<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>Fertilita.org, il Portale della Fertilità e della Fecondazione Assistita</title><link>http://www.fertilita.org</link><description>Fertilita.org, il Portale della Fertilità</description><language>it</language><copyright>Fertilita.Org 2005-2010</copyright><image><url>http://www.fertilita.org/portale/images/logorss.gif</url><title>Il portale della Fertilità e della Fecondazione Assistita - RSS</title><link>http://www.fertilita.org</link><width>200</width><height>60</height></image><item>
<title><![CDATA[Piccolo è bello: il gene]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Sempre più spesso <strong>si legge su quotidiani e riviste anche prestigiose delle nuove frontiere della ingegneria biomedica,</strong> e dei <strong>meravigliosi risultati che questa scienza sta</strong> <strong>ottenendo</strong>. Mani e braccia bioniche vengono ripetutamente segnalate, microcips che introdotti nel cervello restituiscono l’udito ai sordi, come quelli applicati al piccolo <em>Aiden Kenny</em>, che applicati all’età di dieci mesi gli hanno consentito non solo di udire, ma consequenzialmente anche di parlare. La meraviglia che queste protesi evocano, non sono frutto solo di nuove conoscenze tecnologiche, esse vengono da lontano e piano piano stanno conquistando sempre più spazio all’interno del nostro corpo.</p>
<p align="left">Avete mai pensato che quando il dentista vi modella una nuova protesi? Egli sta compiendo in piccolo la stessa operazione: sostituire l’organo biologico con uno ricostruito artificialmente. Così come fa il cardiologo quando applica un <em>pace maker</em>, integra una funzione biologica patologica con uno stimolatore elettrico applicato dentro il nostro corpo, che dire delle protesi di anca o di ginocchio che tanti problemi hanno risolto a moltissimi pazienti, ed anche della spirale, piccola protesi che introdotta in utero ottiene il risultato di impedire la fertilità.</p>
<p align="left">Questo vuol dire che ormai<strong> il nostro organismo è permeabile alla tecnologia</strong> e che il nostro corpo ha cambiato il suo statuto culturale il paradigma del sistema scientifico, è dato dal sapere culturale che  è l'espressione dell'ambiente che lo produce. Le due dinamiche  si stimolano e si potenziano a vicenda. Rifacendoci a quanto espresso in precedenza, possiamo affermare che la virtualizzazione dei corpi è stata resa possibile solo dopo che culturalmente la nostra mente aveva accettato la trasparenza dei corpi ottenuti con "<em>l'imaging</em>" in medicina: raggi x, ecografia, rsm, che avevano già decomposto e digitalizzato it nostro paradigma corporeo. Un discorso a parte merita per noi <strong>l'ecografia in campo ostetrico</strong> per l'importanza che ha avuto nel cambiare le modalità di approccio alla maternità.</p>
<p align="left">Culturalmente abbiamo superato l’errore dello scientismo ottocentesco  quello, cioè, della ricerca a ogni costo  della coerenza del sistema e della sua relazione con la "<em>praxis</em>", in una parola una vera ossessione per l'universale, dimenticando il particolare, la negazione, la differenza, enfatizzando una neutralità di giudizio, credendo che i contesti sociali, i desideri non influenzassero minimamente il sapere scientifico, mentre la formazione di idee, credenze, tecnica ed ogni altro elemento culturale, sono possibili solo nella differenza che quel sistema sociale stabilisce con gli altri sistemi confinanti, esterni, che vi roteano intorno, vi penetrano e vi riescono. Attraverso queste inferenze, si formano i concetti, il sapere tecnologico, e anche le leggi scientifiche, che come quelle giuridiche sono un prodotto delle condizioni politiche e sociali. II sapere scientifico, spesso, preferisce risposte tautologiche, si trincera dentro l'assioma che: "<em><strong>Solo la scienza può spiegare la scienza</strong></em>", lasciando gli errori delle sue valutazioni, quelli sì, alle influenze dell'ambiente. L'ipertecnologia ed il suo sopravvento su ogni altra componente ha creato degli altri bisogni, ma ha anche aperto dei nuovi orizzonti che hanno definito nuove modalità dell'agire legate soprattutto alle biotecnologie ed alla comunicazione accompagnandoci nell'era post-moderna.</p>
<p align="left">Ora l'uomo è a contatto con le immense autostrade della comunicazione, ha quindi un nuovo ambiente; nel vorticoso cambiamento in atto l'evoluzione è guidata dal mondo delle merci, ma, stranamente va verso l'immateriale: la comunicazione meta scienza umanistica grazie all'istantaneità di trasmissione ha favorito it sapere tecnologico; la tecnica da mezzo per superare i limiti del "naturale" diventa essa stessa "natura" semplicemente per il fatto di essere ubiquitariamente presente. Immaterialmente supera in velocità, i vecchi spazi del sapere non ha bisogno di riflessioni né di dimostrare verità deve semplicemente funzionare. E' questo un ambiente in continuo fermento evolutivo, la tecnica non è più l'estensione degli organi umani, o meglio non solo, è parte integrante, simbiotica del corpo umano, e quello è stato definito <em>Cymbionte</em>.<br /> <br />Pensare ad una <strong>nuova antropologia</strong>, significa<strong> immaginare che l’antropologia si spogli d'ogni vestito e belletto e si guardi dentro per trovare la sua unità di misura</strong>. Pensare questo, a nostro parere, non vuol dire proiettarsi in un futuro invaso da computer in maniera da dimenticare quanto e stato fatto, magari invece sfruttare la "naturale" realistica trasversalità della antropologia e cercare di farla divenire anello di congiunzione tra le scienze umanistiche, sociali e biologiche, computazionali, senza che entrino in conflitto tra di loro. Questa caratteristica del sapere antropologico era gia nota ai primi del secolo, Taylor definisce l'antropologia: "<em>la sinossi della natura corporea e mentale dell'uomo, nonche la teoria dell'intero decorso della sua esistenza fin dalla prima cornparsa sulla terra</em>". L'uomo non è una creatura diversa. Un primo passo verso "<em>nuove sinossi</em>" fu effettuato da <em>Robin Fox</em> e <em>Lione Tigre</em> i quali nel 1970 per primi coniarono l'espressione "Antropologia biosociale," prospettando uno studio integrato tra etologia ed antropologia. Successivamente, grazie agli studi sul cognitivismo, per progettare un computer, il più vicino possibile alla mente umana, e quindi al filone di ricerche neurobiologiche, le scienze tradizionalmente considerate "umanistiche" entrano nella sfera di interesse del biologo, che grazie alla teoria evoluzionistica e allo studio degli elementi più piccoli, ma più complessi come i geni prospettano in maniera realistica la possibilità di studiare l' uomo e il suo comportamento attraverso la sequenza dei mattoni costituenti la doppia elica di Dna.</p>
<p align="left">Dobbiamo dunque preparaci ad un'antropologia del gene, perchè "l'unita di misura" è cambiata. Prima l'uomo con la sua corporeità era al centro immobile come un monolita, ora la sua corporeità non solo è trasparente, ma sono i suoi segmenti più piccoli a stabilirne le coordinate per rapportarsi all'ambiente "nuovo". II gene, come notano<em> Nelkin</em> e <em>Susan Lindee</em>, nel loro libro <em>"The DNA Mystique</em>: “<em>the gene as a cultural ione</em>", è ormai entrato nell'immaginario popolare a livello di icona, e ormai un simbolo quasi magico.</p>
<p align="left"><strong>Siamo soliti  pensare a Dio e a paragonarlo all’immensità e se … se fosse un <em>microcips</em>?</strong></p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=343]]></link>
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<author>Amilcare Spinapolice, specialista in ginecologia e ostetricia</author>
<pubDate>lunedì, 7 Jun 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’obesità limita il successo di impianto dell’embrione, non la qualità]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Nelle<strong> donne obese</strong> l&rsquo;infertilit&agrave; &egrave; dovuta principalmente ad alterazioni della parete dell&rsquo;endometrio, in cui avviene l&rsquo;impianto dell&rsquo;embrione, piuttosto che alla qualit&agrave; embrionale. Questa &egrave; l&rsquo;interessante conclusione di un lavoro recentemente pubblicato su Fertility &amp; Sterility.</p>
<p align="left">L&rsquo;obesit&agrave; pu&ograve; rappresentare un problema per le donne che ricercano una gravidanza. Per capire qual &egrave; il nostro peso forma esiste l&rsquo;indice di massa corporea (BMI), un parametro che mette in relazione il peso e l&rsquo;altezza (BMI= peso/altezza2). Secondo questo indice si possono distinguere le donne in 4 gruppi:</p>
<p align="left">- BMI&lt;20 kg/m2 : sottopeso;<br />- 20&lt;BMI&lt;24,9 kg/m2: normalit&agrave;;<br />- 25&lt;BMI&lt;29.9 kg/m2 : sovrappeso;<br />- BMI&gt;30 kg/m2 : obesit&agrave;.</p>
<p align="left">Lo studio svolto dal gruppo del <em>Dr. Meseguer</em>, presso l&rsquo;Universit&agrave; di<em> Valencia</em>, ha avuto come scopo quello di confrontare il successo degli interventi di fecondazione <em>in vitro</em> (IVF) in gruppi di pazienti con diversi BMI. Il risultato &egrave; stato che il tasso di fecondazione e la qualit&agrave; embrionale non sono significativamente diversi nei vari gruppi, mentre il tasso di impianto, di gravidanza e i bambini nati sono risultati minori nel gruppo delle pazienti obese, ovvero con BMI&gt;30 kg/m2. In particolare &egrave; stato osservato che il tasso di gravidanza e di bambini nati decresce progressivamente ad ogni unit&agrave; di BMI.</p>
<p align="left">Si pu&ograve; quindi concludere che l&rsquo;obesit&agrave; non influenza tanto la qualit&agrave; embrionale, piuttosto altera l&rsquo;ambiente uterino, rendendo pi&ugrave; difficoltoso l&rsquo;impianto dell&rsquo;embrione e quindi l&rsquo;instaurarsi di una gravidanza.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=342]]></link>
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<author>Sebastiana Pappalardo, biologa</author>
<pubDate>lunedì, 24 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I bambini nati dalla PMA non sono più alti dei bambini concepiti naturalmente]]></title>
<description><![CDATA[La crescita dei bambini nati dalla fecondazione <em>in-vitro (IVF)</em> e dalla ICSI è paragonabile a quella degli altri bambini. La notizia è il risultato di uno studio svolto in collaborazione tra l’Università di Londra e quella di <em>Ulster</em> (Irlanda).
<p>Sono stati pubblicati diversi articoli discordanti riguardo l’effetto dell’<strong>IVF</strong> e della <strong>ICSI </strong>sulla crescita dei bambini nati attraverso queste tecniche. Alcuni studi hanno dimostrato che i bambini concepiti “artificialmente” potrebbero avere una tendenza ad essere più alti della norma, a causa di alcuni meccanismi genetici che risultano alterati durante le procedure<em> in-vitro</em>. </p>
<p>Il Dr. Sutcliffe ha svolto uno studio comparativo tra i bambini nati in Inghilterra con procedure IVF, ICSI o in seguito a concepimento naturale. Sono stati monitorati circa 150 bambini per gruppo a partire dalla nascita fino all’età di 12 anni. Sono stati misurati l’altezza e il peso a diversi intervalli: alla nascita, a 5 anni, a 7-9 anni e a 10-12 anni. Alla nascita è stata misurata anche la circonferenza della testa. Dal confronto di questi parametri alle diverse età non è risultata nessuna differenza significativa. </p>
<p>Questo studio offre un confortante sostegno alla tesi che la crescita fino a i 12 anni dei bambini nati da IVF e ICSI non è significativamente diversa da quella dei bambini concepiti naturalmente. Nonostante ciò altri studi sono necessari per approfondire gli effetti della fecondazione assistita sullo sviluppo durante la pubertà e nella vita adulta. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=341]]></link>
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<author>Sebastiana Pappalardo, biologa</author>
<pubDate>lunedì, 17 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le cisti ovariche endometriosiche]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left"><strong>L’endometriosi è una malattia che colpisce circa il 10-15% delle donne in età fertile e le cisti ovariche sono la sua manifestazione più frequente.</strong> </p>
<p align="left">Da molti studi del passato (Busacca ed altri del 2006 – Somigliana ed altri del 2006 e parecchi altri ancora), sembra che l’asportazione chirurgica delle cisti ovariche endometriosiche diminuisca  la percentuale di ovulazione nell’ovaio operato perché, con la tecnica dello <em>stripping laparoscopico</em> (si asporta la cisti staccandola tramite trazione dal resto del tessuto ovarico sano) e con la successiva coagulazione dell’ovaio, si porta via parte dello stesso e si danneggiano anche i follicoli che erano localizzati nel tessuto sano dell’ovaio vicino alla cisti.</p>
<p align="left">Ma non è da escludere che la diminuzione delle ovulazioni sia dovuta alla semplice presenza della cisti ovarica ancora prima che l’ovaio venga operato.  In effetti Maneschi ed altri in uno studio del 1993 avevano notato un numero di follicoli ridotto nelle ovaie di donne con cisti endometriosiche rispetto alle ovaie di donne con cisti ovariche dermoidi o di altra natura.<br /> <br />Per cercare di chiarire questo aspetto nel 2009 è stato effettuato uno studio presso il<em> Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Maggiore</em>, della <em>Clinica Mangiagalli</em> e del <em>Regina Elena</em> di Milano da Vercellini, Somigliana ed altri pubblicato su Human Reproduction.  Sono state studiate 70 donne con cisti ovarica endometriosica  maggiore di 10 mm di diametro in un solo ovaio. Queste donne non avevano mai fatto interventi né terapie ormonali. Sono state monitorizzate ecograficamente tutte dagli stessi operatori e con lo stesso ecografo a partire dal 6°-10° gg del ciclo per seguire l’ovulazione e soprattutto l’ovaio in cui avveniva.</p>
<p align="left">In effetti si è visto che l’ovulazione si era verificata nelle ovaie con la cisti solo in 22 casi con un rapporto di 1 a 2 rispetto alle ovaie senza cisti. Risultato, questo, molto simile a quello di uno studio recente effettuato da Horikawa nel 2008.<br /> <br />Si può quindi dire che indubbiamente anche <strong>la sola presenza di una cisti ovarica potrebbe influire negativamente sulla percentuale di ovulazioni spontanee</strong>. Non è ancora chiaro il meccanismo con cui questo avviene; è probabile sia dovuto alla semplice crescita delle cisti o la reazione infiammatoria che l’<strong>Endometriosi</strong> di per sé scatena. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=340]]></link>
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<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>giovedì, 22 Apr 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che cos'è l'andropausa?]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">L&rsquo;&rdquo;<strong>andropausa</strong>&rdquo; &egrave; una sindrome clinica legata al fisiologico calo nella produzione degli ormoni sessuali maschili da parte dei testicoli, che non deve essere considerata un equivalente della menopausa femminile.</p>
<p align="left">A differenza di quanto si verifica nelle donne, infatti, in cui si ha un arresto quasi totale e relativamente rapido degli estrogeni (gli ormoni sessuali femminili), negli uomini si ha un calo molto graduale, a partire dai 45 anni, del testosterone circolante, che si manifesta in maniera pi&ugrave; eclatante solo una volta superata la sesta-settima decade di vita. Ci&ograve; spiega i motivi per cui la sintomatologia dell&rsquo;andropausa sia molto pi&ugrave; sfumata rispetto a quella della menopausa. In secondo luogo, influiscono sull&rsquo;et&agrave; di esordio dei sintomi anche lo stato di salute generale dell&rsquo;individuo e i farmaci che assume. Questo calo ormonale non si manifesta per&ograve; necessariamente, non avviene in misura uguale per tutti e non ha sintomi chiari e repentini. Un uomo, anche anziano, pu&ograve; essere comunque perfettamente in grado di avere rapporti sessuali e procreare figli, essendo ancora fertile.</p>
<p align="left">E&rsquo; per questo che i termini &quot;menopausa maschile&quot; o andropausa appaiono impropri: si preferisce parlare di <strong>quadro clinico di parziale deficienza androgenica nel maschio di et&agrave; avanzata</strong>. </p>
<p align="left">I disturbi legati alla sindrome da carenza di androgeni nel maschio di et&agrave; avanzata che pi&ugrave; frequentemente portano alla diagnosi sono quelli legati alla sfera sessuale. Da questo punto di vista una riduzione dei valori di testosterone pu&ograve; provocare un calo del desiderio e le erezioni possono divenire modeste o assenti, riducendosi anche quelle involontarie. Si possono verificare anche un calo della potenza dell'eiaculazione, una riduzione del volume dell&rsquo;eiaculato e una riduzione o addirittura l&rsquo;assenza dell&rsquo;orgasmo. Il periodo refrattario, cio&egrave; quello necessario perch&eacute; si abbia una nuova erezione a seguito di una eiaculazione, tende ad aumentare, fino a raggiungere in alcuni casi le 24 ore.</p>
<p align="left">E&rsquo; importante chiarire che i disturbi legati ad una ridotta secrezione di testosterone riguardano tutto il nostro organismo ovvero i muscoli, il cuore, i vasi, l&rsquo;osso e perfino l&rsquo;umore. Infatti altri sintomi caratteristici dell&rsquo;andropausa sono l&rsquo;aumento di peso (di circa 5-10 Kg) con deposizione del grasso a livello dei fianchi, dell&rsquo;addome e delle natiche; riduzione della massa magra con deterioramento del volume e della forza muscolare; riduzione dei peli corporei e alterazioni cutanee, ginecomastia (sviluppo della ghiandola mammaria, spesso asimmetrica), riduzione della dimensione dei testicoli.</p>
<p align="left">Accanto a queste modifiche dell&rsquo;aspetto esteriore abbiamo anche importanti alterazioni metaboliche come un <strong>aumento del rischio di fratture</strong> legato alla riduzione della densit&agrave; minerale ossea con quadri variabili fino all&rsquo;osteoporosi; riduzione del colesterolo HDL, e <strong>aumento del colesterolo LDL</strong> con conseguente aumento del <strong>rischio di patologie cardiovascolari</strong>. Il soggetto in andropausa pu&ograve; presentare inoltre disturbi dell&rsquo;umore e della funzione&nbsp; cognitiva, con irritabilit&agrave;, nervosismo, insonnia, sensazione di malessere generale, carenza di energia e di motivazione, scarsa concentrazione, deficit della memoria a breve termine, depressione, diminuzione dell'autostima, insicurezza. In tutte queste condizioni <strong>&egrave; opportuno rivolgersi al proprio andrologo di fiducia</strong> per eseguire le indagini necessarie e impostare, se necessario, un trattamento. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=339]]></link>
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<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>lunedì, 30 Nov 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fumare danneggia la capacità riproduttiva]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left"><strong>Molti studi sono stati sinora condotti sugli effetti dei fumi estratti da sigarette(cse)</strong> per valutare le differenze che si riscontrano nella qualita’ del liquido seminale tra fumatori e non fumatori. In uno studio svolto recentemente dal prof A. Calogero del  dipartimento di scienze biomediche dell’università di Catania si è posta l’attenzione in particolare sugli eventuali danni che si possono avere a carico del nucleo degli spermatozoi e quindi del suo dna.</p>
<p align="left">Studi precedenti avevano dimostrato cheil fumo di sigaretta da parte del partner maschile agisce negativamente sulla salute riproduttiva perche’ provocherebbero “in vitro”  una riduzione della  motilità  degli spermatozoi (circa del 17%) dopo l'esposizione a estratto di fumi (cse) . Questa ipotesi ha trovato il suo riscontro anche in studi in vivo su un gran numero di fumatori (n = 655) rispetto ai non fumatori (n = 1131) nello studio di kunzle nel  2003.  Sembra che un fumatore leggero presenti prevalentemente astenospermia (scarsa motilità), invece i fumatori “pesanti" hanno insieme <strong>astenopermia</strong>, <strong>teratospermia</strong> (forme alterate) e <strong>oligospermia </strong>(scarsita’ di numero).  La riduzione della qualita’ delliquido seminale può’ pertanto essere considerata  un indicatore precoce di danno da fumo. </p>
<p align="left">Uno studio di Zitzmann del 2003 ha evidenziato che il numero di gravidanze nelle donne con partner maschi fumatori è risultato del 22% contro il 38% di chi ha un partner non fumatore; questo è stato confermato anche da studi su coppie sottoposte a riproduzione assistita con il 18% di gravidanze contro il 32% rispettivamente. Risulta anche che il fumo di sigaretta da parte di uno o di entrambi i partner in coppie che si sottopongono a riproduzione assistita,ha effetti negativi sulle prime fasi della fecondazione. Il fumo maschile  puo' essere perciò anche predittore del risultato della pma. Il prof. Calogero, andrologo del dipartimento di scienze biomediche dell’università di Catania, direttore della scuola di specializzazione in endocrinologia, in un recentissimo lavoro pubblicato su rbmonline vol19 n.4 2009 ”<em>cigarette smoke extract immobilizes human spermatozoa and induces sperm apoptosis</em>” ha studiato  su spermatozoi ottenuti da 13 uomini sani, non fumatori con i parametri normali di spermiogramma, gli effetti delle concentrazioni di  estratto di fumi di sigarette (cse) sulla motilità, sui mitocondri (organelli che producono energia per la cellula), sull'integrità della cromatina, componente essenziale del nucleo cellulare e sull' apoptosi (programmazione della morte cellulare). Si e visto che i cse diminuiscono la motilità degli spermatozoi in relazione al tempo di esposizione, aumentano il numero di spermatozoi con scarsa attivita’ dei mitocondri, principale fonte di energia per la loro motilità. Inoltre, i cse hanno avuto un <strong>effetto negativo  anche sulla composizione della cromatina dello spermatozoo e dell'apoptosi</strong>.  Questi effetti dei cse sono di grandezza simile o addirittura superiore a quelli ottenuti in laboratorio, dopo aver messo a contatto gli spermatozoi con una sostanza riconosciuta dannosa per le cellule. </p>
<p align="left">Alla base di questi risultati c’è l’ipotesi che alterazioni del dna spermatico svolgono un ruolo importante nella capacità fecondante degli spermatozoi e possano ostacolare lo sviluppo embrionale. Gli spermatozoi di fumatori hanno avuto un significativo aumento della frammentazione del dna rispetto ai non fumatori. l'estratto di fumo aumenta il numero di spermatozoi con dna danneggiato. In particolare calogero ha  dimostrato che il benzopirene,una sostanza cancerogena , derivante dalla combustione delle sigarette, è’ in grado di legarsi al dna e può essere una potenziale fonte di danni, perchè la capacità di autoriparazione del dna spermatico è bassa rispetto a quella di altre cellule .</p>
<p align="left">Tutto questo suggerisce che il fumo di sigaretta  può avere effetti deleteri sulla qualità nel nucleo degli spermatozoi. In conclusione, <strong>uomini che hanno un futuro programma riproduttivo dovrebbero possibilmente  smettere di fumare</strong>.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=338]]></link>
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<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>lunedì, 16 Nov 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quanto influisce lo stress sulla fertilità?]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Numerose coppie riferiscono che molte gravidanze arrivino nel periodo delle vacanze proprio quando si &egrave; pi&ugrave; rilassati e spensierati. Anche nella mia attivit&agrave; professionale ho notato questo fenomeno. Ad esempio coppie infertili alle quali avevo prescritto all&rsquo;inizio dell&rsquo;estate le analisi per capire la causa del ritardo nell'avere un bambino mi comunicano a settembre che il test &egrave; positivo. Addirittura ho osservato lo stesso fenomeno su persone che erano in programma per la fecondazione assistita o qualche volta chi aveva gi&agrave; avuto un figlio con queste tecniche. Mi sono detto spesso : &ldquo;Non pu&ograve; essere un caso!&rdquo;. E infatti non credo che lo sia.</p>
<p align="left">Alla domanda che spesso le coppie mi fanno : &ldquo;<strong>Quanto lo stress influisce sulla fertilit&agrave;?&quot;</strong> rispondo perci&ograve; che influisce, anche se non si sa esattamente come ma qualche meccanismo permette agli eventi della nostra vita di interferire sul funzionamento del nostro corpo compreso il sistema riproduttivo. Noto anche un&rsquo;altra cosa. Mi sembra che abbiano pi&ugrave; successo le terapie per l&rsquo;infertilit&agrave;, anche quelle complesse come la fecondazione assistita, per chi le vive in modo meno accanito, direi pi&ugrave; leggero, meno teso.</p>
<p align="left">Arrivano ora le prime conferme scientifiche di quello che empiricamente osservo. Un gruppo di ricercatori danesi del Dipartimento di Psicologia dell'Universit&agrave; di <em>Aarhus</em> sotto la supervisione dal <em>Prof. Ebbesen</em>, hanno dimostrato in un articolo pubblicato su<em> Human Reproduction</em> che gli eventi stressanti su pazienti sottoposti a Fecondazione in Vitro (FIVET) sono associati a minori percentuali di gravidanze con questa tecnica. Ad 809 donne che avevano eseguito la FIVET &egrave; stato chiesto loro di dichiarare quali eventi stressanti avessero vissuto nei 12 mesi precedenti dalla Fivet e di quantificare lo stress percepito. Ebbene, si &egrave; visto che questi eventi erano molto pi&ugrave; frequenti, specialmente nell&rsquo;ultimo mese che precedeva la terapia, in chi poi non &egrave; riuscita ad ottenere la gravidanza. In particolare sono stati studiati il numero di eventi negativi patiti, il grado di stress percepito ed i sintomi depressivi. Inoltre, il numero di ovociti raccolti in questi pazienti era inferiore a quelli del gruppo con minori eventi stressanti. I ricercatori hanno tenuto a precisare che non si trattava di uno stress legato alla situazione generale di infertilit&agrave; che tutte queste pazienti vivono ma eventi precisi che si sono verificati di recente nella loro vita prima di eseguire la FIVET. Si pensa che meccanismi psicobiologici possano essere alla base di questa riduzione delle possibilit&agrave; di successo come il ridotto numero di ovociti recuperati. Non possiamo escludere per&ograve; altri meccanismi come la qualit&agrave; degli ovociti e la recettivit&agrave; dell&rsquo;endometrio in cui gli embrioni poi si dovrebbero impiantare. </p>
<p align="left"><strong>Cosa possiamo imparare da questa interessante ricerca?</strong> Anzitutto che <strong>gli eventi stressanti davvero influiscono sui risultati della riproduzione umana</strong>. Inoltre che se si sono verificate recentemente situazioni davvero stressanti &egrave; meglio attendere e tentare dopo la terapia specie quelle pi&ugrave; impegnative come la Fecondazione Assistita. </p>
<p align="left">Al di l&agrave; di questi dati per&ograve; io noto che il maggior numero di gravidanze si verifica in chi durante la terapia mantiene un atteggiamento pi&ugrave; equilibrato e di minor tensione come se la donna prendesse tutto con una certa dose di fatalismo e non di certezza nel risultato Inoltre, non &egrave; nemmeno possibile cambiare il carattere delle persone che affrontano un certo tipo di terapia. Ma io ci provo sempre&hellip;</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=337]]></link>
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<author>Claudio Manna, ginecologo specialista in fecondazione assistita</author>
<pubDate>mercoledì, 21 Oct 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Test di gravidanza]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Molti anni fa (ma neanche poi tanti), la diagnosi di gravidanza si basava su segni soggettivi,  sull'esame fisico ginecologico e sul test di gravidanza classico, eseguito sulle urine. La certezza di uno stato gravidico non poteva essere precoce, e anche le eventuali patologie della gravidanza iniziale passavano a volte inosservate. Negli ultimi anni l'uso routinario della ecografia e del dosaggio plasmatico della BhCG ha reso enormemente più semplice la diagnosi precoce della gravidanza e delle sue possibili complicanze iniziali. </p>
<p>Dopo 12 giorni dal transfer dell’embrione la donna farà eseguire un test di gravidanza (dosaggio del BhCG o beta subunità della gonadotropina corionica, una sostanza ormonale che viene prodotta  già al momento dell'impianto dell'embrione in cavità uterina) per sapere se la gravidanza è iniziata. Se il test è positivo, la settimana successiva il test di gravidanza verrà ripetuto per controllare l’evoluzione della gravidanza. La prima ecografia è prevista alla 6a.-7a. settimana di amenorrea (assenza del ciclo mestruale), e deve accompagnarsi o essere seguita dalla visita ginecologica. In caso di esito negativo, il ciclo mestruale ricompare in genere dopo 10-20 giorni dal transfer dell’embrione, e per sottoporsi a un nuovo tentativo di Riproduzione Assistita bisognerà attendere, in genere, almeno due mesi. Il nuovo tentativo deve essere preceduto da una visita durante la quale vengono valutate le possibili cause del fallimento e vengono chiarite le modalità del prossimo tentativo.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=336]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 6 Jul 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pregnancy Test]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Many years ago (but not so many), the diagnosis of pregnancy was based on subjective signs, on the physical gynaecological examination and on the classical pregnancy test, performed on the urine.  The certainty of the state of pregnancy could not be early, and possible  pathologies of early pregnancy sometimes went unobserved.  In the last years the routine use of ultrasound and of the plasmatic dosage of BhCG has enormously simplified the early diagnosis of pregnancy and possible initial complications. </p>
<p>12 days after transfer of the embryo the woman undertakes a pregnancy test (the dosage of  BhCG or the beta subunit of chorionic gonadotropin, a hormonal substance that is produced from the moment of implantation of the embryo in the uterine cavity) to see if pregnancy has commenced.  If the test is positive, it is repeated the week after to control the evolution of the pregnancy.  The first ultrasound is forecasted for the 6th to 7th week of amenorrhea (absence of menstrual bleed), and should be accompanied by a gynaecological check up.  If the result is negative, menstruation occurs generally, 10-20 days after embryo transfer, and to make another attempt of Assisted Reproduction the couple has to wait for at least two months.  The new attempt has to be preceded by an examination to evaluate the possible causes of failure and to decide the techniques to be used for the next attempt.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=335]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 6 Jul 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tecniche di Riproduzione Assistita]]></title>
<description><![CDATA[<p>Si intende con questo termine l&rsquo;insieme delle tecniche che, agendo direttamente sugli spermatozoi, gli ovuli o gli embrioni, consente di superare alcuni ostacoli alla fecondazione naturale. Le tecniche pi&ugrave; usate sono: </p>
<p><strong>Inseminazione Intrauterina (IUI)</strong><br />consiste nel trattare in laboratorio il liquido seminale per selezionare gli spermatozoi pi&ugrave; mobili e iniettarli con un tubicino di plastica all&rsquo;interno dell&rsquo;utero nel periodo dell&rsquo;ovulazione, sia essa spontanea, oppure stimolata. Si ricorre all&rsquo;inseminazione in caso di ostacoli nel canale cervicale, infertilit&agrave; inspiegata, o cause andrologiche lievi. Pu&ograve; dare dal 10% al 15% di gravidanza per tentativo </p>
<p><strong>Fecondazione In Vitro ed Embrio Transfer (FIVET)</strong><br />&Eacute; la tecnica pi&ugrave; usata di Riproduzione Assistita. Consiste in una forte stimolazione ovarica per far formare molti follicoli in entrambe le ovaie. Nella stimolazione ovarica per la FIVET (o la ICSI) esistono due tipi di protocolli: nel protocollo lungo &egrave; prevista una prima fase detta di &ldquo;soppressione&rdquo;, nella quale si mettono a riposo le ovaie per circa 2 settimane a partire dal 21o. giorno del ciclo precedente con iniezioni quotidiane o con un&rsquo;unica iniezione; nella seconda fase, di stimolazione vera e propria, le iniezioni sono quotidiane, mattina e sera, per circa 10 giorni. Nel protocollo breve si inizia la stimolazione diretta al 2o. giorno del ciclo Quando i follicoli sono abbastanza grandi, vengono punti con un ago, attraverso la vagina, mediante il controllo di un ecografo; nel liquido aspirato dall&rsquo;interno dei follicoli vengono isolati in laboratorio gli ovuli da fecondare. Contemporaneamente il liquido seminale viene trattato come per l&rsquo;Inseminazione Intrauterina, e gli spermatozoi pi&ugrave; mobili sono messi a contatto con gli ovuli. Dopo due o tre giorni di sviluppo dell&rsquo;ovulo fecondato fuori dal corpo (in un apparecchio che simula perfettamente l&rsquo;ambiente corporeo) gli embrioni che si formano vengono delicatamente trasferiti nell&rsquo;utero con un tubicino di plastica. Questa tecnica si utilizza nei casi in cui le tube non funzionano, nei casi d&rsquo;infertilit&agrave; inspiegata e quando esistono problemi maschili di media gravit&agrave;. Il successo della FIVET dipende principalmente dalla qualit&agrave; degli embrioni che vengono trasferiti in utero -&nbsp; caratteristica che &egrave; solo grossolanamente valutabile dal loro aspetto al microscopio. Gli embrioni di I grado sono i migliori; poi vi sono quelli di II, III e infine di IV grado, che sono gli embrioni con minore probabilit&agrave; di impiantarsi. Nessuno, comunque, pu&ograve; affermare che un embrione di IV grado non potr&agrave; mai impiantarsi. &Egrave; altrettanto vero, per&ograve;, che l&rsquo;embrione di I grado ha una probabilit&agrave; elevata di far iniziare la gravidanza </p>
<p><strong>Intra Cytoplasmatic Sperm Injection (ICSI)</strong><br />Vi si ricorre nei casi d&rsquo;infertilit&agrave; maschile. In pratica &egrave; come la FIVET fino alla fecondazione. Se gli spermatozoi sono molto deboli, infatti, non basta metterli a contatto con gli ovuli. In questo caso con apparecchiature molto sofisticate &egrave; necessario prendere gli spermatozoi uno ad uno ed inserirli direttamente in altrettanti ovuli. Dopo circa 40 ore si formano gli embrioni che, come nella FIVET, verranno trasferiti in utero </p>
<p><strong>Testicular Sperm Extraction (TESE)</strong><br />A questa tecnica di Riproduzione Assistita si ricorre nei casi di infertilit&agrave; maschile per azoospermia, quando nel liquido seminale non ci sono spermatozoi. Il giorno stesso, oppure il giorno prima dell&rsquo;aspirazione follicolare, si preleva un frammento di tessuto da uno o entrambi i testicoli: in pratica &egrave; una biopsia testicolare che si usa come fonte di spermatozoi per eseguire successivamente la ICSI. Infatti nel testicolo spesso gli spermatozoi sono presenti, anche se in numero molto ridotto. Si pu&ograve; eseguire ambulatoriamente in anestesia locale. I risultati dipendono molto dal ritrovamento di spermatozoi nei frammenti testicolari, che avviene in pi&ugrave; del 50% dei casi. Una volta ritrovati gli spermatozoi, i risultati in termini di gravidanza sono paragonabili a quelli dell&rsquo;ICSI. I rischi sono scarsi ma l&rsquo;impegno per la coppia &egrave; notevole. Se al termine della biopsia testicolare risultano 0 spermatozoi, il trattamento di Riproduzione Assistita non pu&ograve; proseguire. E&rsquo; possibile congelare gli spermatozoi ritrovati per praticare la ICSI anche dopo molti mesi </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=332]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 29 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Techniques of Assisted Reproduction]]></title>
<description><![CDATA[<p>This term refers to the combination of techniques that used to surpass the obstacles of natural fertilisation, by intervening directly on the spermatozoa, ovules and embryos.  The most frequently used technique are: </p>
<p><strong>Intrauterine Insemination (IUI)</strong> <br />consists in the treatment, in the laboratory, of the seminal liquid in order to select the most mobile spermatozoa and inject them using a plastic tube into the uterus at the time of ovulation, this being spontaneous or stimulated.  Intrauterine insemination is used when there are obstacles in the cervical canal, for unexplained infertility and for andrological causes.  It can give 10% to 15% of pregnancy per attempt </p>
<p><strong>In Vitro Fertilisation and Embryo Transfer (FIVET)</strong> <br />it is the most frequently used  Assisted Reproduction technique.  It consists of strong ovarian stimulation in order to form many follicles in both the ovaries.  During stimulation for FIVET (or ICSI) two protocols exist: in the long protocol the first phase is called “suppression”, in which the ovaries are put to rest for about 2 weeks starting from the 21st day of the preceding cycle with daily injections or a single injection; the second phase is stimulation, comprising daily injections, morning and night, for about 10 days.  In the short protocol stimulation is commenced immediately on the 2nd day of the cycle.  When the follicles are big enough they are pierced with a needle inserted through the vagina and using ultrasound monitoring.  The ovules to be fertilised are isolated from the liquid aspired from inside the follicle in the laboratory. At the same time the seminal liquid is treated for Intrauterine Insemination, and the most mobile spermatozoa are put in contact with the ovules.  Two to three days of development of the ovule outside the body (in an environment that perfectly simulates the bodily environment) the embryos  that are formed are delicately transferred into the uterus using a plastic tube.  This technique is used in cases where the tubes do not function, in cases of unexplained infertility and when there are male problems of  medium seriousness.  The success of FIVET depends mainly on the quality of the embryos that are transferred into the uterus –a characteristic that can largely be evaluated by their aspect under a microscope.  1st grade embryos are the best then there are II, III and finally IV grade, that are the embryos with the smallest possibility of implantation.  It is equally true that a 1st grade embryo has a high probability to start a pregnancy </p>
<p><strong>Intra Cytoplasmic Sperm Injection (ICSI)</strong> <br />It is used in cases of male infertility.  It is practically the same as FIVET up until fertilisation.  If the spermatozoa are very weak, it is not enough to put them in contact with the ovules.  In this case using very sophisticated equipment it is necessary to take the spermatozoa one at a time and insert them directly into the ovules.  After about 40 hours embryos are formed, which, like in FIVET, are transferred in utero </p>
<p><strong>Testicular Sperm Extraction (TESE)</strong> <br />This Assisted Reproduction Technique is used for male infertility in cases of azoospoermia, when there are no spermatozoa in the seminal liquid.  On the same day, or the day before  follicular aspiration, a fragment of  tissue is taken from one or both the testicles:  it is practically a testicular biopsy which is used as a source of spermatozoa for the successive use in ICSI.  In fact, spermatozoa are often present in the testicle, even if in a reduced number.  It can be performed in the doctors rooms under local anaesthetic.  The results depend very much on the presence of spermatozoa in the testicular fragments, which occurs in more than 50% of the cases.  Once the spermatozoa are found, the results in terms of pregnancy are comparable to those of ICSI.  The risks are very few but the effort of the couple is notable.  If after the testicular biopsy 0 spermatozoa are found, the treatment of Assisted Rreproduction cannot continue.  It is possible to freeze the spermatozoa found, for use even after many months. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=331]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 29 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stimolazione ovarica e monitoraggio]]></title>
<description><![CDATA[<p>Si somministrano alla donna idonee quantità di ormoni (in genere FSH, ormone follicolostimolante ) per un numero di giorni variabile in funzione della risposta individuale della paziente, che viene controllata con una serie di ecografie <em><strong>(monitoraggio follicolare)</strong></em> e di misurazioni degli ormoni nel sangue <strong><em>(monitoraggio ormonale)</em></strong> nel corso della terapia. Quando i follicoli hanno raggiunto dimensioni adeguate si somministra un ormone, l’HCG - o gonadotropina corionica umana - per far raggiungere la maturazione finale agli ovociti, che potranno essere prelevati dopo 36 ore circa. Si invita la coppia ad avere uno o più rapporti nel periodo in cui si esegue la puntura di HCG. </p>
<p>Nella simolazione ovarica per la FIVET(o la ICSI) esistono due tipi di protocolli: nel <strong>protocollo lungo</strong> è prevista una prima fase detta di “soppressione”, nella quale si mettono a riposo le ovaie per circa 2 settimane a partire dal 21o. giorno del ciclo precedente con iniezioni quotidiane o con un’unica iniezione; nella seconda fase, di stimolazione vera e propria, le iniezioni sono quotidiane, mattina e sera, per circa 10 giorni. Nel <strong>protocollo breve</strong> si inizia la stimolazione diretta al 2o. giorno del ciclo. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=328]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 22 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ovarian stimulation and monitoring]]></title>
<description><![CDATA[<p>The ideal quantity of hormones (generally FSH, follicle stimulating hormone) are administered to the woman for a number of days that varies depending on the individual response of the patient, who is monitored with a series of ultrasounds <strong><em>(follicular monitoring)</em></strong> and the measurement of the levels of hormones in the blood <em><strong>(hormonal monitoring)</strong></em> during the course of the therapy.  When the follicles reach the correct dimensions the hormone HCG (human chorionic gonadotropin) is administered –to allow the ova to reach maturity which can be harvested 36 hours later.  The couple is invited to have intercourse once or more after the HCG  injection. </p>
<p>In ovarian stimulation for FIVET (or ICSI) two types of protocol exist: in the <strong>long protocol</strong> the first phase is called “suppression”, in which the ovaries are put to rest for about 2 weeks starting from the 21st day of the preceding cycle with daily injections or a single injection; the second phase is stimulation, comprising daily injections, morning and night, for about 10 days. In the<strong> short protocol</strong> stimulation is commenced immediately on the 2nd day of the cycle.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=327]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 22 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Terapia dell’aborto ripetuto]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">La terapia dipende dalla causa. Se la causa è <strong>uterina </strong>la terapia è chirurgica (eliminazione dei fibromi o degli ostacoli all’interno dell’utero quali polipi, fibromi, malformazioni, cicatrici interne o aderenze; cerchiaggio in gravidanza); se la causa è <strong>ormonale</strong> si possono somministrare gli ormoni che mancano (a volte si verifica un deficit di ormoni tiroidei); se la causa è <strong>immunologica </strong>la terapia può essere a base di cortisonici, aspirina, o più raramente immunoglobuline. I risultati spesso sono buoni.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=324]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 15 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Therapy for habitual abortion]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">The therapy depends on the cause. If the cause is <strong>uterine</strong> the therapy is surgical (elimination of fibroids or obstacles inside the uterus such as polyps, fibroids, malformations, internal scarring and adhesions; circleage in pregnancy); if the cause is <strong>hormonal</strong> the hormones that are lacking can be administered (sometimes there is a deficit of the thyroid hormones); if the cause is <strong>immunological </strong>the therapy can be based on cortisone, aspirin, and more rarely immunoglobulin. The results are often good.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=323]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 15 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Terapie per la donna]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">È l’aspetto più importante e, al tempo stesso, più difficile della riproduzione umana. È bene sapere che per eseguire buone ed efficaci terapie, specialmente se si ricorre alla Riproduzione Assistita, è opportuno rivolgersi a medici specializzati in questo campo poiché non basta un semplice medico. Faremo qui un elenco delle terapie più usate avvertendo che <strong>la scelta delle varie tecniche deve essere fatta caso per caso</strong>.</p>
<p><strong>Terapie per la donna</strong><br />In generale possono essere utilizzate per la donna, ma anche per l’uomo, terapie mediche (a base solo di farmaci), chirurgiche, o tecniche di Riproduzione Assistita. </p>
<ul>
    <li>condizione: <strong>anomalie dell’ovulazione</strong> (deficit ormonali)<br /><strong>terapia</strong>: in linea di massima rappresentano un’indicazione per la stimolazione ovarica con rapporti sessuali programmati </li>
    <li>condizione: <strong>sindrome dell’ovaio policistico</strong> (iperandrogenismo e mancanza di ovulazione. Disturbi dell’insulina)<br /><strong>terapia</strong>: uno dei trattamenti ha l’obiettivo di bloccare gli ormoni maschili (androgeni) e diminuirne la produzione. Piccole quantità di antiandrogeni possono infatti essere utilizzate a questo scopo. Il basso dosaggio di questi farmaci nel trattamento non ha effetti collaterali importanti. Questi farmaci, come il ciproterone acetato, possono essere contenuti nei contraccettivi orali. Se si scopre nella sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o un’iperinsulinemia è bene agire con la dieta o altri farmaci. Se invece c’è un deficit dell’ovulazione si farà una stimolazione ovarica semplice </li>
    <li>condizione: <strong>deficit luteale o di progesterone</strong><br /><strong>terapia</strong>: sostegno della fase luteale durante la stimolazione ovarica con somministrazione per via orale o vaginale di progesterone per equilibrare un tasso di estradiolo relativamente elevato e di aumentare quello di progesterone che è invece insufficiente. Il progesterone, in particolare, svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della gravidanza. È anche possibile sostenere la fase luteale tramite la somministrazione di HCG (gonadotropine corioniche umane) in modo intervallato<br />durante la seconda parte del ciclo </li>
    <li>condizione: <strong>cause tubariche <br />terapia</strong>: l’indicazione tubarica fu la prima indicazione della fecondazione in vitro nel 1978 con la nascita dell’inglese Louise Brown. Poiché la permeabilità delle tube è una condizione base del concepimento naturale, la loro impermeabilità è una indicazione alla Riproduzione Assistita, la cui unica alternativa è la microchirurgica tubarica. Si ricorre ad essa quando le tube presentano danni lievi o moderati che non consentono all’ovulo di viaggiare bene dalle ovaie all’utero. Oggi la convenienza nel ricorrere a questa terapia si riduce sempre più in paragone alla Riproduzione Assistita che, specie nei casi più severi, dà risultati migliori </li>
    <li>condizione: <strong>endometriosi<br />terapia</strong>: l’endometriosi può diventare un fattore problematico soprattutto quando è molto estesa. A uno stadio iniziale, in genere, non compromette la fertilità, ma quando è situata su una o su entrambe le ovaie, le cisti che si formano possono rappresentare un ostacolo importante alla fecondazione specie se si formano aderenze. La terapia è talvolta chirurgica seguita da un trattamento farmacologico, oppure, più frequentemente, si ricorre alla Riproduzione Assistita </li>
    <li>condizione: <strong>cause uterine<br />terapia</strong>: sono state effettuate molte revisioni della letteratura internazionale negli ultimi anni riguardanti l’associazione dei fattori uterini (polipi, miomi, malformazioni e sinechie) con l’infertilità e la diminuzione delle capacità riproduttive, ed è inoltre stato accertato che il trattamento di queste alterazioni uterine aumenta le possibilità di gravidanze. In particolare molti studi dimostrano come il trattamento con isteroscopia di tali patologie migliori la capacità riproduttiva e la percentuale di gravidanze dal 32% al 87%. </li>
    <li>condizione: <strong>anomalie cromosomiche</strong><br /><strong>terapia</strong>: è difficile che le anomalie cromosomiche possano essere curate con terapie vere e proprie </li>
    <li>condizione:<strong> infezioni</strong><br /><strong>terapia</strong>: farmacologica</li>
    <li>condizione: <strong>sterilità inspiegata <br />terapia</strong>: stimolazione semplice <br />Riproduzione Assistita </li>
</ul>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=322]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 8 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Therapy for the woman ]]></title>
<description><![CDATA[<p>It is the most important aspect, and at the same time, the  most difficult of human reproduction.  It is important to realise that in order to undertake good and effective therapy, especially when you turn to Assisted Reproduction, it is important to go to doctors specialised in this field because an ordinary doctor is not enough. Here, we will make a list of the most utilised therapies, advising that <strong>the choice of technique should vary from case to case</strong>. </p>
<p><strong>Therapy for the woman</strong> <br />Generally, medical therapy (based only on drugs), surgical therapy and Assisted Reproduction techniques can be used for the woman but also for the man. </p>
<ul>
    <li>condition: <strong>ovulation abnormalities</strong> (hormonal deficit) <br /><strong>therapy</strong>: generally this has an indication of ovarian stimulation with programmed sexual intercourse </li>
    <li>condition: <strong>polycystic ovarian syndrome</strong> (hyperandrogenism and lack of ovulation.  Insulin disturbances) <br /><strong>therapy</strong>: the objective of one of the therapies is to block the male hormones (androgen) and diminish their production.  Small quantities of anti-androgens can in fact be used for this.  Depending on the dosages of these drugs during treatment, there are no serious side effects.  These drugs, like ciproterone acetate, can be found in oral contraceptives.  If you discover that because of polycystic ovarian syndrome (PCOS) you have  hyperinsulinemia it is important to adjust your diet and drugs.  If, however, there is lack of ovulation simple ovarian stimulation should be performed. </li>
    <li>condition: <strong>luteal or progesterone deficit</strong> <br /><strong>therapy</strong>: sustenance of the luteal phase during ovarian stimulation with the oral or vaginal administration of progesterone to balance an elevated level of estradiol and increase the level of progesterone that may be low.  Progesterone, in particular, plays a fundamental role in the maintenance of pregnancy.  It is also possible to sustain the luteal phase through the administration of HCG (human chorionic gonadotropin) in intervals during the second part of the cycle </li>
    <li>condition: <strong>tubal causes</strong> <br /><strong>therapy</strong>: the tubal factor was the very first indication for in vitro fertilisation in 1978 resulting in the birth of English, Louise Brown.  Because the permeability of the tubes is a basic condition required for natural conception, their impermeability is an indication for Assisted Reproduction, the only alternative being tubal micro-surgery.  This is performed when the tubes present with little or moderate damage that does not allow the ovule to travel easily form the ovaries to the uterus.  Today the convenience of this therapy is increasingly reduced compared to Assisted Reproduction which in the most serious cases gives better results </li>
    <li>condition: <strong>endometriosis <br />therapy</strong>: endometriosis can become a problematic factor especially if it is extensive.  At an initial stage, it generally does not compromise infertility, but when it is situated in one or both of the ovaries, the cysts that are formed can represent a serious obstacle for fertilisation especially if adhesions form.  The therapy is sometimes surgical followed by pharmacological treatment, or more frequently Assisted Reproduction. </li>
    <li>condition: <strong>uterine causes</strong> <br /><strong>therapy</strong>: many revisions of international literature have been made in recent years regarding the association between uterine factors (polyps, myoma, malformations and synechias) and infertility and diminished reproductive capacity, and it has been acertained that the treatment of these uterine alterations increases the possibility of  pregnancy.  Many studies demonstrate how treatment of these pathologies with a hysteroscopy improves reproductive capacity and the percentage of pregnancies from 32% to 87%. </li>
    <li>condition: <strong>chromosomal abnormalities</strong> <br /><strong>therapy</strong>: it is difficult to cure chromosomal abnormalities with real therapies </li>
    <li>condition:<strong> infection</strong> <br /><strong>therapy:</strong> pharmacological </li>
    <li>condition: <strong>unexplained sterility</strong> <br /><strong>therapy</strong>: simple ovarian stimulation <br />Assisted Reproduction </li>
</ul>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=321]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 8 Jun 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Terapie per l'uomo]]></title>
<description><![CDATA[<p>È l’aspetto più importante e, al tempo stesso, più difficile della riproduzione umana. È bene sapere che per eseguire buone ed efficaci terapie, specialmente se si ricorre alla Riproduzione Assistita, è opportuno rivolgersi a medici specializzati in questo campo poiché non basta un semplice medico. Faremo qui un elenco delle terapie più usate avvertendo che <strong>la scelta delle varie tecniche deve essere fatta caso per caso</strong>. </p>
<p>In generale possono essere utilizzate per l’uomo, ma anche per la donna, terapie mediche (a base solo di farmaci), chirurgiche o tecniche di Riproduzione Assistita. Nei centri consigliati da Fertilità onlus viene prestata una particolare attenzione agli uomini infertili per ricercare le cause della loro condizione. Le analisi e gli accertamenti andrologici possono rivelare la presenza di disturbi organici, anche diversi dall’infertilità: </p>
<blockquote dir="ltr" style="MARGIN-RIGHT: 0px">
<p>condizione: anomalie gravi dello spermiogramma<br /><strong>terapia</strong>:Medica-Chirurgica. Riproduzione Assistita </p>
<p>condizione: deficit ormonale<br /><strong>terapia</strong>: farmacologica. Se la causa dell’infertilità è dovuta a un deficit ormonale i risultati sono ottimi. </p>
<p>condizione: varicocele<br /><strong>terapia</strong>: chirurgica. Consiste nell’eliminare le vene varicose che circondano il dotto deferente. Può dare buoni risultati ma anche essere inutile o, dopo un iniziale miglioramento, peggiorare moltissimo. L’intervento eseguito dopo i 30 anni risulta in genere inutile </p>
<p>condizione: ostruzione delle vie seminali (infertilità da azoospermia), per es.agenesia dei deferenti<br /><strong>terapia</strong>: Riproduzione Assistita </p>
<p>condizione: ostruzione delle vie seminali (infertilità da azoospermia), per es. infezioni o vasectomia<br /><strong>terapia</strong>: Chirurgica. Riproduzione Assistita </p>
<p>condizione: infertilità da azoospermia di tipo sospetto (per es. secretivo, cioè deficit grave nella produzione degli spermatozoi)<br /><strong>terapia</strong>: Riproduzione Assistita (TESE) </p>
<p>condizione: <strong>criptorchidismo</strong> (riposizionamento dei testicoli nella borsa scrotale)<br /><strong>terapia</strong>: chirurgica                                          </p>
<p>condizione: infezioni<br /><strong>terapia</strong>: farmacologica, vedi tabella </p>
<p>condizione: sterilità inspiegata<br /><strong>terapia</strong>: Riproduzione Assistita </p>
</blockquote>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=320]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=320</guid>
<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 25 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Therapy for the man]]></title>
<description><![CDATA[<p>It is the most important aspect and at the same time the most difficult for human reproduction.  It is important to realise that to follow good and effective therapy, especially if you turn to Assisted Reproduction, it is wise to turn to doctors specialised in this field because a simple doctor is not enough.  We will now list the most frequently used techniques advising that <strong>the choice of the different techniques should vary from case to case</strong>. </p>
<p>Generally  medical  therapy (based only on drugs), surgical therapy or Assisted Reproduction techniques can be used for the man and also for the woman.  In centres recommended by Fertility onlus particular attention is paid to infertile men to find the causes of their conditions.  The andrological analyses and test can highlight the presence of organic disturbances, even differing from infertility:   </p>
<blockquote dir="ltr" style="MARGIN-RIGHT: 0px">
<p>condition: serious abnormalities of the spermiogram <br /><strong>therapy</strong>: Medical-Surgical.  Assisted Reproduction </p>
<p>condition: hormonal deficit <br /><strong>therapy</strong>: pharmacological.  If a hormonal deficit is the cause of infertility the results are optimal. </p>
<p>condition: varicoceles <br /><strong>therapy</strong>: surgical. <br />Consists of the elimination of the varicose veins that surround the deferent ducts.  It can give good results but it can also be useless or after an initial improvement, it deteriorated very much.  If the operation is performed after the age of 30 it is generally useless </p>
<p>condition:  obstruction of the seminal ducts (infertility from azoospermia), caused by infection or vasectomy <br /><strong>therapy</strong>:  Surgical.  Assisted Reproduction </p>
<p>condition : infertility from azoospermia of a suspect type (for example, secretory, that is a serious deficit in the production of  spermatozoa) <br /><strong>therapy</strong>:  Assisted Reproduction (TESE) </p>
<p>condition: <strong>cryptorchidism <br />therapy</strong>: surgical </p>
<p>condition: infection<br /><strong>therapy</strong>: pharmacological, </p>
<p>condition:  unexplained sterility <br /><strong>therapy</strong>: Assisted Reproduction </p>
</blockquote>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=319]]></link>
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<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 25 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diagnosi di infertilità di coppia]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cause immunologiche</strong>. Sono tra le cause più citate o discusse di infertilità ma non per questo le più frequenti. Infatti sembra che colpiscano un numero molto ridotto di coppie ed anche quando dalle analisi questo fattore appare presente, non è detto che determinino infertilità. La cosiddetta “incompatibilità” di coppia coincide in pratica con le cause immunologiche di infertilità. Ma cosa si intende per “immunologia”? Questo termine vuol dire studio dei meccanismi con cui l’organismo riconosce e/ o tollera i propri organi e tessuti o si difende da organismi o tessuti estranei. Il riconoscimento e la difesa si attuano mediante la produzione di sostanze particolari (gli anticorpi), che “attaccano” gli ospiti indesiderati. Se l’organismo riconosce come estranei elementi che invece dovrebbe tollerare, come ad esempio gli spermatozoi, anche questi ultimi verranno attaccati ed immobilizzati mediante la produzione di anticorpi anti-spermatozoo. Si realizza così il tipo più comune di infertilità immunologica.</p>
<p>Pertanto la cosiddetta “<strong>incompatibilità</strong>” (termine un po’ generico e non corretto in realtà) si ha, ad esempio, quando gli spermatozoi, arrivati al livello del collo uterino, trovano anticorpi che li bloccano e non li fanno giungere nell’utero. Un altro tipo di causa immunologica si ha quando l’organismo maschile produce anticorpi contro i suoi stessi spermatozoi (autoanticorpi) che tra loro si “incollano” e non riescono perciò a progredire nella direzione giusta.</p>
<p><strong>Diagnosi di infertilità inspiegata</strong><br />Rappresentano il 20-30% di tutte le diagnosi di infertilità. “Infertilità inspiegata” significa che nonostante tutte le indagini diagnostiche eseguite, non si è potuta identificare la ragione dell’infertilità. Ciononostante esistono terapie in grado di affrontare anche queste situazioni. Non bisogna angustiarsi eccessivamente se non si è trovata la causa di infertilità. Ciò che conta è eseguire i necessari tentativi terapeutici senza perdere tempo. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=314]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.fertilita.org/index.asp?ItemID=314</guid>
<author>Fertilita.org</author>
<pubDate>lunedì, 18 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
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