave; minerale ossea con quadri variabili fino all&rsquo;osteoporosi; riduzione del colesterolo HDL, e <strong>aumento del colesterolo LDL</strong> con conseguente aumento del <strong>rischio di patologie cardiovascolari</strong>. Il soggetto in andropausa pu&ograve; presentare inoltre disturbi dell&rsquo;umore e della funzione&nbsp; cognitiva, con irritabilit&agrave;, nervosismo, insonnia, sensazione di malessere generale, carenza di energia e di motivazione, scarsa concentrazione, deficit della memoria a breve termine, depressione, diminuzione dell'autostima, insicurezza. In tutte queste condizioni <strong>&egrave; opportuno rivolgersi al proprio andrologo di fiducia</strong> per eseguire le indagini necessarie e impostare, se necessario, un trattamento. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=339]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=339</guid>
<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>lunedì, 30 Nov 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fumare danneggia la capacità riproduttiva]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left"><strong>Molti studi sono stati sinora condotti sugli effetti dei fumi estratti da sigarette(cse)</strong> per valutare le differenze che si riscontrano nella qualita’ del liquido seminale tra fumatori e non fumatori. In uno studio svolto recentemente dal prof A. Calogero del  dipartimento di scienze biomediche dell’università di Catania si è posta l’attenzione in particolare sugli eventuali danni che si possono avere a carico del nucleo degli spermatozoi e quindi del suo dna.</p>
<p align="left">Studi precedenti avevano dimostrato cheil fumo di sigaretta da parte del partner maschile agisce negativamente sulla salute riproduttiva perche’ provocherebbero “in vitro”  una riduzione della  motilità  degli spermatozoi (circa del 17%) dopo l'esposizione a estratto di fumi (cse) . Questa ipotesi ha trovato il suo riscontro anche in studi in vivo su un gran numero di fumatori (n = 655) rispetto ai non fumatori (n = 1131) nello studio di kunzle nel  2003.  Sembra che un fumatore leggero presenti prevalentemente astenospermia (scarsa motilità), invece i fumatori “pesanti" hanno insieme <strong>astenopermia</strong>, <strong>teratospermia</strong> (forme alterate) e <strong>oligospermia </strong>(scarsita’ di numero).  La riduzione della qualita’ delliquido seminale può’ pertanto essere considerata  un indicatore precoce di danno da fumo. </p>
<p align="left">Uno studio di Zitzmann del 2003 ha evidenziato che il numero di gravidanze nelle donne con partner maschi fumatori è risultato del 22% contro il 38% di chi ha un partner non fumatore; questo è stato confermato anche da studi su coppie sottoposte a riproduzione assistita con il 18% di gravidanze contro il 32% rispettivamente. Risulta anche che il fumo di sigaretta da parte di uno o di entrambi i partner in coppie che si sottopongono a riproduzione assistita,ha effetti negativi sulle prime fasi della fecondazione. Il fumo maschile  puo' essere perciò anche predittore del risultato della pma. Il prof. Calogero, andrologo del dipartimento di scienze biomediche dell’università di Catania, direttore della scuola di specializzazione in endocrinologia, in un recentissimo lavoro pubblicato su rbmonline vol19 n.4 2009 ”<em>cigarette smoke extract immobilizes human spermatozoa and induces sperm apoptosis</em>” ha studiato  su spermatozoi ottenuti da 13 uomini sani, non fumatori con i parametri normali di spermiogramma, gli effetti delle concentrazioni di  estratto di fumi di sigarette (cse) sulla motilità, sui mitocondri (organelli che producono energia per la cellula), sull'integrità della cromatina, componente essenziale del nucleo cellulare e sull' apoptosi (programmazione della morte cellulare). Si e visto che i cse diminuiscono la motilità degli spermatozoi in relazione al tempo di esposizione, aumentano il numero di spermatozoi con scarsa attivita’ dei mitocondri, principale fonte di energia per la loro motilità. Inoltre, i cse hanno avuto un <strong>effetto negativo  anche sulla composizione della cromatina dello spermatozoo e dell'apoptosi</strong>.  Questi effetti dei cse sono di grandezza simile o addirittura superiore a quelli ottenuti in laboratorio, dopo aver messo a contatto gli spermatozoi con una sostanza riconosciuta dannosa per le cellule. </p>
<p align="left">Alla base di questi risultati c’è l’ipotesi che alterazioni del dna spermatico svolgono un ruolo importante nella capacità fecondante degli spermatozoi e possano ostacolare lo sviluppo embrionale. Gli spermatozoi di fumatori hanno avuto un significativo aumento della frammentazione del dna rispetto ai non fumatori. l'estratto di fumo aumenta il numero di spermatozoi con dna danneggiato. In particolare calogero ha  dimostrato che il benzopirene,una sostanza cancerogena , derivante dalla combustione delle sigarette, è’ in grado di legarsi al dna e può essere una potenziale fonte di danni, perchè la capacità di autoriparazione del dna spermatico è bassa rispetto a quella di altre cellule .</p>
<p align="left">Tutto questo suggerisce che il fumo di sigaretta  può avere effetti deleteri sulla qualità nel nucleo degli spermatozoi. In conclusione, <strong>uomini che hanno un futuro programma riproduttivo dovrebbero possibilmente  smettere di fumare</strong>.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=338]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=338</guid>
<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>lunedì, 16 Nov 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quanto influisce lo stress sulla fertilità?]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Numerose coppie riferiscono che molte gravidanze arrivino nel periodo delle vacanze proprio quando si &egrave; pi&ugrave; rilassati e spensierati. Anche nella mia attivit&agrave; professionale ho notato questo fenomeno. Ad esempio coppie infertili alle quali avevo prescritto all&rsquo;inizio dell&rsquo;estate le analisi per capire la causa del ritardo nell'avere un bambino mi comunicano a settembre che il test &egrave; positivo. Addirittura ho osservato lo stesso fenomeno su persone che erano in programma per la fecondazione assistita o qualche volta chi aveva gi&agrave; avuto un figlio con queste tecniche. Mi sono detto spesso : &ldquo;Non pu&ograve; essere un caso!&rdquo;. E infatti non credo che lo sia.</p>
<p align="left">Alla domanda che spesso le coppie mi fanno : &ldquo;<strong>Quanto lo stress influisce sulla fertilit&agrave;?&quot;</strong> rispondo perci&ograve; che influisce, anche se non si sa esattamente come ma qualche meccanismo permette agli eventi della nostra vita di interferire sul funzionamento del nostro corpo compreso il sistema riproduttivo. Noto anche un&rsquo;altra cosa. Mi sembra che abbiano pi&ugrave; successo le terapie per l&rsquo;infertilit&agrave;, anche quelle complesse come la fecondazione assistita, per chi le vive in modo meno accanito, direi pi&ugrave; leggero, meno teso.</p>
<p align="left">Arrivano ora le prime conferme scientifiche di quello che empiricamente osservo. Un gruppo di ricercatori danesi del Dipartimento di Psicologia dell'Universit&agrave; di <em>Aarhus</em> sotto la supervisione dal <em>Prof. Ebbesen</em>, hanno dimostrato in un articolo pubblicato su<em> Human Reproduction</em> che gli eventi stressanti su pazienti sottoposti a Fecondazione in Vitro (FIVET) sono associati a minori percentuali di gravidanze con questa tecnica. Ad 809 donne che avevano eseguito la FIVET &egrave; stato chiesto loro di dichiarare quali eventi stressanti avessero vissuto nei 12 mesi precedenti dalla Fivet e di quantificare lo stress percepito. Ebbene, si &egrave; visto che questi eventi erano molto pi&ugrave; frequenti, specialmente nell&rsquo;ultimo mese che precedeva la terapia, in chi poi non &egrave; riuscita ad ottenere la gravidanza. In particolare sono stati studiati il numero di eventi negativi patiti, il grado di stress percepito ed i sintomi depressivi. Inoltre, il numero di ovociti raccolti in questi pazienti era inferiore a quelli del gruppo con minori eventi stressanti. I ricercatori hanno tenuto a precisare che non si trattava di uno stress legato alla situazione generale di infertilit&agrave; che tutte queste pazienti vivono ma eventi precisi che si sono verificati di recente nella loro vita prima di eseguire la FIVET. Si pensa che meccanismi psicobiologici possano essere alla base di questa riduzione delle possibilit&agrave; di successo come il ridotto numero di ovociti recuperati. Non possiamo escludere per&ograve; altri meccanismi come la qualit&agrave; degli ovociti e la recettivit&agrave; dell&rsquo;endometrio in cui gli embrioni poi si dovrebbero impiantare. </p>
<p align="left"><strong>Cosa possiamo imparare da questa interessante ricerca?</strong> Anzitutto che <strong>gli eventi stressanti davvero influiscono sui risultati della riproduzione umana</strong>. Inoltre che se si sono verificate recentemente situazioni davvero stressanti &egrave; meglio attendere e tentare dopo la terapia specie quelle pi&ugrave; impegnative come la Fecondazione Assistita. </p>
<p align="left">Al di l&agrave; di questi dati per&ograve; io noto che il maggior numero di gravidanze si verifica in chi durante la terapia mantiene un atteggiamento pi&ugrave; equilibrato e di minor tensione come se la donna prendesse tutto con una certa dose di fatalismo e non di certezza nel risultato Inoltre, non &egrave; nemmeno possibile cambiare il carattere delle persone che affrontano un certo tipo di terapia. Ma io ci provo sempre&hellip;</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=337]]></link>
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<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>mercoledì, 21 Oct 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Test di gravidanza]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Molti anni fa (ma neanche poi tanti), la diagnosi di gravidanza si basava su segni soggettivi,  sull'esame fisico ginecologico e sul test di gravidanza classico, eseguito sulle urine. La certezza di uno stato gravidico non poteva essere precoce, e anche le eventuali patologie della gravidanza iniziale passavano a volte inosservate. Negli ultimi anni l'uso routinario della ecografia e del dosaggio plasmatico della BhCG ha reso enormemente più semplice la diagnosi precoce della gravidanza e delle sue possibili complicanze iniziali. </p>
<p>Dopo 12 giorni dal transfer dell’embrione la donna farà eseguire un test di gravidanza (dosaggio del BhCG o beta subunità della gonadotropina corionica, una sostanza ormonale che viene prodotta  già al momento dell'impianto dell'embrione in cavità uterina) per sapere se la gravidanza è iniziata. Se il test è positivo, la settimana successiva il test di gravidanza verrà ripetuto per controllare l’evoluzione della gravidanza. La prima ecografia è prevista alla 6a.-7a. settimana di amenorrea (assenza del ciclo mestruale), e deve accompagnarsi o essere seguita dalla visita ginecologica. In caso di esito negativo, il ciclo mestruale ricompare in genere dopo 10-20 giorni dal transfer dell’embrione, e per sottoporsi a un nuovo tentativo di Riproduzione Assistita bisognerà attendere, in genere, almeno due mesi. Il nuovo tentativo deve essere preceduto da una visita durante la quale vengono valutate le possibili cause del fallimento e vengono chiarite le modalità del prossimo tentativo.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=336]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 6 Jul 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pregnancy Test]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Many years ago (but not so many), the diagnosis of pregnancy was based on subjective signs, on the physical gynaecological examination and on the classical pregnancy test, performed on the urine.  The certainty of the state of pregnancy could not be early, and possible  pathologies of early pregnancy sometimes went unobserved.  In the last years the routine use of ultrasound and of the plasmatic dosage of BhCG has enormously simplified the early diagnosis of pregnancy and possible initial complications. </p>
<p>12 days after transfer of the embryo the woman undertakes a pregnancy test (the dosage of  BhCG or the beta subunit of chorionic gonadotropin, a hormonal substance that is produced from the moment of implantation of the embryo in the uterine cavity) to see if pregnancy has commenced.  If the test is positive, it is repeated the week after to control the evolution of the pregnancy.  The first ultrasound is forecasted for the 6th to 7th week of amenorrhea (absence of menstrual bleed), and should be accompanied by a gynaecological check up.  If the result is negative, menstruation occurs generally, 10-20 days after embryo transfer, and to make another attempt of Assisted Reproduction the couple has to wait for at least two months.  The new attempt has to be preceded by an examination to evaluate the possible causes of failure and to decide the techniques to be used for the next attempt.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=335]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 6 Jul 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tecniche di Riproduzione Assistita]]></title>
<description><![CDATA[<p>Si intende con questo termine l&rsquo;insieme delle tecniche che, agendo direttamente sugli spermatozoi, gli ovuli o gli embrioni, consente di superare alcuni ostacoli alla fecondazione naturale. Le tecniche pi&ugrave; usate sono: </p>
<p><strong>Inseminazione Intrauterina (IUI)</strong><br />consiste nel trattare in laboratorio il liquido seminale per selezionare gli spermatozoi pi&ugrave; mobili e iniettarli con un tubicino di plastica all&rsquo;interno dell&rsquo;utero nel periodo dell&rsquo;ovulazione, sia essa spontanea, oppure stimolata. Si ricorre all&rsquo;inseminazione in caso di ostacoli nel canale cervicale, infertilit&agrave; inspiegata, o cause andrologiche lievi. Pu&ograve; dare dal 10% al 15% di gravidanza per tentativo </p>
<p><strong>Fecondazione In Vitro ed Embrio Transfer (FIVET)</strong><br />&Eacute; la tecnica pi&ugrave; usata di Riproduzione Assistita. Consiste in una forte stimolazione ovarica per far formare molti follicoli in entrambe le ovaie. Nella stimolazione ovarica per la FIVET (o la ICSI) esistono due tipi di protocolli: nel protocollo lungo &egrave; prevista una prima fase detta di &ldquo;soppressione&rdquo;, nella quale si mettono a riposo le ovaie per circa 2 settimane a partire dal 21o. giorno del ciclo precedente con iniezioni quotidiane o con un&rsquo;unica iniezione; nella seconda fase, di stimolazione vera e propria, le iniezioni sono quotidiane, mattina e sera, per circa 10 giorni. Nel protocollo breve si inizia la stimolazione diretta al 2o. giorno del ciclo Quando i follicoli sono abbastanza grandi, vengono punti con un ago, attraverso la vagina, mediante il controllo di un ecografo; nel liquido aspirato dall&rsquo;interno dei follicoli vengono isolati in laboratorio gli ovuli da fecondare. Contemporaneamente il liquido seminale viene trattato come per l&rsquo;Inseminazione Intrauterina, e gli spermatozoi pi&ugrave; mobili sono messi a contatto con gli ovuli. Dopo due o tre giorni di sviluppo dell&rsquo;ovulo fecondato fuori dal corpo (in un apparecchio che simula perfettamente l&rsquo;ambiente corporeo) gli embrioni che si formano vengono delicatamente trasferiti nell&rsquo;utero con un tubicino di plastica. Questa tecnica si utilizza nei casi in cui le tube non funzionano, nei casi d&rsquo;infertilit&agrave; inspiegata e quando esistono problemi maschili di media gravit&agrave;. Il successo della FIVET dipende principalmente dalla qualit&agrave; degli embrioni che vengono trasferiti in utero -&nbsp; caratteristica che &egrave; solo grossolanamente valutabile dal loro aspetto al microscopio. Gli embrioni di I grado sono i migliori; poi vi sono quelli di II, III e infine di IV grado, che sono gli embrioni con minore probabilit&agrave; di impiantarsi. Nessuno, comunque, pu&ograve; affermare che un embrione di IV grado non potr&agrave; mai impiantarsi. &Egrave; altrettanto vero, per&ograve;, che l&rsquo;embrione di I grado ha una probabilit&agrave; elevata di far iniziare la gravidanza </p>
<p><strong>Intra Cytoplasmatic Sperm Injection (ICSI)</strong><br />Vi si ricorre nei casi d&rsquo;infertilit&agrave; maschile. In pratica &egrave; come la FIVET fino alla fecondazione. Se gli spermatozoi sono molto deboli, infatti, non basta metterli a contatto con gli ovuli. In questo caso con apparecchiature molto sofisticate &egrave; necessario prendere gli spermatozoi uno ad uno ed inserirli direttamente in altrettanti ovuli. Dopo circa 40 ore si formano gli embrioni che, come nella FIVET, verranno trasferiti in utero </p>
<p><strong>Testicular Sperm Extraction (TESE)</strong><br />A questa tecnica di Riproduzione Assistita si ricorre nei casi di infertilit&agrave; maschile per azoospermia, quando nel liquido seminale non ci sono spermatozoi. Il giorno stesso, oppure il giorno prima dell&rsquo;aspirazione follicolare, si preleva un frammento di tessuto da uno o entrambi i testicoli: in pratica &egrave; una biopsia testicolare che si usa come fonte di spermatozoi per eseguire successivamente la ICSI. Infatti nel testicolo spesso gli spermatozoi sono presenti, anche se in numero molto ridotto. Si pu&ograve; eseguire ambulatoriamente in anestesia locale. I risultati dipendono molto dal ritrovamento di spermatozoi nei frammenti testicolari, che avviene in pi&ugrave; del 50% dei casi. Una volta ritrovati gli spermatozoi, i risultati in termini di gravidanza sono paragonabili a quelli dell&rsquo;ICSI. I rischi sono scarsi ma l&rsquo;impegno per la coppia &egrave; notevole. Se al termine della biopsia testicolare risultano 0 spermatozoi, il trattamento di Riproduzione Assistita non pu&ograve; proseguire. E&rsquo; possibile congelare gli spermatozoi ritrovati per praticare la ICSI anche dopo molti mesi </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=332]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 29 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Techniques of Assisted Reproduction]]></title>
<description><![CDATA[<p>This term refers to the combination of techniques that used to surpass the obstacles of natural fertilisation, by intervening directly on the spermatozoa, ovules and embryos.  The most frequently used technique are: </p>
<p><strong>Intrauterine Insemination (IUI)</strong> <br />consists in the treatment, in the laboratory, of the seminal liquid in order to select the most mobile spermatozoa and inject them using a plastic tube into the uterus at the time of ovulation, this being spontaneous or stimulated.  Intrauterine insemination is used when there are obstacles in the cervical canal, for unexplained infertility and for andrological causes.  It can give 10% to 15% of pregnancy per attempt </p>
<p><strong>In Vitro Fertilisation and Embryo Transfer (FIVET)</strong> <br />it is the most frequently used  Assisted Reproduction technique.  It consists of strong ovarian stimulation in order to form many follicles in both the ovaries.  During stimulation for FIVET (or ICSI) two protocols exist: in the long protocol the first phase is called “suppression”, in which the ovaries are put to rest for about 2 weeks starting from the 21st day of the preceding cycle with daily injections or a single injection; the second phase is stimulation, comprising daily injections, morning and night, for about 10 days.  In the short protocol stimulation is commenced immediately on the 2nd day of the cycle.  When the follicles are big enough they are pierced with a needle inserted through the vagina and using ultrasound monitoring.  The ovules to be fertilised are isolated from the liquid aspired from inside the follicle in the laboratory. At the same time the seminal liquid is treated for Intrauterine Insemination, and the most mobile spermatozoa are put in contact with the ovules.  Two to three days of development of the ovule outside the body (in an environment that perfectly simulates the bodily environment) the embryos  that are formed are delicately transferred into the uterus using a plastic tube.  This technique is used in cases where the tubes do not function, in cases of unexplained infertility and when there are male problems of  medium seriousness.  The success of FIVET depends mainly on the quality of the embryos that are transferred into the uterus –a characteristic that can largely be evaluated by their aspect under a microscope.  1st grade embryos are the best then there are II, III and finally IV grade, that are the embryos with the smallest possibility of implantation.  It is equally true that a 1st grade embryo has a high probability to start a pregnancy </p>
<p><strong>Intra Cytoplasmic Sperm Injection (ICSI)</strong> <br />It is used in cases of male infertility.  It is practically the same as FIVET up until fertilisation.  If the spermatozoa are very weak, it is not enough to put them in contact with the ovules.  In this case using very sophisticated equipment it is necessary to take the spermatozoa one at a time and insert them directly into the ovules.  After about 40 hours embryos are formed, which, like in FIVET, are transferred in utero </p>
<p><strong>Testicular Sperm Extraction (TESE)</strong> <br />This Assisted Reproduction Technique is used for male infertility in cases of azoospoermia, when there are no spermatozoa in the seminal liquid.  On the same day, or the day before  follicular aspiration, a fragment of  tissue is taken from one or both the testicles:  it is practically a testicular biopsy which is used as a source of spermatozoa for the successive use in ICSI.  In fact, spermatozoa are often present in the testicle, even if in a reduced number.  It can be performed in the doctors rooms under local anaesthetic.  The results depend very much on the presence of spermatozoa in the testicular fragments, which occurs in more than 50% of the cases.  Once the spermatozoa are found, the results in terms of pregnancy are comparable to those of ICSI.  The risks are very few but the effort of the couple is notable.  If after the testicular biopsy 0 spermatozoa are found, the treatment of Assisted Rreproduction cannot continue.  It is possible to freeze the spermatozoa found, for use even after many months. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=331]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 29 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stimolazione ovarica e monitoraggio]]></title>
<description><![CDATA[<p>Si somministrano alla donna idonee quantità di ormoni (in genere FSH, ormone follicolostimolante ) per un numero di giorni variabile in funzione della risposta individuale della paziente, che viene controllata con una serie di ecografie <em><strong>(monitoraggio follicolare)</strong></em> e di misurazioni degli ormoni nel sangue <strong><em>(monitoraggio ormonale)</em></strong> nel corso della terapia. Quando i follicoli hanno raggiunto dimensioni adeguate si somministra un ormone, l’HCG - o gonadotropina corionica umana - per far raggiungere la maturazione finale agli ovociti, che potranno essere prelevati dopo 36 ore circa. Si invita la coppia ad avere uno o più rapporti nel periodo in cui si esegue la puntura di HCG. </p>
<p>Nella simolazione ovarica per la FIVET(o la ICSI) esistono due tipi di protocolli: nel <strong>protocollo lungo</strong> è prevista una prima fase detta di “soppressione”, nella quale si mettono a riposo le ovaie per circa 2 settimane a partire dal 21o. giorno del ciclo precedente con iniezioni quotidiane o con un’unica iniezione; nella seconda fase, di stimolazione vera e propria, le iniezioni sono quotidiane, mattina e sera, per circa 10 giorni. Nel <strong>protocollo breve</strong> si inizia la stimolazione diretta al 2o. giorno del ciclo. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=328]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=328</guid>
<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 22 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ovarian stimulation and monitoring]]></title>
<description><![CDATA[<p>The ideal quantity of hormones (generally FSH, follicle stimulating hormone) are administered to the woman for a number of days that varies depending on the individual response of the patient, who is monitored with a series of ultrasounds <strong><em>(follicular monitoring)</em></strong> and the measurement of the levels of hormones in the blood <em><strong>(hormonal monitoring)</strong></em> during the course of the therapy.  When the follicles reach the correct dimensions the hormone HCG (human chorionic gonadotropin) is administered –to allow the ova to reach maturity which can be harvested 36 hours later.  The couple is invited to have intercourse once or more after the HCG  injection. </p>
<p>In ovarian stimulation for FIVET (or ICSI) two types of protocol exist: in the <strong>long protocol</strong> the first phase is called “suppression”, in which the ovaries are put to rest for about 2 weeks starting from the 21st day of the preceding cycle with daily injections or a single injection; the second phase is stimulation, comprising daily injections, morning and night, for about 10 days. In the<strong> short protocol</strong> stimulation is commenced immediately on the 2nd day of the cycle.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=327]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=327</guid>
<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 22 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
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